Quel tuo clic è come un jazz
di WYNTON MARSALISMostri sacri come Gillespie o giovani semisconosciuti: nei ritratti di Arthur Elgort l’album di famiglia del sound che più somiglia alla fotografia. Perché è effimero, ma eterno. Non è vero, Wynton Marsalis?
Il Jazz è l'arte del qui e ora. I musicisti anticipano il futuro per organizzare il presente nel momento in cui diventa memoria. Di noi si dice che suoniamo, ma in realtà evochiamo ricordi. Inseriamo una nuova mitologia, tratta dal nostro comune patrimonio umano, nell'intensità di ogni attimo fuggente. I fiati riempiono lo spazio al centro con sequenze di melodie improvvisate, mentre l'accompagnamento di batteria e contrabbasso crea lo spazio stesso. È il continuum spazio-temporale. L'altalena di batteria e contrabbasso si chiama swing, ma sul palco, è definita con grande rispetto "il tempo". Dinamico e flessibile ma imperturbabile e spietato, "il tempo" è l'avanguardia della nostra realtà. Ed è molto semplice. O tieni il tempo... o sei fuori tempo. Ogni attimo è un'istantanea di possibilità e di situazioni, di trattative e conclusioni... e mentire non è contemplato…
Il Jazz è l'arte del qui e ora. I musicisti anticipano il futuro per organizzare il presente nel momento in cui diventa memoria. Di noi si dice che suoniamo, ma in realtà evochiamo ricordi. Inseriamo una nuova mitologia, tratta dal nostro comune patrimonio umano, nell'intensità di ogni attimo fuggente. I fiati riempiono lo spazio al centro con sequenze di melodie improvvisate, mentre l'accompagnamento di batteria e contrabbasso crea lo spazio stesso. È il continuum spazio-temporale. L'altalena di batteria e contrabbasso si chiama swing, ma sul palco, è definita con grande rispetto "il tempo". Dinamico e flessibile ma imperturbabile e spietato, "il tempo" è l'avanguardia della nostra realtà. Ed è molto semplice. O tieni il tempo... o sei fuori tempo. Ogni attimo è un'istantanea di possibilità e di situazioni, di trattative e conclusioni... e mentire non è contemplato... c'è solo il tempo di dire la verità. Assieme passiamo dall'ideazione all'esecuzione, alla velocità dell'istinto. Il possibile accade, il presente vive, il passato è per sempre. In fotografia il gioco di luci e ombre, angoli e piani, forma e sostanza, punto e contrappunto, agisce su un unico istante. Basta uno scatto per rappresentare ogni realtà. Clic.
L'effimero diventa perenne. Il presente, incomprensibile nella sua complessità, diventa una registrazione chiara e fortemente personale, eseguita alla velocità dell'istinto. Il ritmo preciso e la mutevolezza della luce equivalgono al "tempo" del jazz. Costringono l'occhio e la mano del fotografo a superare la luce stessa, catturando il momento di equilibrio perfetto tra futuro e presente. Quando quell'istinto è autentico, ne emerge una fotografia intramontabile. Gli scatti di Arthur Elgort ci trasportano in un mondo di straordinaria profondità. L'autore ama, riamato, il jazz e i musicisti jazz. Sa che le note, le armonie e i ritmi sono solo l'introduzione a sentimenti, gesti e intuizioni. La sua arte rivela e rispecchia l'empatia telepatica e l'anima che caratterizzano il musicista jazz e la consapevolezza, meno comune di quanto si creda, che il jazz è l'emanazione di uno stile di vita, di un approccio all'esistenza.
Elgort coglie momenti rivelatori con ritmo e tempo perfetti. È presente e sincero rispetto a ciò che vede: la storia, il soggetto, la posa, l'equilibrio rispetto all'ambiente, lo stato d'animo, le dinamiche. Tutto contribuisce in perfetta sintonia a creare un affascinante contrappunto visivo. Elgort è in grado di individuare il lirismo e la poesia caratteristici di ogni singolo musicista e di ogni situazione. La portata e l'intensità emotiva degli scatti rivelano che il fotografo è a sua volta un jazzista, che del jazz condivide la visione, gli intenti e la mitologia. Per creare un'opera valida, incalzati dal tempo, dobbiamo aderire in qualche misura alla nostra mitologia collettiva, per come la percepiamo con gli occhi, l'udito e il sentimento. Fin dagli esordi le caratteristiche e i simboli del jazz sono stati vittima di una gigantesca opera di disinformazione. Per sminuirne il ruolo nella storia degli Stati Uniti è stato fatto ricorso a ogni genere di depistaggio: dall'origine nei bordelli alle fantasie afroamericane della vecchia Harlem, dal legame con la tossicodipendenza all'identità politica (considerata sovversiva ogni volta che i musicisti chiedevano libertà e giustizia).
