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"Eros fa girare il mondo a suo piacimento", fotografia stampata della scultura di Claudius Marioton, nel volume "I capolavori dell'arte francese" di Louis Viardot, pubblicato da Gravure Goupil et Cie, Parigi, 1882, Gebbie & Co., Philadelphia, 1883. (photo by: GHI/Universal History Archive via Getty Images)  

Date retta ai greci, fatelo con filosofia

Eros, sentimenti e razionalità: a chi rivolgersi se non a Platone e compagnia, per avere consigli? Matteo Nucci indaga nel suo nuovo libro, "L'abisso di Eros", partendo da Sparta e finendo a Riace 
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Quando Eros arriva ci lacera il petto, ci fa tremare le gambe, ci trasporta in territori sconosciuti. Matteo Nucci scrive un libro colto e appassionato, L'abisso di Eros (Ponte alle Grazie), in cui racconta come gli antichi greci vivevano l'amore. Lo slancio erotico e i piaceri effimeri, la seduzione e la politica. Lo fa muovendosi nei luoghi dell'Ellade di ieri e di oggi, a cominciare da Sparta, la città di Elena, la traditrice che diede il via alla guerra di Troia. A cinque anni dal saggio Le lacrime degli eroi, Nucci torna a visitare, con la serietà dello studioso e la capacità narrativa del romanziere, il pensiero e l'immaginario dell'antica Grecia: Esiodo, Omero, Saffo, Alceo e soprattutto Platone. Si esce da questo viaggio nel tempo con la sensazione di vivere oggi in una società ipersessualizzata ma assai poco erotica. 

I continui stimoli sessuali che ci circondano sono lontani dalla potenza originaria di Eros?
"Stiamo …
Quando Eros arriva ci lacera il petto, ci fa tremare le gambe, ci trasporta in territori sconosciuti. Matteo Nucci scrive un libro colto e appassionato, L'abisso di Eros (Ponte alle Grazie), in cui racconta come gli antichi greci vivevano l'amore. Lo slancio erotico e i piaceri effimeri, la seduzione e la politica. Lo fa muovendosi nei luoghi dell'Ellade di ieri e di oggi, a cominciare da Sparta, la città di Elena, la traditrice che diede il via alla guerra di Troia. A cinque anni dal saggio Le lacrime degli eroi, Nucci torna a visitare, con la serietà dello studioso e la capacità narrativa del romanziere, il pensiero e l'immaginario dell'antica Grecia: Esiodo, Omero, Saffo, Alceo e soprattutto Platone. Si esce da questo viaggio nel tempo con la sensazione di vivere oggi in una società ipersessualizzata ma assai poco erotica. 

I continui stimoli sessuali che ci circondano sono lontani dalla potenza originaria di Eros?
"Stiamo distruggendo la ricchezza dell'eros, relegandolo sempre più alla sfera degli istinti. Gli antichi greci hanno dato il meglio di sé parlando dell'amore, a cominciare dalla distinzione tra Eros e Afrodite, la dea del letto.
L'amore non può trascurare il sesso, ma deve poi diventare una forza travolgente che riempie l'anima. Andare oltre quelli che Platone chiama 'desideri appetitivi'". 

C'è un'immagine del libro che rende bene l'energia devastante dell'innamoramento: quella dello squarcio. 
"Eros ha a che fare con la morte, perché quando ci innamoriamo moriamo alla vita precedente, ci svegliamo guardando le cose con altri occhi. Iniziamo una nuova esistenza. Il passaggio può rivelarsi anche un tormento, ma solo faticando possiamo anelare a grandi conquiste". 

Bisogna essere disposti a perdere l'equilibrio, non accontentarsi di soddisfazioni effimere?
"Quelle hanno il loro perché, ma non restano. Platone nel Gorgia usa l'immagine stupenda dell'orcio forato. Se il vaso è bucato, possiamo in continuazione provare a riempirlo ma si svuoterà sempre, lasciandoci insoddisfatti. L'altro esempio è quello dell'uomo che si gratta per trovare sollievo alla scabbia: grattandosi proverà un piacere momentaneo, ma subito dopo il prurito ricomincerà. Gli esseri umani spesso si muovono seguendo istinti immediati e non pensano a curare la scabbia o a riparare l'orcio forato. È la stessa dinamica della tossicodipendenza: cercare in continuazione la droga e non sentirsi mai appagati". 

Non esiste un eros senza lotta, senza qualcosa da riparare?
"Non c'è amore senza discussioni. Per amare bisogna essere disposti a mettere in movimento le proprie parti animose. Solo così riusciamo a far passare Eros attraverso tutta l'anima, quella che Platone divideva in tre: le parti basse, del ventre e degli organi sessuali, in cui si soddisfano i desideri carnali; la parte mediana, nei polmoni, legata a coraggio, ira, dignità; e la terza, quella razionale, in cui l'eros si realizza come filosofia". 

Cosa succede quando prevalgono gli istinti?
"Che ci si riduce a inseguire piaceri momentanei. È così anche nella politica. I greci ci spiegano che l'eros è fondamentale perfino nella sfera pubblica, dove serve ad affrancarsi dalla demagogia dei retori populisti che parlano al ventre, alla pancia. Pericle fu un grandissimo statista e oratore, perché sapeva sedurre i cittadini con l'eros, spingendoli a seguire altre strade e a non rimanere vittime della loro paura". 

Cosa direbbe Pericle oggi rispetto alla paura dei migranti?
"Non abbiate paura. Non seguirebbe i sondaggi, ma cercherebbe di trasformare il desiderio afrodisiaco, quello del ventre, in eros. Spingerebbe i cittadini a ragionare. Pericle era un uomo erotico, come oggi lo è il sindaco Mimmo Lucano, non solo per via dell'accoglienza dei migranti a Riace, ma per la sua lungimiranza e intelligenza, per aver capito che quel paese poteva rinascere con persone che avevano voglia di futuro". 

Che ruolo ha la seduzione nelle dinamiche erotiche?
"L'eros comincia con la seduzione, che passa attraverso gli occhi e le parole. Uno sguardo può mettere in moto l'amore che abbiamo dentro di noi. Una delle rappresentazioni più belle di tutto questo è in un vaso custodito nel Museo di antichità a Monaco. La coppa raffigura la morte di Pentesilea, la regina delle Amazzoni, per mano di Achille: la spada di Achille ha appena squarciato il petto della donna, ma proprio in quel momento i due si guardano e s'innamorano". 

Come cambia il gioco seduttivo nel mondo delle chat e di Tinder?
"Mi sembra siano più strumenti per la realizzazione di Afrodite, dell'amore venereo, che di Eros. Se ti innamori di una persona devi guardarla negli occhi. Perché, come dice Platone, quando si guarda l'altro negli occhi, si guarda sé stesso nell'altro. Attraverso l'altro facciamo i conti con noi stessi". 

La felicità è una chimera?
"La seduzione è fatta di ruoli che si capovolgono. Ci si rincorre, ci si tradisce, si litiga. Altrimenti è una noia micidiale. Platone dice che l'eros è infinito. Non bisogna mai smettere di cercare".

Il libro e l'autore L'abisso di Eros. Seduzione (Ponte alle Grazie, 288 pagine, 16,80 euro) è l'ultimo libro di Matteo Nucci (Roma, 1970). L'autore ha pubblicato con Ponte alle Grazie i romanzi Sono cumuni le cose degli amici e È giusto obbedire alla notte, entrambi finalisti al premio Strega. Per Einaudi ha tradotto una nuova edizione del Simposio di Platone e pubblicato il saggio Le lacrime degli eroi