Lo spazzacamino di William Blake (1789)
Quando morì la mamma ero piccino assai
e il Babbo mi vendette appena fui capace
di gridar "'zacamino!"; così che adesso a voi
lustro il camino e dormo in mezzo alla fuliggine.
C'è Tommy Dacre che pianse quando la testolina
riccia come una schiena d'agnello gli raparono:
gli dissi: "Lascia perdere, pensa che con la testa
rasata la fuliggine non può sciupar la chioma".
Con ciò si mise buono, e quella notte stessa,
mentre era in sonno immerso, quale visione ebbe!
Mille spazzacamini (Dick, Joe, Ned e Jack)
stavano imprigionati in bare di fuliggine.
E un Angelo arrivò con una chiave lucida
e aprì le loro bare, li rese tutti liberi;
e per un verde piano tra salti e risa c'orsero,
a un fiume si lavarono, nel Sole poi brillarono.
E così nudi e bianchi, lasciati i loro sacchi,
montavan sulle nubi, giocavano nel vento;
e l'Angelo a Tom disse: "Se il bravo tu farai
per padre avrai il Signore, e triste non sarai".
E Tom qui si svegliò; ci alzammo ch'era buio,
coi sacchi e con le scope a lavorare andammo.
Quel giorno era ben freddo, ma Tom felice e caldo;
chi compie il suo dovere più nulla ha da temere.
Odo cantar l'America di Walt Whitman (1966)
Odo cantar l'America, odo i canti molteplici,
Quelli degli operai, ciascuno canta il suo come di dovere,
forte e giocondo,
il falegname canta, mentre misura l'asse o la trave,
Il muratore canta, mentre va al lavoro o ne torna,
Il battelliere canta ciò che gli conviene sul battello, il marinaio canta sul ponte del piroscafo,
Il calzolaio canta seduto al deschetto, il cappellaio in piedi,
Il canto del boscaiolo, quello dell'aratore che la mattina si avvia ai campi, o durante il riposo meridiano, o al tramonto,
Il delizioso cantare della madre, o della giovane sposa che lavora, o della ragazza che cuce o lava,
Ognuno canta ciò che si addice a lui, a lei, e a nessun altro,
Il giorno ciò che si addice al giorno - di notte la compagnia
di giovani robusti e cordiali,
Cantano a piena voce i loro forti canti melodiosi
Artigiani siamo: garzoni, muratori, maestri... di Rainer Maria Rilke
Artigiani siamo: garzoni, muratori, maestri
e siamo qui a costruirti, alta navata.
A volte giunge uno straniero cupo,
scintilla per i nostri cento spiriti,
e ci mostra tremando un nuovo appiglio.
Saliamo ponti vacillanti, grevi
martelli nelle nostre mani
finché l'attimo non ci bacia in fronte:
viene da te come il vento dal mare
fulgendo quasi conoscesse tutto.
Allora echeggiano mille martelli
e colpi penetrano la montagna.
Soltanto quando annotta e il tuo profilo
futuro traspare t'abbandoniamo.