Negli ultimi trent'anni il jazz ha subito un'aggressione filosofica più sottile ed efficace. Nel momento in cui viene esaltato come compendio di ogni genere musicale si nega in realtà la sua autonomia. Il libro di Elgort ribadisce che il jazz possiede un'identità propria e rende alla musica un grande servizio mostrando tanti grandi e carismatici musicisti, vecchi e giovani, tutti assieme. Gli anziani sono ben noti, ma scoprire la personalità dei più giovani è una rivelazione. Attraverso gli occhi di Elgort vediamo la nostra musica passare di generazione in generazione. Ci rendiamo conto che il jazz ha continuato a produrre ottimi artisti anche quando l'interesse del Paese si è concentrato su altri stili. Elgort ci offre un vero continuum del jazz. I giovani Stefon Harris e Javon Jackson, elegantissimi, e nella pagina accanto i veterani Doc Cheatham e Milt Hinton, specchio della saggezza dono del tempo. L'esuberanza senza età di Illinois Jacquet. Il vigore giovanile e l'ottimismo di David Sànchez con le scarpe bicolori sullo sfondo di Harlem Avenue, le serrande abbassate di Striver's Row, a indicare cosa bisogna fare per superare questo periodo di corruzione. Roy Hargrove e James Carter e la trascendenza della sartorialità. Mona e Milt Hinton, mano nella mano, incarnano la comunità e l'amore mentre James Carter riceve l'amore comune a tanti di noi.
Il giovane Walter Blanding con il nobile ardore, l'ottimismo e la serietà della gioventù. Dalla risata schietta di Benny Carter al sorriso ironico di Dizzy Gillespie. Ricordi di uomini e donne che hanno scoperto la sensualità e l'impertinenza dello swing e l'idillio del dialogo nei locali notturni e che continuano a farlo (anche se la pornografizzazione della musica, la segregazione della vita notturna e l'aggressione del volume troppo alto al nostro senso di intimità hanno preso il sopravvento).
Michael Bowie in un attimo di perfetta ispirazione incontra la traspirazione. Scarpe, scarpe, scarpe... La sacralità dei duetti nel tempo: da James Carter e Joshua Redman a Lionel Hampton e Illinois Jacquet fino a Dexter Gordon e Clark Terry. Arnett Cobb dice tutto. Anche con le stampelle dona emozioni profonde. Donald Harrison, Olu Dara e Jesse Davis: raffinatezza e pura anima. L'opera di Arthur Elgort è ampia. Dimostra che il jazz non deve cercare altrove un'identità che è già presente nel vostro album di famiglia. Dovete solo aprire il libro. Sta tutto lì dentro.
© WYNTON MARSALIS
TRADUZIONE DI EMILIA BENGHI
Il libro e l’artista Jazz (Damiani, 160 pagine, 40 euro), con l’introduzione di Wynton Marsalis che qui pubblichiamo, raccoglie cento immagini del fotografo americano Arthur Elgort. L’artista (New York, 1940) ha lavorato per Vogue e ha curato le campagne pubblicitarie di molti brand di alta moda
La collana di Repubblica I grandi rappresentanti del jazz contemporaneo internazionale in venti uscite settimanali. È Jazz Now!, la nuova collana di cd in edicola con Repubblica (a 9,90 euro). Si parte martedì 16 ottobre con il pianista e compositore Kenny Barron
L'effimero diventa perenne. Il presente, incomprensibile nella sua complessità, diventa una registrazione chiara e fortemente personale, eseguita alla velocità dell'istinto. Il ritmo preciso e la mutevolezza della luce equivalgono al "tempo" del jazz. Costringono l'occhio e la mano del fotografo a superare la luce stessa, catturando il momento di equilibrio perfetto tra futuro e presente. Quando quell'istinto è autentico, ne emerge una fotografia intramontabile. Gli scatti di Arthur Elgort ci trasportano in un mondo di straordinaria profondità. L'autore ama, riamato, il jazz e i musicisti jazz. Sa che le note, le armonie e i ritmi sono solo l'introduzione a sentimenti, gesti e intuizioni. La sua arte rivela e rispecchia l'empatia telepatica e l'anima che caratterizzano il musicista jazz e la consapevolezza, meno comune di quanto si creda, che il jazz è l'emanazione di uno stile di vita, di un approccio all'esistenza.
