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Illustrazione di Sophie Blackall 

Winnie the Pooh sono io

Lo sapevate che l’orsa (vera) a cui si ispira il famoso cartoon nel 1914 finì al fronte come mascotte? Lo svela ora la nipote del soldato che la salvò. A caro prezzo...
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“Le storie più belle sono proprio quelle vere”: lo sa bene Lindsay Mattick, che attingendo all’album dei ricordi di famiglia ha messo nero su bianco, per suo figlio Cole e per tutti i bambini del mondo, la storia dell’orsa (assolutamente vera) che ha ispirato le avventure dell’orsacchiotto più amato di tutti i tempi, il tenero Winnie the Pooh. Ma partiamo dal principio. È cosa nota che i libri dedicati a Winnie e ai suoi amici sono stati scritti negli anni Venti dall’inglese A. A. Milne: su di lui e sul figlio, Christopher Robin (che con i suoi pupazzi di pezza ha fornito l’idea per i fortunati volumi del padre), sono stati recentemente realizzati anche due film, Goodbye Christopher Robin (2017) e Ritorno al Bosco dei 100 Acri (2018).

Quello che forse non tutti sanno è che il personaggio di Winnie the Pooh si è fatto strada nella fantasia di Milne prendendo spunto da un orso, anzi un’orsa — era u…
“Le storie più belle sono proprio quelle vere”: lo sa bene Lindsay Mattick, che attingendo all’album dei ricordi di famiglia ha messo nero su bianco, per suo figlio Cole e per tutti i bambini del mondo, la storia dell’orsa (assolutamente vera) che ha ispirato le avventure dell’orsacchiotto più amato di tutti i tempi, il tenero Winnie the Pooh. Ma partiamo dal principio. È cosa nota che i libri dedicati a Winnie e ai suoi amici sono stati scritti negli anni Venti dall’inglese A. A. Milne: su di lui e sul figlio, Christopher Robin (che con i suoi pupazzi di pezza ha fornito l’idea per i fortunati volumi del padre), sono stati recentemente realizzati anche due film, Goodbye Christopher Robin (2017) e Ritorno al Bosco dei 100 Acri (2018).

Quello che forse non tutti sanno è che il personaggio di Winnie the Pooh si è fatto strada nella fantasia di Milne prendendo spunto da un orso, anzi un’orsa — era una femmina! — esistita davvero all’inizio del secolo scorso, che lo scrittore e il figlioletto incontravano spesso allo zoo di Londra. Quest’orsa si chiamava Winnipeg, per gli amici Winnie, dal nome della cittadina canadese da dove proveniva l’uomo che l’aveva salvata e poi portata con sé in Europa durante la Grande Guerra.

La storia completa — come cioè dal Canada l’orsetta abbia attraversato l’Oceano per ritrovarsi al seguito del corpo veterinario dell’esercito canadese divenendone la mascotte — si può leggere in Winnie e la Grande Guerra, di Lindsay Mattick e Josh Greenhurt, in uscita ora in Italia per Mondadori. In realtà, un paio di anni fa Mattick stessa aveva rivelato parte della vicenda nel bell’albo illustrato La vera storia dell’orso Winnie, dove per la prima volta si scopriva che Winnie era una cucciola comprata per venti dollari nel 1914 (all’epoca non erano poi così pochi, anzi!) dal tenente Harry Colebourn in partenza per la guerra.

Ora l’autrice, che altri non è che la pronipote di Colebourn, aggiunge nuovi e curiosi dettagli, rivolgendosi a un pubblico di età leggermente più alta. In alcuni momenti, mettendosi addirittura nei panni dell’orsa e immaginando i suoi pensieri e le sue parole. Né mancano le parti più commoventi della vicenda, come l’uccisione di mamma orsa da parte del cacciatore, che nell’albo illustrato era stata volutamente omessa, o il resoconto degli orrori della guerra. Perché come sottolinea, nell’incipit del libro, Lindsay Mattick al figlioletto Cole che si lamenta di conoscere già la storia del “suo” orso: “Non ti ho raccontato proprio tutto, perché non pensavo fossi pronto”.

Adesso il suo Cole è cresciuto e i suoi lettori con lui, così la versione di Lindsay si fa via via più ricca. Corredato da una serie di foto prese direttamente dall’album di famiglia — Harry in divisa da soldato, Harry con Winnie in piedi su due zampe, Winnie insieme a tutta la sezione di Winnipeg del corpo veterinario dell’esercito canadese — e da brevi stralci di pagine di diario dello stesso Harry, il libro resta continuamente sospeso tra realtà e fantasia: i membri dell’esercito come pure tutti i personaggi che Winnie incontra allo zoo di Londra, dove Colebourn è costretto a lasciarla quando deve partire per il Fronte Occidentale, primo tra tutti il piccolo Christopher Robin Milne, sono assolutamente veri.

“Il 24 agosto 1914 il mio bisnonno Harry Colebourn”, racconta l’autrice, “aprì il suo diario e registrò l’acquisto di un cucciolo di orso nero per venti dollari. Non poteva sapere che gli eventi che sarebbero seguiti avrebbero finito per ispirare una delle storie per bambini più amate di tutti i tempi. Crescere con questa incredibile storia di famiglia ci ricorda quanto fu necessario perdere per guadagnare qualcosa di più grande”.

Il libro La guerra di Winnie di Lindsay Mattick e Josh Greenhut è in libreria per Mondadori dal 29 gennaio con le illustrazioni di Sophie Blackall (208 pagine, 16 euro, traduzione di Loredana Serratore, dagli 11 anni)