Beverly Hills 90210: vecchi divi allo specchio
Silvia Bizio , di SILVIA BIZIOGli attori del telefilm di culto tornano insieme per una serie che non è un remake né un sequel, ma un curioso finto reality sulle loro vite. All’appello manca solo Luke Perry, morto a marzo
Non è un sequel, non è un remake, forse un reboot? Nemmeno. Una via di mezzo tra fiction e reality? Forse, sicuramente una "reunion": BH90210, la nuova serie della Fox in onda negli Usa (sei puntate per questa prima stagione) e prossimamente in Italia, lo dice il titolo stesso, è chiaramente una costola di Beverly Hills 90210, show simbolo degli anni Novanta. Tornano gli stessi attori, ormai di mezza età. Manca solamente il compianto Luke Perry, il "bello" della serie originale, Dylan McKay, morto all'improvviso per un ictus lo scorso marzo proprio mentre stava prendendo forma la storica reunion: Perry aveva accettato di girare solo poche scene.
Le attese per BH90210 erano altissime, sostengono gli osservatori, ma è difficile immaginare che si ripeta il fenomeno mondiale di Beverly Hills 90210, serie andata in onda per dieci anni dal 1990 al 2000, creata da Darren Starr e prodotta dal mogul della tv Aaron Spelling, una favola…
Le attese per BH90210 erano altissime, sostengono gli osservatori, ma è difficile immaginare che si ripeta il fenomeno mondiale di Beverly Hills 90210, serie andata in onda per dieci anni dal 1990 al 2000, creata da Darren Starr e prodotta dal mogul della tv Aaron Spelling, una favola…
Non è un sequel, non è un remake, forse un reboot? Nemmeno. Una via di mezzo tra fiction e reality? Forse, sicuramente una "reunion": BH90210, la nuova serie della Fox in onda negli Usa (sei puntate per questa prima stagione) e prossimamente in Italia, lo dice il titolo stesso, è chiaramente una costola di Beverly Hills 90210, show simbolo degli anni Novanta. Tornano gli stessi attori, ormai di mezza età. Manca solamente il compianto Luke Perry, il "bello" della serie originale, Dylan McKay, morto all'improvviso per un ictus lo scorso marzo proprio mentre stava prendendo forma la storica reunion: Perry aveva accettato di girare solo poche scene.
Le attese per BH90210 erano altissime, sostengono gli osservatori, ma è difficile immaginare che si ripeta il fenomeno mondiale di Beverly Hills 90210, serie andata in onda per dieci anni dal 1990 al 2000, creata da Darren Starr e prodotta dal mogul della tv Aaron Spelling, una favola che metteva in mostra vizi, virtù e abitudini, anche le più superflue, di un gruppo di adolescenti privilegiati di Beverly Hills. "Un giorno non eravamo nessuno e l'estate dopo venivamo ricevuti dal principe Alberto!" ricorda adesso Shannen Doherty, la più celebre delle protagoniste femminili (interpretava Brenda Walsh), anche lei in BH90210.
Trent'anni prima che Tredici e Euphoria mettessero in scena i ritratti complessi e maturi della vita dei teenager in America, Beverly Hills 90210, tra glamour e edonismo, gettava le fondamenta per un genere televisivo a venire. La sua esplorazione quasi rivoluzionaria del dramma sociale e sessuale al tempo del liceo divenne un appuntamento obbligatorio sul canale dell'allora neonata Fox Tv. Un cast di giovani attori sconosciuti si trasformò all'istante nel "brat pack" più celebre del mondo adorato dalle folle. 90210 diede vita anche a uno "spin-off" di enorme successo, Melrose Place.
BH90210, in stile mockumentary (finto documentario), ha per protagonisti gli stessi attori della serie originale: Doherty, Jason Priestley, Tori Spelling, Ian Ziering, Jennie Garth, Gabrielle Carteris e Brian Austin Green, che interpretano "variazioni di se stessi" corrette ed estremizzate in alcuni casi, attori reduci da quella serie, un gioco di specchi e rimandi e riferimenti autobiografici e pop che solo esperti di gossip potrebbero cogliere in pieno.
Priestley, che nella vita reale è un regista indipendente, in BH90210 interpreta un regista in difficoltà. La Garth si ritrova il suo matrimonio in crisi sbattuto sui tabloid, proprio come nella realtà. Spelling (nella realtà figlia del produttore Aaron) non ha alcun senso del denaro nonostante sia l'erede di un miliardario.
Unica eccezione: Shannen Doherty, che ha combattuto pubblicamente e con coraggio un cancro al seno, non riversa questa vicenda nel suo personaggio. È stata la scomparsa di Perry a convincerla ad accettare il ruolo: "Stavo attraversando un periodo difficile, avevo perso la casa nell'incendio di Malibu, per fortuna i miei cani li avevamo messi in salvo... Mi ero da poco ripresa dal cancro, e per quanto fosse in remissione con il cancro non sai mai. Non c'era ancora un copione, e l'idea di fare un reality show non mi attraeva affatto, sono un'attrice e mi piace creare un personaggio. Non ero pronta. Ma poi la morte di Luke ha cambiato le cose, ho sentito che forse era un modo di onorare la sua memoria. Sì, dopo la sua morte stare insieme in questa serie folle ci ha dato forza".