Elgort coglie momenti rivelatori con ritmo e tempo perfetti. È presente e sincero rispetto a ciò che vede: la storia, il soggetto, la posa, l'equilibrio rispetto all'ambiente, lo stato d'animo, le dinamiche. Tutto contribuisce in perfetta sintonia a creare un affascinante contrappunto visivo. Elgort è in grado di individuare il lirismo e la poesia caratteristici di ogni singolo musicista e di ogni situazione. La portata e l'intensità emotiva degli scatti rivelano che il fotografo è a sua volta un jazzista, che del jazz condivide la visione, gli intenti e la mitologia. Per creare un'opera valida, incalzati dal tempo, dobbiamo aderire in qualche misura alla nostra mitologia collettiva, per come la percepiamo con gli occhi, l'udito e il sentimento. Fin dagli esordi le caratteristiche e i simboli del jazz sono stati vittima di una gigantesca opera di disinformazione. Per sminuirne il ruolo nella storia degli Stati Uniti è stato fatto ricorso a ogni genere di depistaggio: dall'origine nei bordelli alle fantasie afroamericane della vecchia Harlem, dal legame con la tossicodipendenza all'identità politica (considerata sovversiva ogni volta che i musicisti chiedevano libertà e giustizia).
Negli ultimi trent'anni il jazz ha subito un'aggressione filosofica più sottile ed efficace. Nel momento in cui viene esaltato come compendio di ogni genere musicale si nega in realtà la sua autonomia. Il libro di Elgort ribadisce che il jazz possiede un'identità propria e rende alla musica un grande servizio mostrando tanti grandi e carismatici musicisti, vecchi e giovani, tutti assieme. Gli anziani sono ben noti, ma scoprire la personalità dei più giovani è una rivelazione. Attraverso gli occhi di Elgort vediamo la nostra musica passare di generazione in generazione. Ci rendiamo conto che il jazz ha continuato a produrre ottimi artisti anche quando l'interesse del Paese si è concentrato su altri stili. Elgort ci offre un vero continuum del jazz. I giovani Stefon Harris e Javon Jackson, elegantissimi, e nella pagina accanto i veterani Doc Cheatham e Milt Hinton, specchio della saggezza dono del tempo. L'esuberanza senza età di Illinois Jacquet. Il vigore giovanile e l'ottimismo di David Sànchez con le scarpe bicolori sullo sfondo di Harlem Avenue, le serrande abbassate di Striver's Row, a indicare cosa bisogna fare per superare questo periodo di corruzione. Roy Hargrove e James Carter e la trascendenza della sartorialità. Mona e Milt Hinton, mano nella mano, incarnano la comunità e l'amore mentre James Carter riceve l'amore comune a tanti di noi.
Il giovane Walter Blanding con il nobile ardore, l'ottimismo e la serietà della gioventù. Dalla risata schietta di Benny Carter al sorriso ironico di Dizzy Gillespie. Ricordi di uomini e donne che hanno scoperto la sensualità e l'impertinenza dello swing e l'idillio del dialogo nei locali notturni e che continuano a farlo (anche se la pornografizzazione della musica, la segregazione della vita notturna e l'aggressione del volume troppo alto al nostro senso di intimità hanno preso il sopravvento).
Michael Bowie in un attimo di perfetta ispirazione incontra la traspirazione. Scarpe, scarpe, scarpe... La sacralità dei duetti nel tempo: da James Carter e Joshua Redman a Lionel Hampton e Illinois Jacquet fino a Dexter Gordon e Clark Terry. Arnett Cobb dice tutto. Anche con le stampelle dona emozioni profonde. Donald Harrison, Olu Dara e Jesse Davis: raffinatezza e pura anima. L'opera di Arthur Elgort è ampia. Dimostra che il jazz non deve cercare altrove un'identità che è già presente nel vostro album di famiglia. Dovete solo aprire il libro. Sta tutto lì dentro.
© WYNTON MARSALIS
TRADUZIONE DI EMILIA BENGHI
Il libro e l’artista Jazz (Damiani, 160 pagine, 40 euro), con l’introduzione di Wynton Marsalis che qui pubblichiamo, raccoglie cento immagini del fotografo americano Arthur Elgort. L’artista (New York, 1940) ha lavorato per Vogue e ha curato le campagne pubblicitarie di molti brand di alta moda
La collana di Repubblica I grandi rappresentanti del jazz contemporaneo internazionale in venti uscite settimanali. È Jazz Now!, la nuova collana di cd in edicola con Repubblica (a 9,90 euro). Si parte martedì 16 ottobre con il pianista e compositore Kenny Barron