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È morto Phase 2, pioniere dei graffiti: influenzò la scena hip hop degli albori

L'artista, vero nome Lonny Wood, aveva 61 anni. Con le sue bombolette spray portò la cultura del writing fuori dal ghetto, il Bronx

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Chiunque oggi faccia graffiti deve qualcosa a lui. A Lonny Wood, conosciuto come Phase 2, il suo nome d'arte. La sua firma. È stato uno dei più influenti artisti del secolo scorso: a partire dagli anni Settanta ha permesso la nascita e la diffusione del writing, con scritte e tag - le firme, semplici segni spray, come si dice in gergo - espressione artistica della più ampia cultura hip hop. Phase 2, che ha inventato anche lo stile 'bubble', ovvero i caratteri 'gonfi' e 'morbidi' come palloncini, era nato nel Bronx, a New York, 61 anni fa. Da tempo era malato.


A dire il vero, anche chi non fa graffiti gli deve molto. Specialmente se gravita nel mondo dell'hip hop che, oltre al deejaying e alla breakdance, aveva come mezzo di espressione il writing: le bombolette spray servivano per lasciare la propria impronta nelle città, sui muri abbandonati, sui vagoni che dalla periferia arrivavano fin nel cuore ricco, borghese e bianco delle metropoli. Erano l'estensione del braccio, del cuore e della mente. Come avere un microfono in mano. Un modo per far sentire la propria voce, come accade dalla notte dei tempi. Per dire: esisto anche io, ed eccomi qui.


Non è un caso che tutta la comunità hip hop sia rimasta toccata dalla notizia, specialmente quella dei veterani. Come MC Debbie D, una delle prime donne MC - il maestro di cerimonie durante una serata hip hop - che tra le prime ha diffuso la notizia della scomparsa di Phase 2: "RIP to a fallen King, the legendary pioneer flyer creator, Phase 2. In the 70s, he and Buddy Esquire were the “go to” flyer makers. If you couldn’t get one, you got the other! Two of the best flyer makers to ever do it!!! Rest those hands, my brother!", scrive.

Anche Dante Ross, uno dei leggendari promoter e discografici in ambito rap, rende omaggio a Phase 2 con un gioco di parole: "Rest in Paint", con la parola 'Paint', 'Vernice/pittura', che richiama 'Peace', 'Pace'.


Nei ghetti stipati di portoricani e afroamericani, Lonny Wood, nato a New York il 2 agosto 1955, è tra i primi neri a cominciare a lasciare le proprie tracce sui muri: il nome d'arte, necessario per garantire l'anonimato, se lo sceglie nel 1971, quando ha 16 anni. "L'anno precedente avevamo dato una festa", raccontava lui, "e volevamo ripeterla quell'anno, così dissi: 'La chiameremo fase 2'". Frequenta la DeWitt Clinton High School, dove viene a contatto per la prima volta con il writing. Dalla parte opposta, c'è il Coffee Shop, un locale dove gli artisti si ritrovano: la sua strada è tracciata. È da lì che tutti partono in viaggio, dal ghetto, verso la stazione della metropolitana al 149th di Street and Grand Concourse, dove si fermano a guardare i treni dipinti dalle scritte passare. È la nuova forma d'arte che viaggia con i pendolari.


Nel 1974 fonda la United Graffiti Artists, raggruppando una crew - collettivo, in gergo hip hop - di writer professionisti. Nel 1980, quando ormai questo mezzo di comunicazione è sdoganato, pur mantenendo la sua valenza provocatoria e non smettendo mai di generare polemiche, Phase 2 partecipa alla creazione di International Graffiti Times, la prima rivista dedicata al writing.

Uno dei primi graffiti di Phase 2: stava nascendo lo stile 'bubble' 

La vita di Phase 2 è strettamente legata a quella dei musicisti hip hop, specialmente a partire dai primi anni Ottanta: lui stesso era un dj, poi rapper e faceva parte della B-Boy crew Electrified Movement, un collettivo di breakdance. Soprattutto, però, amava creare i flyer, i volantini promozionali per pubblicizzare le serate a tema: lavorò, tra gli altri, per Kool Herc e Grand Master Flash. Il cinema lo chiamava per avere una consulenza sui graffiti. Ancora una volta, tutti gli devono qualcosa. Anche il 'nostro' Neffa, che in Italia fu tra i primi a portare il rap: Phase 2 è tra i featuring - le partecipazioni - di I messaggeri pt. 1, pezzo incluso in uno degli album fondamentali della scena rap italiana, Neffa & i messaggeri della dopa.


"Dovete riconoscere che la vostra passione e il vostro amore non possono compensare il fatto di non avere la necessaria competenza", spiegava Phase 2 raccontando ciò che sta dietro l'arte dei graffiti, "e che quando non avete conoscenza, ciò che sostenete e trasmettete può solo fare un grande danno al lascito e all'integrità della cultura che state proponendo. Non ci sono dei veri 'esperti', qui. Ci sono solo i fatti e la finzione. La vera domanda è: chi è davvero autentico?".

"Dietro le lettere c'era la sua intera filosofia, una filosofia avanti anni luce rispetto a chiunque altro", si legge in un messaggio di commiato su Twitter. In alto le bombolette spray.