Daredevil: il diavolo veste italiano
Luca Valtorta , di LUCA VALTORTALa nuova serie sul supereroe non vedente, uno dei personaggi più originali creati da Stan Lee, è disegnata dal veneto Marco Checchetto. Autore su cui Marvel America punta per immaginare il futuro
Il padre del Diavolo sta in un paesino del profondo Veneto, in una casa sperduta in mezzo ai campi a quindici minuti di macchina da Dolo. Il vestito del figlio è - ovvio - profondo rosso. Due piccole corna ai lati della testa. Il suo nome è Daredevil. Ed è cieco. Il nome del padre invece è italiano: Marco Checchetto, 44 anni. È lui che la Marvel ha scelto per disegnare la nuova serie di uno dei suoi personaggi di punta, un supereroe con un vero superproblema.
Come dice il suo creatore Stan Lee: "Tra tutti i pittoreschi eroi dello straordinario universo Marvel, Devil ha qualcosa di speciale: è stato il primo e, per quanto ne sappiamo, l'unico eroe cieco negli annali dei fumetti. Inoltre non solo è cieco, ma probabilmente è anche il più audace e acrobatico nemico del crimine!". Non a caso viene indicato anche come "l'uomo senza paura".
Era l'aprile del 1964. Da allora Daredevil (o sempliceme…
Come dice il suo creatore Stan Lee: "Tra tutti i pittoreschi eroi dello straordinario universo Marvel, Devil ha qualcosa di speciale: è stato il primo e, per quanto ne sappiamo, l'unico eroe cieco negli annali dei fumetti. Inoltre non solo è cieco, ma probabilmente è anche il più audace e acrobatico nemico del crimine!". Non a caso viene indicato anche come "l'uomo senza paura".
Era l'aprile del 1964. Da allora Daredevil (o sempliceme…
Il padre del Diavolo sta in un paesino del profondo Veneto, in una casa sperduta in mezzo ai campi a quindici minuti di macchina da Dolo. Il vestito del figlio è - ovvio - profondo rosso. Due piccole corna ai lati della testa. Il suo nome è Daredevil. Ed è cieco. Il nome del padre invece è italiano: Marco Checchetto, 44 anni. È lui che la Marvel ha scelto per disegnare la nuova serie di uno dei suoi personaggi di punta, un supereroe con un vero superproblema.
Come dice il suo creatore Stan Lee: "Tra tutti i pittoreschi eroi dello straordinario universo Marvel, Devil ha qualcosa di speciale: è stato il primo e, per quanto ne sappiamo, l'unico eroe cieco negli annali dei fumetti. Inoltre non solo è cieco, ma probabilmente è anche il più audace e acrobatico nemico del crimine!". Non a caso viene indicato anche come "l'uomo senza paura".
Era l'aprile del 1964. Da allora Daredevil (o semplicemente Devil - Il diavolo rosso come l'avevamo conosciuto negli albi dell'editrice Corno nel 1970 in Italia, anche se in origine la tuta di Devil era anche gialla per cui venne ricolorata) diventò uno degli albi più amati dai migliori sceneggiatori e disegnatori sulla piazza. Le sue vendite non saranno state all'altezza di quelle di Spider-Man ma ci hanno lavorato personaggi come Frank Miller, Ann Nocenti, Brian Michael Bendis, Ed Brubaker, Mark Waid, Alex Maleev (tra gli sceneggiatori) e John Romita (Sr e Jr), Gene Colan, David Mazzucchelli e lo stesso Frank Miller tra i disegnatori.
Adesso è la volta di due nuovi talenti: Chip Zdarski al soggetto e, appunto, il nostro Marco Checchetto al disegno. "Senti?" mi chiede. "Che cosa?" "Il silenzio". Marco non ama la gente. Non esce spesso di casa "perché lavoro 12-15 ore al giorno" e non va molto spesso neanche alle fiere: "Sì, è vero: non amo i posti affollati". Seduto al grande tavolo da disegno della sua nuova casa piena di gadget racconta: "Ho iniziato a lavorare per la Marvel in un modo assai strano: disegnavo le Tartarughe Ninja per il Giornalino e l'editor si era messo in testa di fare una serie per bambini di Spider-Man, così ha fissato un appuntamento con la Panini. Ho lavorato tutta la notte a una tavola e poi siamo andati a Modena. Quando il direttore di Panini, Marco Lupoi, l'ha vista mi ha detto: "Tu non farai mai lo Spider-Man italiano. Perché la Marvel ti prenderà subito". Dopo tre giorni sono stato contattato e mi è stata assegnata una storia. Da allora non mi sono più fermato e adesso sono tredici anni che lavoro per loro" .
