✕

Due sorelle e una stella

La graphic novel di Alessandra Viola e Rosalba Vitellaro racconta la vicenda delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, ebree italiane di Fiume sopravvissute al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau
1 minuti di lettura
Raccontare il dolore ai bambini si può e si deve, con una semplicità che senza preconcetti insegna loro che tutte le storie, anche quelle a lieto fine, hanno incubi da affrontare. E se quel dolore fosse la Shoah, vissuta in prima persona da due protagoniste bambine, allora il racconto si fa testimonianza per allungare la memoria corta dell’umanità, ripartendo dalle nuove generazioni. Si rivolge ai piccoli lettori, a metà tra biografia e romanzo illustrato, La stella di Andra e Tati, graphic novel sulla storia delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, ebree italiane di Fiume sopravvissute al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
È la Shoah dei bambini, vittime inconsapevoli di un orrore storico, quella raccontata dalle due autrici Alessandra Viola e Rosalba Vitellaro, già sceneggiatrici dell’omonimo cartoon sulle Bucci, primo in Europa dedicato all’Olocausto. Neorealismo d’animazione o fumetto
di realtà, alla prova…
Raccontare il dolore ai bambini si può e si deve, con una semplicità che senza preconcetti insegna loro che tutte le storie, anche quelle a lieto fine, hanno incubi da affrontare. E se quel dolore fosse la Shoah, vissuta in prima persona da due protagoniste bambine, allora il racconto si fa testimonianza per allungare la memoria corta dell’umanità, ripartendo dalle nuove generazioni. Si rivolge ai piccoli lettori, a metà tra biografia e romanzo illustrato, La stella di Andra e Tati, graphic novel sulla storia delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, ebree italiane di Fiume sopravvissute al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
È la Shoah dei bambini, vittime inconsapevoli di un orrore storico, quella raccontata dalle due autrici Alessandra Viola e Rosalba Vitellaro, già sceneggiatrici dell’omonimo cartoon sulle Bucci, primo in Europa dedicato all’Olocausto. Neorealismo d’animazione o fumetto
di realtà, alla prova dell’editoria per ragazzi, la storia di Andra e Tati, allora bambine rispettivamente di quattro e sei anni, strizza l’occhio
alla bella autobiografia illustrata di Bernice Eisenstein, ma senza i suoi colori grigi. C’è la vita privata delle Bucci, i loro affetti e i sogni di due sorelle come tante, trasportate in un incubo con la forma di vagoni dal puzzo di calzini sporchi. Scambiate per due gemelle, Andra
e Tati furono trasferite nel kinderblock, la baracca dei bambini destinati agli esperimenti del dottore Joseph Mengele. Salvate dai russi
nel ’45, ritrovarono i genitori in Italia dopo un anno di viaggi a Praga e in Inghilterra. Oggi insegnano a non dimenticare, come quando giocavano al campo a ripetere i loro nomi a vicenda. Perché quando ti viene rubata l’innocenza della vita stessa, è facile dimenticare chi sei. È forse questa la lezione più attuale della loro storia: non dimenticare di essere persone. Così, gridare la propria identità diventa un diritto, meglio, un atto necessario contro la paura.

Il libro
"La stella di Andra e Tati" di Alessandra Viola e Rosalba Vitellaro (pagine 128, 14,90 euro) è edita da De Agostini