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  La foto è tratta dalla serie "Lovers" di Giulia Bersani. Dal 2012 la fotografa milanese, appassionata di fotografia analogica, ritrae i momenti di intimità di giovani innamorati. (c) Giulia Bersani 

Senti come mi batte il web

Una scrittrice si è iscritta per un giorno a un sito di dating. Per scoprire come, tra sondaggi e test, decide l'algoritmo. Ma si può ridurre tutto a un numero?
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Sui siti di dating online non si va per sperimentazioni linguistiche, ma per combattere la solitudine. Dunque chi traffica con le parole e a quelle è interessato è un intruso. L'intrusa in questione, io, sa bene che la cosa divertente che non farà mai più non le riserverà sorprese: perché il linguaggio semplificato della rete non cambia, e le parole per conoscersi sono sempre quelle delle chat di Twitter e di Facebook, peraltro non così diverse da quelle che ci si scambia nella vita offline: chi sei? Cosa stai facendo? Possiamo telefonarci? È che gli esseri umani tendono a fare le stesse cose, anche se i mezzi cambiano: si cercano per non essere soli. O, a volte, per truffare chi è solo: non molto tempo fa Facebook è stata invasa da drappelli di finti militari americani che offrivano amore e matrimonio alle utenti, chiedendo in cambio soldi. 

I soldi, certo, vengono chiesti anche dai siti di dating, in for…
Sui siti di dating online non si va per sperimentazioni linguistiche, ma per combattere la solitudine. Dunque chi traffica con le parole e a quelle è interessato è un intruso. L'intrusa in questione, io, sa bene che la cosa divertente che non farà mai più non le riserverà sorprese: perché il linguaggio semplificato della rete non cambia, e le parole per conoscersi sono sempre quelle delle chat di Twitter e di Facebook, peraltro non così diverse da quelle che ci si scambia nella vita offline: chi sei? Cosa stai facendo? Possiamo telefonarci? È che gli esseri umani tendono a fare le stesse cose, anche se i mezzi cambiano: si cercano per non essere soli. O, a volte, per truffare chi è solo: non molto tempo fa Facebook è stata invasa da drappelli di finti militari americani che offrivano amore e matrimonio alle utenti, chiedendo in cambio soldi. 

I soldi, certo, vengono chiesti anche dai siti di dating, in forma assai legale di abbonamento se vuoi usarli con tutte le opportunità che offrono. Come scrive Fabio Chiusi nel bellissimo Io non sono qui, uscito per DeA Planeta, "il mercato dell'online dating vale attualmente 1.383 milioni di dollari, e coinvolgerà nel 2022 quasi quattrocento milioni di utenti nel mondo". Ora, io non so se, come ha detto Mark Zuckerberg, un matrimonio su tre nasca davvero online. Sono però più che condivisibili i dubbi di Chiusi sul fatto che quell'eventuale matrimonio nasca grazie all'algoritmo.
Perché, è bene dirlo, l'algoritmo è il tuo vero interlocutore. Chatti con un utente? Subito Meetic ti chiede se vuoi dargli il "Badge di gentleman". Vuoi votare qualcuno, dargli un gradimento con la spunta verde o dichiarare che non ti piace con la X rossa? Vuoi, a proposito, navigare in incognito? Puoi, se ti abboni e paghi, il che ti darà la possibilità di dialogare con più iscritti. 

Meetic, come è normale, ti chiede soprattutto di parlare di te. E comincia a farti domande. Molte domande. Che tipo d'uomo preferisci? Difficile dirlo, ma hai le opzioni già predisposte: avventuroso, in carriera, rocker, rasta, dandy, cavalier servente. E quanto è importante "fare progetti di coppia e proiettarsi insieme a lungo termine"? (detto proprio così, senza ombra di ironia, ti chiede quanto conti per te quel proiettarsi verso l'universo in una colonna di luce come ne Le guide del tramonto di Arthur Clarke che Kurt Vonnegut citava nel suo meraviglioso discorso agli studenti del 1978). E ancora: è indispensabile scambiare quotidianamente gesti di tenerezza? Preferisci gli spaghetti o un hamburger? Cosa fai se lui mastica rumorosamente un chewing-gum? Ti piacciono i romanzi rosa? Ti danno più gioia i dolcetti o la pennichella sotto un albero? Collezioni figurine? Giochi di ruolo? Meglio Leonardo o Monet? Il jazz o la techno? Fumi? Sei vegetariana? Quanto pesi? 

Ingozzi l'algoritmo di dati, e lui, servizievole, ti dice che c'è un giornalista che legge thriller e ascolta jazz e che, come te, apprezza la solitudine e come te si vedrebbe bene a vivere in uno chalet e che per te andrebbe benissimo anche quell'altro utente che fa judo e ama fare colazione a letto (cosa che tu detesti, ma non lo hai specificato). Quanto contano i calcoli, davvero? Difficile dirlo. 
Ancora Fabio Chiusi ricorda che nel 2014 l'inventore del sito di appuntamenti OkCupid rivelò di aver ingannato alcuni iscritti mostrando loro un tasso di affinità opposto a quello stabilito dall'algoritmo, convinto che il solo fatto di mostrarsi compatibili finisca per influenzarci: "Il semplice suggerimento di piacersi fa sì che ci si piaccia". Sul momento o per sempre, chissà, perché l'amore segue vie imprevedibili. E comunque, per esigentissimi, esiste un sito, the omnivore, che nella sezione pin-up propone il dating online fra lettori (londinesi, però). Ci si fotografa col libro in mano, intendo, e ci si proclama appassionati di Henry Miller o di Boccaccio. Non che sia garanzia di successo: la complessità non è fatta per gli algoritmi.