Robinson

La scelta di @CasaLettori. Una vita in parole

In questo libro Paul Auster si racconta al giornalista I.B. Siegumfeldt: due anni di interviste che diventano la biografia di un grande scrittore

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Una vita in parole, pubblicato da Einaudi, non è solo una lunga, appassionata intervista a Paul Auster. È la risposta ai tanti interrogativi che, sollecitando quotidianamente i nostri sensi, permettono di sentirci vivi. È la scrittura che si fa ricerca delle varie identità che ci compongono. È la difficoltà di trovare il verbo, non semplice complemento di una frase, l'uso di un articolo indeterminativo, la distanza tra essere e apparire.

"Diventiamo il nostro personaggio" ma per sperimentare questo incantesimo bisogna essere "in grado di scendere abbastanza in profondità, in quella zona del subconscio dove siamo completamente aperti". Tutta la produzione letteraria dello scrittore viene riletta con uno sguardo psicoanalitico, ogni personaggio diventa quella parte di noi che teniamo celata. La rivisitazione del ricordo provoca sofferenza, invade spazi temporali che "non sono opere di finzione". Per chi usa la parola scritta questo testo è una miniera di suggerimenti e di accorgimenti utili a trovare la propria forma espressiva. Chi si è perso L'invenzione della solitudine sentirà la necessità di leggerlo. Tra le pagine si percepisce dolore, partecipazione emotiva, spontaneità. "Credo sia impossibile cogliere appieno una persona": frasi come questa riescono a spiazzare, mostrano che la narrazione deve essere preceduta da una lunga, sofferta rielaborazione mentale. Che gli affetti vanno liberati dall'enfasi introspettiva, che "la forma non precede mai il contenuto", che ogni fonema prima di essere tracciato deve diventare carne viva.

Una lode merita I.B. Siegumfeldt perchè ha saputo andare oltre l'elaborazione della domanda, ha centrato lo spessore umano delle storie, ha saputo fare critica letteraria con quella leggerezza che solo i grandi giornalisti sanno usare.