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 La foto al libro è di Nicola Nunziata/opfot.com 

La ragazza di Hugo

Emmy Hennings era la compagna di Hugo Ball, disertore nella Prima guerra e anima del dadaismo. Ma era anche una grande autrice. E perfino Hermann Hesse definì “miracolo” il suo romanzo-memoir: dal Cabaret (Voltaire) alla prigione
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Voce e fisico sottili, ma un temperamento indomito e travolgente, la cabarettista e scrittrice Emmy Hennings, figlia di pescatori tedeschi del nord, ha sognato e creato un'Europa dell'arte. Era il 1916 di Verdun, in due settimane erano morti ottantamila soldati; Emmy Hennings ballava e cantava a Zurigo. Nella Svizzera neutrale, con Hugo Ball - disertore tedesco - avevano creato il Cabaret Voltaire, dove nascerà l'avanguardia Dada dedita all'assurdo, per diffondersi ("al di là della guerra e delle patrie") nel mondo.

Emmy faceva da ragazza la lavandaia, e anche più azzardati mestieri, quando a diciannove anni si era data al teatro - magari pure operetta e vaudeville; nel 1916 erano già dieci anni che calcava le scene, e era lei, dichiarò la stampa di Zurigo, "la stella di questo Cabaret", che altrimenti non avrebbe fatto tanto chiasso. Hugo Ball, in costume da Papa futurista, recitava poemi sonori di disgusto e der…
Voce e fisico sottili, ma un temperamento indomito e travolgente, la cabarettista e scrittrice Emmy Hennings, figlia di pescatori tedeschi del nord, ha sognato e creato un'Europa dell'arte. Era il 1916 di Verdun, in due settimane erano morti ottantamila soldati; Emmy Hennings ballava e cantava a Zurigo. Nella Svizzera neutrale, con Hugo Ball - disertore tedesco - avevano creato il Cabaret Voltaire, dove nascerà l'avanguardia Dada dedita all'assurdo, per diffondersi ("al di là della guerra e delle patrie") nel mondo.

Emmy faceva da ragazza la lavandaia, e anche più azzardati mestieri, quando a diciannove anni si era data al teatro - magari pure operetta e vaudeville; nel 1916 erano già dieci anni che calcava le scene, e era lei, dichiarò la stampa di Zurigo, "la stella di questo Cabaret", che altrimenti non avrebbe fatto tanto chiasso. Hugo Ball, in costume da Papa futurista, recitava poemi sonori di disgusto e derisione ("tutto funziona tranne l'uomo"); Tzara, il ragazzo romeno con il monocolo, gran pubblicitario dell'arte nichilista, provocava il pubblico con poemi simultanei insensati come Febbre puerperale; nel fumo, compariva la figura da mongolo di Lenin, che giocava a scacchi con Tzara - né lui, né la polizia, sapevano che stava scrivendo il Che fare?

Ma quando "Emmy cominciava a cantare gli ascoltatori si calmavano. Era capace di attirare l'attenzione su di sé, anche se non era bella", dice Hugo Ball, che nel 1920 la sposerà; "gli studenti approdati dalle bettole al Cabaret Voltaire trovavano il loro tornaconto".

Il primo romanzo della Hennings, che finalmente possiamo leggere in Italia (grazie all'editore e traduttore Marco Federici Solari) si intitola Prigione (L'Orma). Emmy si è mescolata finora con il mondo culturale della Berlino anteguerra, si è legata a Max Oppenheimer, Franz Wedekind, la grande, "impervia" poetessa Else Lasker-Schüler, esibendosi la sera per cinque marchi nei locali di Monaco: ma è il mondo chiuso di una prigione femminile a ispirarle il primo testo autobiografico, che Hermann Hesse definirà "un miracolo".

Accusata di aver borseggiato un cliente durante un rapporto, Emmy, in apertura del testo, aspetta l'udienza da tre mesi. Vuole andare a Parigi, e scrive al Regio Tribunale se può fissare la data del processo, o se intanto può assentarsi; con tipica logica burocratica, viene immediatamente arrestata "per rischio di fuga". Emmy marcia come una forsennata per la cella; se almeno potesse svenire! o magari avere un collasso, o essere ubriaca - lei abituata all'etere. In quel mondo chiuso, le lettere degli amici non hanno senso, e neanche riesce più a cantare. Quando dice che lavorava nei cabaret, le sorveglianti neanche capiscono. Ma sono sbalordite dalla sua famosa zazzera bionda; schioccano le mani per la sorpresa: i capelli corti, ora! Benedett'Iddio.

Le compagne di cella invece sono figure eccezionali per evidenza e tenerezza. Spesso hanno il nome dell'imputazione; c'è "Per incesto" (quando si discute se il dolore renda teneri o più duri, dice che suo padre col dolore è migliorato molto). Due "Omicidi" vengono giustiziati. "Per Maltrattamento di Minori" ha ucciso la figlia. "Furto con scasso" è una cuoca in grembiule e un piede fasciato, che si è ustionato rovesciandovi una pentola d'acqua bollente per "farsi l'invalidità"; è accusata del furto della "cassa delle ossa" (la vendita degli scarti degli animali): una piccola scatola di latta! Il ladro (il cuoco) avrebbe dovuto portarsela via, e lei si prendeva quattordici giorni; invece lui ha forzato la serratura, e così lei si è presa sei mesi.

Alcune cercano di fare le svenevoli con i secondini, ma è inutile. Ce n'è uno che sembra un bulldog; una detenuta davanti a lui si è messa a accarezzarsi il seno prosperoso a un passo da lui - niente. Il sabato c'è la distribuzione dei libri; un carcerato arriva con una grossa cesta, e porge i volumi pescandoli a caso come fossero pagnotte tutte uguali. Nel corridoio, un altro, con spazzole ai piedi, lustra il pavimento; tutte le detenute lavorano a maglia calze maschili, pagate una miseria.

La nostra carcerata riflette sulla giustizia. Il suo accusatore non si è neanche presentato in udienza. "Prendiamo la più indifesa delle creature: una ragazza di strada. Se è proibito farsi pagare un'ora d'amore dovrebbe essere proibito anche pagarla". Ma la corte è composta di maschi; è facile condannare le donne - se sapessero i sorrisi con cui le ragazze che fanno la vita si raccontano i più intimi segreti di chi le ha denunciate; sorrisi di superiorità. E c'è una parola anche per gli animali, che vanno messi a morte senza inutili sofferenze - la Hastings è stata con Hugo Ball e Hans Arp a Ascona, al "Monte Verità", comunità libertaria e vegetariana del ritorno alla natura.

Fine pena, e del testo: Emmy recupera, dopo tante informi casacche, la giacca attillata. Vivrà con Hugo Ball in Ticino, cercando nella scrittura (Das Brandmal, il Marchio d'infamia) il senso della sua continua miseria - l'accattonaggio, la prostituzione - e in un fervido cattolicesimo "l'armonia" di tutte le sue contraddizioni.