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Gli Usa scoprono il talento letterario di un italiano: Stefano Massini goes to Broadway

Gli Stati Uniti non brillano certo per umiltà e desiderio di scoperta di autori degli altri continenti. Per questo il successo di Stefano Massini con la Trilogia Lehman è così raro. Raccontare l'America agli americani? Non proprio. E Massini non è stato l'unico
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In America è scattata la gara a chi scopre per primo Stefano Massini. La sua Lehman Trilogy diretta da Sam Mendes viene presentata sul New York Times con sei mesi di anticipo sulla prima, che sarà il 22 marzo all'Armory su Park Avenue. Sul traguardo però la trilogia Lehman viene bruciata da Intractable Woman, versione Usa dello spettacolo dedicato alla giornalista russa Anna Politkovskaya, assassinata nel 2006 (questa va già in scena al Second Floor Theater, off-Broadway). Infine Hollywood non vuole farsi eclissare dal teatro e quindi fa trapelare che sta lavorando alla versione cinematografica di una nuova sceneggiatura, Stato contro Nolan, di cui leggete un estratto in queste pagine. Un'altra storia che più americana non si può. E questo è abbastanza stupefacente. 

Il mondo della cultura negli Stati Uniti non brilla per umiltà. E neppure per cosmopolitismo. Anzi, senza togliere nulla alla vital…
In America è scattata la gara a chi scopre per primo Stefano Massini. La sua Lehman Trilogy diretta da Sam Mendes viene presentata sul New York Times con sei mesi di anticipo sulla prima, che sarà il 22 marzo all'Armory su Park Avenue. Sul traguardo però la trilogia Lehman viene bruciata da Intractable Woman, versione Usa dello spettacolo dedicato alla giornalista russa Anna Politkovskaya, assassinata nel 2006 (questa va già in scena al Second Floor Theater, off-Broadway). Infine Hollywood non vuole farsi eclissare dal teatro e quindi fa trapelare che sta lavorando alla versione cinematografica di una nuova sceneggiatura, Stato contro Nolan, di cui leggete un estratto in queste pagine. Un'altra storia che più americana non si può. E questo è abbastanza stupefacente. 

Il mondo della cultura negli Stati Uniti non brilla per umiltà. E neppure per cosmopolitismo. Anzi, senza togliere nulla alla vitalità e creatività artistica di questo paese, i difetti principali sono questi: continua a credere che il proprio primato sia scontato; non è a priori curioso di ciò che gli altri producono sui "suoi" temi. Perciò è notevole l'exploit di Massini. Piazzare a New York, e in una sede nobile come l'Armory, uno spettacolo dove figura la parola "Lehman" nel titolo, accidenti. Dieci anni dopo lo schianto, gli americani pensano di sapere tutto quel che c'è da sapere: le cause, gli antefatti, le conseguenze e le colpe della bancarotta che fu quasi l'inizio della fine del mondo come lo conoscevamo. Che su questo tema - proprio nella New York capitale globale della finanza che fu l'epicentro del disastro - vogliano accogliere con tutti gli onori uno spettacolo teatrale ideato e scritto da un italiano, messo in scena a Londra, con la regia di un anglo-portoghese come Sam Mendes, ha dell'inverosimile. Da Luchino Visconti a Giorgio Strehler non mancarono i nostri grandi registi capaci di ammaliare l'intellighenzia americana, però maneggiavano temi "nostri" (o comunque europei come il Brecht di Strehler). 

Di Massini i newyorchesi hanno capito  - grazie agli emissari inviati a Londra -  che non vuole "spiegarci il crac" del 2008. Quello sì sarebbe stato un flop, come lo fu un tentativo inglese di raccontare la bancarotta Enron a Broadway. La Trilogia Lehman, come sanno gli spettatori italiani, è molto di più di un racconto della grande crisi: parte dalla fine dell'800, con l'arrivo degli immigrati ebrei dalla Baviera a New York, che divennero i Lehman Brothers. È un affresco molto speciale del Sogno Americano; è un'epopea tragica dai toni biblici. È quello che forse solo scrittori come Arthur Miller riuscivano a fare: trascendere l'attualità, parlare della grande Storia calandola nelle piccole folli e tragiche storie umane. Un colpo altrettanto formidabile, Massini lo realizzerà al cinema quando il suo Stato contro Nolan diventerà un film. Per parlare di fake news, di media che manipolano la realtà inseguendo un'agenda politica, lui è andato a scovare una storia ignobile della profonda provincia americana più di mezzo secolo fa. È una causa legale promossa all'inizio degli anni Sessanta contro un giornale che da un tragico fatto di cronaca volle "creare un mostro", inventare un colpevole, eccitare la sete di vendetta. In questo caso la produzione americana ha voluto battere sul traguardo anche l'uscita in Italia di un testo italiano.

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