E Devil? "Stavo lavorando a Old Man Hawkeye, una serie fantascientifica con protagonista quello che in Italia si chiamava Occhio di Falco, l'arciere della Marvel, ambientata in un futuro distopico, quando mi hanno chiesto se mi piaceva il personaggio di Daredevil . Ho risposto subito di sì perché è quello che più mi affascina in questo momento. Amo i personaggi più tristi e sfigati e Devil probabilmente è quello trattato peggio dai suoi autori".
In effetti Devil, la cui vera identità è quella di Matt Murdock, fin dagli esordi con Stan Lee se la vede brutta: il piccolo Matthew, orfano di madre, viene mantenuto con difficoltà dal padre pugile. Un giorno nel tentativo di salvare un anziano non vedente viene investito da una macchina che trasporta materiale radioattivo che gli cola sugli occhi rendendolo a sua volta cieco. Ma nel mondo Marvel di quegli anni la radioattività spesso offre qualche dono imprevisto: tutti gli altri sensi del piccolo Matt si acuiscono e gli permettono di sentire ciò che gli accade attorno: può addirittura capire quando uno mente dal battito del suo cuore!
Il padre intanto è costretto ad accettare degli incontri truccati ma un impeto di orgoglio gli impedisce di perdere davanti al figlio intervenuto a vederlo. A causa di questo verrà ucciso. Ecco dunque che per vendicare il padre Matt si trasforma in Devil. Colpo di genio di Stan Lee: la sua arma sarà un bastone per ciechi riadattato che si divide in due parti e con un filo gli permette di saltare sui tetti ma anche di colpire i nemici. Intanto, il suo alter-ego Matt Murdock nella vita reale (si fa per dire) diventa avvocato. I suoi nemici spesso non lo attaccano con superpoteri ma distorcendo la legge.
Il massimo è il trattamento che gli riserva Frank Miller nel suo albo capolavoro Rinascita in cui lo porta alle soglie della follia rendendolo un senzatetto, mentre la sua fidanzata Karen Page, è diventata un'attrice di film porno tossicodipendente. "Beh io e Chip Zdarsky, lo sceneggiatore, nella nuova serie abbiamo dato una mano a portarlo ancora più in basso", ride Checchetto.
Chi è dunque il nuovo Devil? "È il più umano dei supereroi, quello dalla storia più tragica, che ha dovuto affrontare difficoltà personali e fallimenti indicibili. È un personaggio che può vedere il mondo con una chiarezza che toglie il respiro ma che non è in grado di vedere che cosa si trova davanti a lui finché non viene colpito", spiega il vulcanico Chip, autore anche di un comic molto "hot", Sex Criminals.
Intanto la nuova serie di Devil ha già visto il numero di debutto Usa ristampato tre volte. "In Italia uscirà il 4 luglio e avrà anche una copertina "variant" fatta da me con uno speciale effetto metallico", racconta Checchetto che in questo periodo è uno dei disegnatori più quotati: "Marvel mi ha messo tra gli "Young Guns" ovvero i sei disegnatori a cui verranno affidate le serie più importanti. Ma non sono l'unico italiano: in passato è successo a Valerio Schiti e Sara Pichelli".
Una vera "italian invasion". Ma qual è la differenza tra Devil e gli altri eroi? "Devil è Batman senza i soldi", dice Zdarsky. Ma viste tutte le sfortune che si trova ad affrontare un po' di sesso ci sarà? "Ah! Non sarebbe Matt Murdock senza un po' di sesso!". In effetti al nostro tenebroso eroe, almeno da quel punto di vista non è mai andata male. E qui rimorchia già dalla prima tavola del primo numero!
Come dice il suo creatore Stan Lee: "Tra tutti i pittoreschi eroi dello straordinario universo Marvel, Devil ha qualcosa di speciale: è stato il primo e, per quanto ne sappiamo, l'unico eroe cieco negli annali dei fumetti. Inoltre non solo è cieco, ma probabilmente è anche il più audace e acrobatico nemico del crimine!". Non a caso viene indicato anche come "l'uomo senza paura".
Era l'aprile del 1964. Da allora Daredevil (o semplicemente Devil - Il diavolo rosso come l'avevamo conosciuto negli albi dell'editrice Corno nel 1970 in Italia, anche se in origine la tuta di Devil era anche gialla per cui venne ricolorata) diventò uno degli albi più amati dai migliori sceneggiatori e disegnatori sulla piazza. Le sue vendite non saranno state all'altezza di quelle di Spider-Man ma ci hanno lavorato personaggi come Frank Miller, Ann Nocenti, Brian Michael Bendis, Ed Brubaker, Mark Waid, Alex Maleev (tra gli sceneggiatori) e John Romita (Sr e Jr), Gene Colan, David Mazzucchelli e lo stesso Frank Miller tra i disegnatori.