Lo sforzo umano di Jacques Prévert (1945)
Lo sforzo umano
non è quel bel giovane sorridente
ritto sulla sua gamba di gesso
o di pietra
e che mostra grazie ai puerili artifici dello scultore
la stupida illusione
della gioia della danza e del giubilo
evocante con l'altra gamba in aria
la dolcezza del ritorno a casa
No
Lo sforzo umano non porta un fanciullo sulla spalla destra
un altro sulla testa
e un terzo sulla spalla sinistra
con gli attrezzi a tracolla
e la giovane moglie felice aggrappata al suo braccio
Lo sforzo umano porta un cinto erniario
e le cicatrici delle lotte
intraprese dalla classe operaia
contro un mondo assurdo e senza leggi
Lo sforzo umano non possiede una vera casa
esso ha l'odore del proprio lavoro
ed è intaccato ai polmoni
il suo salario è magro
e così i suoi figli
lavora come un negro
e il negro lavora come lui
Lo sforzo umano non ha il savoir-vivre
Lo sforzo umano non ha l'età della ragione
lo sforzo umano ha l'età delle caserme
l'età dei bagni penali e delle prigioni
l'età delle chiese e delle officine
l'età dei cannoni
e lui che ha piantato dappertutto i vigneti
e accordato tutti i violini
si nutre di cattivi sogni
si ubriaca con il cattivo vino della rassegnazione
e come un grande scoiattolo ebbro
vorticosamente gira senza posa
in un universo ostile
polveroso e dal soffitto basso
e forgia senza fermarsi la catena
la terrificante catena in cui tutto s'incatena
la miseria il profitto il lavoro la carneficina
la tristezza la sventura l'insonnia la noia
la terrificante catena d'oro
di carbone di ferro e d'acciaio
di scoria e polvere di ferro
passata intorno al collo
di un mondo abbandonato
la miserabile catena
sulla quale vengono ad aggrapparsi
i ciondoli divini
le reliquie sacre
le croci al merito le croci uncinate
le scimmiette portafortuna
le medaglie dei vecchi servitori
i ninnoli della sfortuna
e il gran pezzo da museo
il gran ritratto equestre
il gran ritratto in piedi
il gran ritratto di faccia di profilo su un sol piede
il gran ritratto dorato
il gran ritratto del grande indovino
il gran ritratto del grande imperatore
il gran ritratto del grande pensatore
del gran camaleonte
del grande moralizzatore
del dignitoso e triste buffone
la testa del grande scocciatore
la testa dell'aggressivo pacificatore
la testa da sbirro del grande liberatore
la testa di Adolf Hitler
la testa del signor Thiers
la testa del dittatore
la testa del fucilatore
di non importa qual paese
di non importa qual colore
la testa odiosa
la testa disgraziata
la faccia da schiaffi
la faccia da massacrare
la faccia della paura
Il contadino di Yosa Buson
Mentre taglia le risaie,
il sole autunnale
splende sull’erba.
Quando morì la mamma ero piccino assai
e il Babbo mi vendette appena fui capace
di gridar "'zacamino!"; così che adesso a voi
lustro il camino e dormo in mezzo alla fuliggine.
C'è Tommy Dacre che pianse quando la testolina
riccia come una schiena d'agnello gli raparono:
gli dissi: "Lascia perdere, pensa che con la testa
rasata la fuliggine non può sciupar la chioma".
Con ciò si mise buono, e quella notte stessa,
mentre era in sonno immerso, quale visione ebbe!
Mille spazzacamini (Dick, Joe, Ned e Jack)
stavano imprigionati in bare di fuliggine.
E un Angelo arrivò con una chiave lucida
e aprì le loro bare, li rese tutti liberi;
e per un verde piano tra salti e risa c'orsero,
a un fiume si lavarono, nel Sole poi brillarono.
E così nudi e bianchi, lasciati i loro sacchi,
montavan sulle nubi, giocavano nel vento;
e l'Angelo a Tom disse: "Se il bravo tu farai
per padre avrai il Signore, e triste non sarai".
E Tom qui si svegliò; ci alzammo ch'era buio,
coi sacchi e con le scope a lavorare andammo.
Quel giorno era ben freddo, ma Tom felice e caldo;
chi compie il suo dovere più nulla ha da temere.
Odo cantar l'America di Walt Whitman (1966)
Odo cantar l'America, odo i canti molteplici,
Quelli degli operai, ciascuno canta il suo come di dovere,
forte e giocondo,
il falegname canta, mentre misura l'asse o la trave,
Il muratore canta, mentre va al lavoro o ne torna,
Il battelliere canta ciò che gli conviene sul battello, il marinaio canta sul ponte del piroscafo,
Il calzolaio canta seduto al deschetto, il cappellaio in piedi,
Il canto del boscaiolo, quello dell'aratore che la mattina si avvia ai campi, o durante il riposo meridiano, o al tramonto,
Il delizioso cantare della madre, o della giovane sposa che lavora, o della ragazza che cuce o lava,
Ognuno canta ciò che si addice a lui, a lei, e a nessun altro,
Il giorno ciò che si addice al giorno - di notte la compagnia
di giovani robusti e cordiali,
Cantano a piena voce i loro forti canti melodiosi
Artigiani siamo: garzoni, muratori, maestri... di Rainer Maria Rilke
Artigiani siamo: garzoni, muratori, maestri
e siamo qui a costruirti, alta navata.
