La scelta di @CasaLettori. Svegliami a mezzanotte
Maria Anna Patti, di MARIA ANNA PATTIIl libro di Fuani Marino, edito da Einaudi, racconta cosa vuol dire indugiare sull'abisso e confrontarsi con la depressione, senza vergogna
"Vivo sull'orlo di un precipizio". Raccontare il prima e il dopo di un dolore non è mai facile. Bisogna prendere le distanze da sé, riorientare i fatti nel tempo, esaminare le emozioni scindendone l'aspetto personale. Farsi voce di un dolore collettivo: è questa la scommessa di Svegliami a mezzanotte, pubblicato da Einaudi. Fuani Marino rivive il desiderio di annullarsi, scandisce i secondi che precedono il volo da un balcone.
Si interroga senza cessare di confrontarsi con la depressione. Ne cerca le cause, ne descrive l'abisso con lucidità, come se attraversasse non il suo castello di disperazione ma quello di tutti noi. La sua è una scrittura asciutta, molto curata nella forma, ricca di rimandi letterari. L'infanzia e quel padre assente, gli sbalzi di umore, il bisogno di affidarsi e l'incapacità di chiedere. Le scelte professionali, il matrimonio, la gravidanza sono tappe ripercorse con la…
Si interroga senza cessare di confrontarsi con la depressione. Ne cerca le cause, ne descrive l'abisso con lucidità, come se attraversasse non il suo castello di disperazione ma quello di tutti noi. La sua è una scrittura asciutta, molto curata nella forma, ricca di rimandi letterari. L'infanzia e quel padre assente, gli sbalzi di umore, il bisogno di affidarsi e l'incapacità di chiedere. Le scelte professionali, il matrimonio, la gravidanza sono tappe ripercorse con la…
"Vivo sull'orlo di un precipizio". Raccontare il prima e il dopo di un dolore non è mai facile. Bisogna prendere le distanze da sé, riorientare i fatti nel tempo, esaminare le emozioni scindendone l'aspetto personale. Farsi voce di un dolore collettivo: è questa la scommessa di Svegliami a mezzanotte, pubblicato da Einaudi. Fuani Marino rivive il desiderio di annullarsi, scandisce i secondi che precedono il volo da un balcone.
Si interroga senza cessare di confrontarsi con la depressione. Ne cerca le cause, ne descrive l'abisso con lucidità, come se attraversasse non il suo castello di disperazione ma quello di tutti noi. La sua è una scrittura asciutta, molto curata nella forma, ricca di rimandi letterari. L'infanzia e quel padre assente, gli sbalzi di umore, il bisogno di affidarsi e l'incapacità di chiedere. Le scelte professionali, il matrimonio, la gravidanza sono tappe ripercorse con la consapevolezza che non ci si può nascondere celando l'intrinseca materia che ci compone. La scrittrice invita ad usare una tecnica, il graduale ribaltamento del punto di vista che non è più soggettivo.
Si interroga senza cessare di confrontarsi con la depressione. Ne cerca le cause, ne descrive l'abisso con lucidità, come se attraversasse non il suo castello di disperazione ma quello di tutti noi. La sua è una scrittura asciutta, molto curata nella forma, ricca di rimandi letterari. L'infanzia e quel padre assente, gli sbalzi di umore, il bisogno di affidarsi e l'incapacità di chiedere. Le scelte professionali, il matrimonio, la gravidanza sono tappe ripercorse con la consapevolezza che non ci si può nascondere celando l'intrinseca materia che ci compone. La scrittrice invita ad usare una tecnica, il graduale ribaltamento del punto di vista che non è più soggettivo.
"Vorrei evitare di trasformare la malattia in una metafora."
Finalmente il disturbo mentale non è più una vergogna, una tara, un nemico che aggredisce da fuori. L'autrice prova attraverso la parola scritta che non esistono confini invalicabili tra detto e pensato, che la mente non è un indecifrabile mistero. Ma soprattutto emerge la fragilità che non sempre accettiamo, rifugiandoci in gabbie protettive. La vita è una sfida da cogliere sapendo che non mancheranno le buche e le cadute.
Una indimenticabile lezione di umanità, di coraggio, di condivisione. Nel finale la lettera alla figlia è un atto d'amore estremo, illimitato e mentre ne rileggiamo ogni fonema sentiamo che questa testimonianza appartiene a tutti, anche a coloro che si sentono indistruttibili.