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 Illustrazione di Gipi realizzata in esclusiva per Robinson 

Ora il fumetto è cosa serial

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Non solo premi letterari: adesso i comics sbarcano in tv. E perfino i grandi brand, da Apple a Ferrari, li corteggiano. Dopo la Quality Television, arrivano i Quality Comics
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Benvenuti nell'epoca della qualità, fumettisticamente parlando. Se negli anni Duemila i telefilm sono diventati per la tv contenuti premium e di qualità, cosa è diventato il graphic novel per la Nona arte? Grossomodo la stessa cosa. Nel 2018 un episodio su tutti ha rappresentato plasticamente questo ribaltone culturale. Si tratta della candidatura di Sabrina di Nick Drnaso fra i tredici finalisti al Man Booker Prize, il premio letterario britannico che, dopo l'annus terribilis dei Nobel, è forse il più prestigioso al mondo. "Il miglior libro - in qualsiasi medium - che abbia letto sul momento in cui stiamo vivendo", ha dichiarato la scrittrice Zadie Smith. Dopo vent'anni di successo per l'etichetta di Quality Television che ha ridefinito, nel dibattito culturale, il nuovo orizzonte di legittimità delle serie tv, anche il fumetto pare ormai entrato - con sorpresa di molti (disattenti) - in una nuova fase di ambizione n…
Benvenuti nell'epoca della qualità, fumettisticamente parlando. Se negli anni Duemila i telefilm sono diventati per la tv contenuti premium e di qualità, cosa è diventato il graphic novel per la Nona arte? Grossomodo la stessa cosa. Nel 2018 un episodio su tutti ha rappresentato plasticamente questo ribaltone culturale. Si tratta della candidatura di Sabrina di Nick Drnaso fra i tredici finalisti al Man Booker Prize, il premio letterario britannico che, dopo l'annus terribilis dei Nobel, è forse il più prestigioso al mondo. "Il miglior libro - in qualsiasi medium - che abbia letto sul momento in cui stiamo vivendo", ha dichiarato la scrittrice Zadie Smith. Dopo vent'anni di successo per l'etichetta di Quality Television che ha ridefinito, nel dibattito culturale, il nuovo orizzonte di legittimità delle serie tv, anche il fumetto pare ormai entrato - con sorpresa di molti (disattenti) - in una nuova fase di ambizione narrativa, estetica e commerciale. È la sfida del fumetto di qualità, che penetra nuovi spazi mediatici, culturali e industriali in virtù di una complessità che non si nega più alcuna potenzialità espressiva. 

Se la prima vittoria di un fumetto al Pulitzer, con Maus di Art Spiegelman nel 1992, era parsa un'eccezione, quella di Jake Halpern e Michael Sloan nel 2018 (con il reportage per il sito del New York Times Welcome to the New World) è la conferma che aspettavamo: il graphic journalism è diventato un filone efficace e sempre più autorevole nel panorama di una professione sempre più visual. Non è un caso, allora, che nel 2017 il New York Magazine abbia scelto il fumetto come linguaggio chiave del tradizionale speciale natalizio sulla Grande Mela, radunando talenti top - da David Mazzucchelli a Tom Gauld - e includendo anche un'italiana, Bianca Bagnarelli. 

Quanto accaduto in Italia nel 2014-2015 con l'inclusione di Gipi e Zerocalcare nelle selezioni dello Strega va inquadrato qui: non una bizzarrìa nostrana, ma il sintomo locale di una diffusa ascesa culturale. E la presenza di fumettisti nei festival - di letteratura, giornalismo, design, cinema e tv - è diventata ormai la regola, con ospiti che figurano in cartellone tra i protagonisti e non più tra le comparse. D'altra parte sempre più opere a fumetti riescono a incidere sul dibattito o a stimolarlo in modi innovativi: Salvezza di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso ha raccontato l'immigrazione vista dai "barconi"; Atto di dio di Giacomo Nanni compie un'ode straniante alle forze naturali nelle terre dei terremoti nel Centroitalia; Tramezzino di Paolo Bacilieri illumina la bellezza ordinaria dell'architettura milanese; Il cammino della Cumbia di Davide Toffolo sta contribuendo ad alimentare il fermento intorno a una tradizione musicale sottovalutata.

Come le serie tv Hbo prima e Netflix poi hanno tirato una spallata al prodotto nazionalpopolare di massa, affermando l'originalità dei modelli narrativi della "serialità d'autore" e dei fenomeni "di culto", anche nel fumetto si moltiplicano i Quality Comics per le più diverse nicchie. La logica dei rilanci e restyling vintage tocca ormai i sequel di Corto Maltese, la collana "Tex d'autore", il reboot Mister No Revolution o, in Francia, Spirou come Topolino. Ma anche nuovi progetti si affermano tra pubblici nuovi, come i pluripremiati Saga di Brian K. Vaughan o Mercurio Loi di Alessandro Bilotta. C'è un'energia produttiva e di idee, insomma, che ricorda quella intorno a Twin Peaks, Mad Men o Stranger Things. 

E i brand seguono. Due su tutti: Ferrari e Apple. La compassata Ferrari negli ultimi mesi ha avviato We race, un webcomic ispirato alle gare automobilistiche disegnato da Riccardo Burchielli, già talento presso Bonelli, DC Comics e Marvel. Per l'apertura del nuovo store, Apple ha invece commissionato un fumetto dedicato a Milano a Bianca Bagnarelli, esposto in grande formato nella stazione Duomo della metropolitana.
In questo scenario il futuro dei Quality Comics potrebbe passare, guarda caso, proprio per la tv. Anche in Italia. La partita è iniziata da Bonelli Editore, che ha avviato un ambizioso piano di investimenti per portare diversi personaggi sullo schermo: Dylan Dog, Dragonero, Dampyr, Nathan Never, Martin Mystère, Mister No. E nel 2019 un segnale forte potrebbe arrivare da Il confine, nuova serie creata da Mauro Uzzeo e Giovanni Masi per Bonelli la cui versione televisiva è in corso di sviluppo con Lucky Red.

L'autore Fondatore e direttore nel 2013 del sito Fumettologica, Matteo Stefanelli (Milano, 1975) insegna Linguaggi audiovisivi presso l’Università Cattolica di Milano e Histoire de la bande dessinée italienne e Théories de la bande dessinée ad Angoulême in Francia. Tra i libri pubblicati, Fumetto! 150 anni di storie italiane (Rizzoli)