Il nuovo romanzo dello svedese Jonas Hassen Khemiri è la storia di una famiglia che cerca di essere "normale"
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Non sono necessari i nomi propri per raccontare la storia di una famiglia svedese. Jonas Hassen Khemiri sa il fatto suo, vuole coinvolgerci e darci un ruolo. In La clausola del padre, pubblicato da Einaudi, ci siamo tutti. "Un nonno che è anche un padre" alla ricerca di assoluzione, "un figlio che è anche un papà", costretto ad occuparsi a tempo pieno delle sue piccole e pestifere creature, "una sorella che non è più madre", enigmatica e problematica figura. Tutti hanno un conto in sospeso con aspettative che non riescono a realizzare, vorrebbero essere fuori dal coro ma un campo magnetico li attrae verso una normalità che non accettano.
Il romanzo con ironia affonda colpi sui legami affettivi, ne mostra lacune e difficoltà. Si diverte a comporre lunghi monologhi dove non è concesso a nessuno di celare dubbi e debolezze. Emerge una profonda riflessione sulla necessità di opposizione a ruoli disegnati da una società perbenista. L'assenza fisica può incidere ferite irreversibili o l'amore vince sulla rabbia? Si può essere genitori perfetti o accontentarsi di provarci? Sullo sfondo i cambiamenti non delle città ma degli abitanti, troppo presi a rincorrere ambizioni e a controllare i social. Le due facce di una modernità che quotidianamente ci soffoca. Tra le pagine un invito a non arrenderci mai. La clausola del padre di Jonas Hassen Khemiri, Einaudi, traduzione di Katia De Marco, 256 pagine, 19,50 euro