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Uno scatto di Stefano Tiozzo 

Stefano Tiozzo: "Io globetrotter della Natura"

Era un dentista, oggi è uno dei più accreditati fotografi e documentaristi italiani. E i suoi scatti contribuiscono a rendere verde il pianeta
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Faceva il dentista. È oggi uno dei più accreditati fotografi e documentarie documentaristi italiani che gira il mondo in lungo e in largo contribuendo a renderlo più verde. Grazie a un suo progetto, infatti, migliaia di alberi vengono piantumati in tutto il globo.

Si chiama Stefano Tiozzo. Ha 34 anni ed è torinese di sangue, moscovita di adozione, cittadino del mondo per vocazione. Soltanto quattro anni fa la svolta decisiva nella sua vita, raccontata in L'anima viaggia un passo alla volta, Edizioni Terra Santa. Si tratta di un racconto che parte da quando, poco dopo la laurea in odontoiatria, riceve in regalo la sua prima reflex. Mentre cresce nella professione di dentista - tanti pazienti, un nuovo studio insieme a un amico - scopre la passione per i viaggi. E per le foto. Dopo ogni viaggio un reportage, raccontato sul web con migliaia di persone che iniziano a seguirlo. Queste sono una sorpresa anzitutto per lui, la scoperta insomma di saper emozion…
Faceva il dentista. È oggi uno dei più accreditati fotografi e documentarie documentaristi italiani che gira il mondo in lungo e in largo contribuendo a renderlo più verde. Grazie a un suo progetto, infatti, migliaia di alberi vengono piantumati in tutto il globo.

Si chiama Stefano Tiozzo. Ha 34 anni ed è torinese di sangue, moscovita di adozione, cittadino del mondo per vocazione. Soltanto quattro anni fa la svolta decisiva nella sua vita, raccontata in L'anima viaggia un passo alla volta, Edizioni Terra Santa. Si tratta di un racconto che parte da quando, poco dopo la laurea in odontoiatria, riceve in regalo la sua prima reflex. Mentre cresce nella professione di dentista - tanti pazienti, un nuovo studio insieme a un amico - scopre la passione per i viaggi. E per le foto. Dopo ogni viaggio un reportage, raccontato sul web con migliaia di persone che iniziano a seguirlo. Queste sono una sorpresa anzitutto per lui, la scoperta insomma di saper emozionare coi propri racconti. Il viaggio che gli fa raggiungere la notorietà lo effettua da solo, un'estate, con la sua Fiat Punto da Torino a Capo Nord. Poi un'altra avventura in treno da Torino a Pechino, l'esperimento di viaggiare lentamente "perché - dice - l'anima viaggia un passo alla volta e assorbe tutte le sfumature lungo il suo percorso". E ancora: "Fu questa la filosofia che mi fece nascere l'idea di andare dall'altra parte del mondo, ma di andarci in treno. Viaggiare lenti è una grande medicina".

Da Capo Nord all'India, passando per la Lapponia, la Cina, la Russia, i percorsi di Stefano sono tappe di un viaggio non solo geografico ma soprattutto spirituale, inseguendo nella bellezza virtualmente infinita della natura le tracce di una più grande bellezza interiore. Il suo percorso svolta definitivamente grazie soprattutto all'incontro con Paramahamsa Sri Swami Vishwananda, maestro spirituale induista originario delle Mauritius la cui missione è aprire i cuori delle persone e risvegliare la loro innata abilità ad amare oltre ogni condizionamento: da quel momento trova la sua via. Lasciare la professione di dentista per seguire ciò che non solo rende felice lui, ma soprattutto gli altri. Racconta: "La mia esistenza cambiò quando al posto di chiedermi cosa avessi dovuto fare nella vita, iniziai a domandarmi cosa di quello che facevo rendeva gli altri felici. Era evidente: erano le mie foto e i miei video a dare gioia ed emozioni agli altri. La mia strada era quella".

Tra le sue tante mete un posto speciale è occupato dall'aurora boreale. Quando era studente di medicina accadde un giorno che un noto chirurgo svedese terminò una relazione con una foto di casa sua, nei pressi di Luleå, in Lapponia. Sopra l'abitazione si vedevano tante luci verdi. Stefano non comprese subito di cosa si trattava, ma sentì il desiderio di andare a vedere, capire cosa fosse quella che avrebbe imparato a chiamare la "grande regina dei cieli del Nord". Il 6 gennaio del 2012 inizia il suo primo viaggio invernale nel Nord della Norvegia. Poco dopo il suo arrivo uscì in strada "Appena due passi - racconta - , alzai lo sguardo al cielo, ed era lì, pronta ad aspettarmi". Corse verso il porto, lontano dalle luci della città. Il cielo era invaso da un enorme fascio di luci verdi, poi bianche, infine fucsia. Il tutto durò qualche minuto, e si ripetette nei giorni successivi. Rientrato da quel viaggio, una lampadina si accese dentro di lui: "Io voglio fare questo nella vita", si disse.

La realtà, tuttavia, era fatta anche di altro. In particolare di una professione, quella dentistica, che gli dava soddisfazioni ma nella quale non si sentiva del tutto a casa. Di qui la ricerca continua di qualcosa, sfogata in tante "fughe" intorno al mondo, nel contesto di un lungo percorso interiore che passando dalla lavanda provenzale, alla Muraglia cinese o al cuore del deserto della Namibia, lo porta a prendere la strada più difficile: mollare tutto, e ripartire da zero. Tuttavia il pensiero di cosa avrebbero detto i suoi genitori se avesse lasciato la prestigiosa strada dentistica non lo lasciava tranquillo. La liberazione avvenne quando decise di parlarne direttamente a suo padre, che con grande saggezza gli disse: "Vederti abbandonare una professione che è il sogno di molti è ovvio che mi preoccupa. So però per certo che hai le qualità per reinventarti in qualunque modo tu ritenga, e non posso essere io a dirti di non farlo, non sarebbe giusto. Quindi forza, datti da fare".

Da quel giorno è successo di tutto. Una serie di avvenimenti al confine tra realtà e fantascienza lo portarono finalmente, dopo uno stravolgente viaggio in India per l'Holi Festival di Vrindavan, a scegliere di lasciare tutto e trasferirsi in Russia, dove ha sposato la cantante Sati, conosciuta proprio nei giorni in cui maturavano le sue scelte di vita più importanti, per dedicare interamente la sua vita non tanto alla sua passione ma a ciò che ritiene una vera e propria missione, fatta di viaggi, fotografie e storie con cui ispirare i suoi follower. Immortalò quella giornata con un post su Facebook che, intitolato "L'ultimo giorno", divenne virale in poco tempo e gli fece guadagnare anche le pagine dei giornali: "E adesso? - scrisse - Beh, come dicevo, ciò che ha fatto di me un buon medico è stata la capacità di creare un contatto emotivo con le persone. Di fatto, continuerò a fare questo, senza un camice e trapani, ma con qualche foto, una tastiera, e un'intramontabile necessità di raccontarvi la bellezza del mondo, quella bellezza che si può svelare solo "con l'anima e la sua infinita sete di meraviglia"".

Il libro. L'anima viaggia un passo alla volta di Stefano Tiozzo è edito da Terra Santa (agg. 240, euro 16,90)

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