Robinson

La trilogia della lingua

Un appello, poetico, a ritrovare il valore, e il calore del linguaggio di chi "trema per amore" / L'articolo: Nella poesia troviamo una seconda patria
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1.

Non siamo più in società,
e la Rete non è un focolare
dove uno racconta e gli altri ascoltano.
Non abbiamo più un fuoco
ma tante scintille.
Non so come possiamo tornare
assieme, nessuna scintilla
è mai tornata al fuoco.
 
2.

Fino a quando c’è il sole
il mondo tiene ancora
ma appena arriva il buio
il mondo non c’è più.
Così ora la sera
la televisione parla a vuoto,
le cene sono inutili,
davanti ai computer
va in scena la solitudine.
Le parole scivolano sulle parole.
Restano per fortuna ancora i corpi
e restano i luoghi
quando c’è il sole, quando
si può vedere
l’azzurro del cielo,
il rosso di una mela.
 
3.

Nella patria di Dante
ora ascoltiamo
la lingua di Salvini
la lingua di Di Maio
la lingua di Sfera Ebbasta
la lingua di Vespa.
Io voglio sentire la nostra lingua,
la lingua di chi trema per amore
o per paura,
la lingua di chi canta 
per un bambino,
la lingua di chi soffia parole
sul muro del destino.