Insomma, in BH90210 c'è un gruppo di persone/personaggi che hanno vissuto almeno tre decenni di fama e celebrità. Si riuniscono a Las Vegas per una convention modello ComicCon, curiosamente ignorando i fan che li aspettano, e discutono di tornare insieme per - gioco di specchi - un reboot di Beverly Hills 90210.
Vera promotrice della reunion è stata però Jennie Garth, nella finzione Kelly Taylor, che con Tori Spelling ha fatto un giro di telefonate: "Abbiamo cercato il più possibile di evitare agenti e manager che avrebbero reso la faccenda complicata e infinita, allora abbiamo bypassato i canali abituali e abbiamo creato una chat tra di noi".
Questo forse spiega il salario basso guadagnato dagli attori: 70.000 dollari a episodio (nel acso di Prestley 46.000 dollari in più per aver anche diretto un episodio). "Ma non volevamo fare Beverly Hills 90210 trent'anni dopo", ribadisce Jennie Garth, "ma provare partendo da lì a esplorare nuovi territori. Per questo abbiamo creato questa versione così assurda".
Le attese per BH90210 erano altissime, sostengono gli osservatori, ma è difficile immaginare che si ripeta il fenomeno mondiale di Beverly Hills 90210, serie andata in onda per dieci anni dal 1990 al 2000, creata da Darren Starr e prodotta dal mogul della tv Aaron Spelling, una favola che metteva in mostra vizi, virtù e abitudini, anche le più superflue, di un gruppo di adolescenti privilegiati di Beverly Hills. "Un giorno non eravamo nessuno e l'estate dopo venivamo ricevuti dal principe Alberto!" ricorda adesso Shannen Doherty, la più celebre delle protagoniste femminili (interpretava Brenda Walsh), anche lei in BH90210.
Trent'anni prima che Tredici e Euphoria mettessero in scena i ritratti complessi e maturi della vita dei teenager in America, Beverly Hills 90210, tra glamour e edonismo, gettava le fondamenta per un genere televisivo a venire. La sua esplorazione quasi rivoluzionaria del dramma sociale e sessuale al tempo del liceo divenne un appuntamento obbligatorio sul canale dell'allora neonata Fox Tv. Un cast di giovani attori sconosciuti si trasformò all'istante nel "brat pack" più celebre del mondo adorato dalle folle. 90210 diede vita anche a uno "spin-off" di enorme successo, Melrose Place.
BH90210, in stile mockumentary (finto documentario), ha per protagonisti gli stessi attori della serie originale: Doherty, Jason Priestley, Tori Spelling, Ian Ziering, Jennie Garth, Gabrielle Carteris e Brian Austin Green, che interpretano "variazioni di se stessi" corrette ed estremizzate in alcuni casi, attori reduci da quella serie, un gioco di specchi e rimandi e riferimenti autobiografici e pop che solo esperti di gossip potrebbero cogliere in pieno.
Priestley, che nella vita reale è un regista indipendente, in BH90210 interpreta un regista in difficoltà. La Garth si ritrova il suo matrimonio in crisi sbattuto sui tabloid, proprio come nella realtà. Spelling (nella realtà figlia del produttore Aaron) non ha alcun senso del denaro nonostante sia l'erede di un miliardario.
Unica eccezione: Shannen Doherty, che ha combattuto pubblicamente e con coraggio un cancro al seno, non riversa questa vicenda nel suo personaggio. È stata la scomparsa di Perry a convincerla ad accettare il ruolo: "Stavo attraversando un periodo difficile, avevo perso la casa nell'incendio di Malibu, per fortuna i miei cani li avevamo messi in salvo... Mi ero da poco ripresa dal cancro, e per quanto fosse in remissione con il cancro non sai mai. Non c'era ancora un copione, e l'idea di fare un reality show non mi attraeva affatto, sono un'attrice e mi piace creare un personaggio. Non ero pronta. Ma poi la morte di Luke ha cambiato le cose, ho sentito che forse era un modo di onorare la sua memoria. Sì, dopo la sua morte stare insieme in questa serie folle ci ha dato forza".
Insomma, in BH90210 c'è un gruppo di persone/personaggi che hanno vissuto almeno tre decenni di fama e celebrità. Si riuniscono a Las Vegas per una convention modello ComicCon, curiosamente ignorando i fan che li aspettano, e discutono di tornare insieme per - gioco di specchi - un reboot di Beverly Hills 90210.
Vera promotrice della reunion è stata però Jennie Garth, nella finzione Kelly Taylor, che con Tori Spelling ha fatto un giro di telefonate: "Abbiamo cercato il più possibile di evitare agenti e manager che avrebbero reso la faccenda complicata e infinita, allora abbiamo bypassato i canali abituali e abbiamo creato una chat tra di noi".
Questo forse spiega il salario basso guadagnato dagli attori: 70.000 dollari a episodio (nel acso di Prestley 46.000 dollari in più per aver anche diretto un episodio). "Ma non volevamo fare Beverly Hills 90210 trent'anni dopo", ribadisce Jennie Garth, "ma provare partendo da lì a esplorare nuovi territori. Per questo abbiamo creato questa versione così assurda".