Adesso è la volta di due nuovi talenti: Chip Zdarski al soggetto e, appunto, il nostro Marco Checchetto al disegno. "Senti?" mi chiede. "Che cosa?" "Il silenzio". Marco non ama la gente. Non esce spesso di casa "perché lavoro 12-15 ore al giorno" e non va molto spesso neanche alle fiere: "Sì, è vero: non amo i posti affollati". Seduto al grande tavolo da disegno della sua nuova casa piena di gadget racconta: "Ho iniziato a lavorare per la Marvel in un modo assai strano: disegnavo le Tartarughe Ninja per il Giornalino e l'editor si era messo in testa di fare una serie per bambini di Spider-Man, così ha fissato un appuntamento con la Panini. Ho lavorato tutta la notte a una tavola e poi siamo andati a Modena. Quando il direttore di Panini, Marco Lupoi, l'ha vista mi ha detto: "Tu non farai mai lo Spider-Man italiano. Perché la Marvel ti prenderà subito". Dopo tre giorni sono stato contattato e mi è stata assegnata una storia. Da allora non mi sono più fermato e adesso sono tredici anni che lavoro per loro" .
E Devil? "Stavo lavorando a Old Man Hawkeye, una serie fantascientifica con protagonista quello che in Italia si chiamava Occhio di Falco, l'arciere della Marvel, ambientata in un futuro distopico, quando mi hanno chiesto se mi piaceva il personaggio di Daredevil . Ho risposto subito di sì perché è quello che più mi affascina in questo momento. Amo i personaggi più tristi e sfigati e Devil probabilmente è quello trattato peggio dai suoi autori".
In effetti Devil, la cui vera identità è quella di Matt Murdock, fin dagli esordi con Stan Lee se la vede brutta: il piccolo Matthew, orfano di madre, viene mantenuto con difficoltà dal padre pugile. Un giorno nel tentativo di salvare un anziano non vedente viene investito da una macchina che trasporta materiale radioattivo che gli cola sugli occhi rendendolo a sua volta cieco. Ma nel mondo Marvel di quegli anni la radioattività spesso offre qualche dono imprevisto: tutti gli altri sensi del piccolo Matt si acuiscono e gli permettono di sentire ciò che gli accade attorno: può addirittura capire quando uno mente dal battito del suo cuore!
Il padre intanto è costretto ad accettare degli incontri truccati ma un impeto di orgoglio gli impedisce di perdere davanti al figlio intervenuto a vederlo. A causa di questo verrà ucciso. Ecco dunque che per vendicare il padre Matt si trasforma in Devil. Colpo di genio di Stan Lee: la sua arma sarà un bastone per ciechi riadattato che si divide in due parti e con un filo gli permette di saltare sui tetti ma anche di colpire i nemici. Intanto, il suo alter-ego Matt Murdock nella vita reale (si fa per dire) diventa avvocato. I suoi nemici spesso non lo attaccano con superpoteri ma distorcendo la legge.
Il massimo è il trattamento che gli riserva Frank Miller nel suo albo capolavoro Rinascita in cui lo porta alle soglie della follia rendendolo un senzatetto, mentre la sua fidanzata Karen Page, è diventata un'attrice di film porno tossicodipendente. "Beh io e Chip Zdarsky, lo sceneggiatore, nella nuova serie abbiamo dato una mano a portarlo ancora più in basso", ride Checchetto.
Chi è dunque il nuovo Devil? "È il più umano dei supereroi, quello dalla storia più tragica, che ha dovuto affrontare difficoltà personali e fallimenti indicibili. È un personaggio che può vedere il mondo con una chiarezza che toglie il respiro ma che non è in grado di vedere che cosa si trova davanti a lui finché non viene colpito", spiega il vulcanico Chip, autore anche di un comic molto "hot", Sex Criminals.
Intanto la nuova serie di Devil ha già visto il numero di debutto Usa ristampato tre volte. "In Italia uscirà il 4 luglio e avrà anche una copertina "variant" fatta da me con uno speciale effetto metallico", racconta Checchetto che in questo periodo è uno dei disegnatori più quotati: "Marvel mi ha messo tra gli "Young Guns" ovvero i sei disegnatori a cui verranno affidate le serie più importanti. Ma non sono l'unico italiano: in passato è successo a Valerio Schiti e Sara Pichelli".
Una vera "italian invasion". Ma qual è la differenza tra Devil e gli altri eroi? "Devil è Batman senza i soldi", dice Zdarsky. Ma viste tutte le sfortune che si trova ad affrontare un po' di sesso ci sarà? "Ah! Non sarebbe Matt Murdock senza un po' di sesso!". In effetti al nostro tenebroso eroe, almeno da quel punto di vista non è mai andata male. E qui rimorchia già dalla prima tavola del primo numero!