A volte giunge uno straniero cupo,
scintilla per i nostri cento spiriti,
e ci mostra tremando un nuovo appiglio.
Saliamo ponti vacillanti, grevi
martelli nelle nostre mani
finché l'attimo non ci bacia in fronte:
viene da te come il vento dal mare
fulgendo quasi conoscesse tutto.
Allora echeggiano mille martelli
e colpi penetrano la montagna.
Soltanto quando annotta e il tuo profilo
futuro traspare t'abbandoniamo.
Lo sforzo umano di Jacques Prévert (1945)
Lo sforzo umano
non è quel bel giovane sorridente
ritto sulla sua gamba di gesso
o di pietra
e che mostra grazie ai puerili artifici dello scultore
la stupida illusione
della gioia della danza e del giubilo
evocante con l'altra gamba in aria
la dolcezza del ritorno a casa
No
Lo sforzo umano non porta un fanciullo sulla spalla destra
un altro sulla testa
e un terzo sulla spalla sinistra
con gli attrezzi a tracolla
e la giovane moglie felice aggrappata al suo braccio
Lo sforzo umano porta un cinto erniario
e le cicatrici delle lotte
intraprese dalla classe operaia
contro un mondo assurdo e senza leggi
Lo sforzo umano non possiede una vera casa
esso ha l'odore del proprio lavoro
ed è intaccato ai polmoni
il suo salario è magro
e così i suoi figli
lavora come un negro
e il negro lavora come lui
Lo sforzo umano non ha il savoir-vivre
Lo sforzo umano non ha l'età della ragione
lo sforzo umano ha l'età delle caserme
l'età dei bagni penali e delle prigioni
l'età delle chiese e delle officine
l'età dei cannoni
e lui che ha piantato dappertutto i vigneti
e accordato tutti i violini
si nutre di cattivi sogni
si ubriaca con il cattivo vino della rassegnazione
e come un grande scoiattolo ebbro
vorticosamente gira senza posa
in un universo ostile
polveroso e dal soffitto basso
e forgia senza fermarsi la catena
la terrificante catena in cui tutto s'incatena
la miseria il profitto il lavoro la carneficina
la tristezza la sventura l'insonnia la noia
la terrificante catena d'oro
di carbone di ferro e d'acciaio
di scoria e polvere di ferro
passata intorno al collo
di un mondo abbandonato
la miserabile catena
sulla quale vengono ad aggrapparsi
i ciondoli divini
le reliquie sacre
le croci al merito le croci uncinate
le scimmiette portafortuna
le medaglie dei vecchi servitori
i ninnoli della sfortuna
e il gran pezzo da museo
il gran ritratto equestre
il gran ritratto in piedi
il gran ritratto di faccia di profilo su un sol piede
il gran ritratto dorato
il gran ritratto del grande indovino
il gran ritratto del grande imperatore
il gran ritratto del grande pensatore
del gran camaleonte
del grande moralizzatore
del dignitoso e triste buffone
la testa del grande scocciatore
la testa dell'aggressivo pacificatore
la testa da sbirro del grande liberatore
la testa di Adolf Hitler
la testa del signor Thiers
la testa del dittatore
la testa del fucilatore
di non importa qual paese
di non importa qual colore
la testa odiosa
la testa disgraziata
la faccia da schiaffi
la faccia da massacrare
la faccia della paura
Il contadino di Yosa Buson
Mentre taglia le risaie,
il sole autunnale
splende sull’erba.