Umberto Eco: Cari studenti, smontate il giornale
Umberto Eco , di UMBERTO ECORipubblichiamo il testo del semiologo scomparso che apparve quarant’anni fa in un volume dell’Associazione siciliana della stampa destinato alle scuole: i consigli per una lettura critica dei quotidiani
Scrivo queste righe per una comunità studentesca che ha già affrontato e risolto il problema del giornale come strumento scolastico.
Non dovrò quindi ripetere (ma lo ripeto, e si tratta di una figura retorica che si chiama "preterizione" - serve a chi parla per riordinare le idee senza offendere l'interlocutore) che:
1. Il giornale può svolgere tutte le funzioni del libro di testo: parla del mondo, della geografia e della storia; offre dei modelli, se non di buon italiano, di italiano corrente, e talora anche di italiano letterario, in terza pagina (e in certi casi persino di italiano troppo letterario, negli elzeviri); sa anche essere falso, ambiguo, inutile, ipocrita e fatuo come molta letteratura che si ritrova nelle antologie scolastiche. Cosa si pretende di più?
2. A differenza del libro di testo, che di solito parla del passato (anche quando è un libro di fisica), il giornale parla del presente: chi legge ha quindi altre …
Non dovrò quindi ripetere (ma lo ripeto, e si tratta di una figura retorica che si chiama "preterizione" - serve a chi parla per riordinare le idee senza offendere l'interlocutore) che:
1. Il giornale può svolgere tutte le funzioni del libro di testo: parla del mondo, della geografia e della storia; offre dei modelli, se non di buon italiano, di italiano corrente, e talora anche di italiano letterario, in terza pagina (e in certi casi persino di italiano troppo letterario, negli elzeviri); sa anche essere falso, ambiguo, inutile, ipocrita e fatuo come molta letteratura che si ritrova nelle antologie scolastiche. Cosa si pretende di più?
2. A differenza del libro di testo, che di solito parla del passato (anche quando è un libro di fisica), il giornale parla del presente: chi legge ha quindi altre …
Scrivo queste righe per una comunità studentesca che ha già affrontato e risolto il problema del giornale come strumento scolastico.
Non dovrò quindi ripetere (ma lo ripeto, e si tratta di una figura retorica che si chiama "preterizione" - serve a chi parla per riordinare le idee senza offendere l'interlocutore) che:
1. Il giornale può svolgere tutte le funzioni del libro di testo: parla del mondo, della geografia e della storia; offre dei modelli, se non di buon italiano, di italiano corrente, e talora anche di italiano letterario, in terza pagina (e in certi casi persino di italiano troppo letterario, negli elzeviri); sa anche essere falso, ambiguo, inutile, ipocrita e fatuo come molta letteratura che si ritrova nelle antologie scolastiche. Cosa si pretende di più?
2. A differenza del libro di testo, che di solito parla del passato (anche quando è un libro di fisica), il giornale parla del presente: chi legge ha quindi altre fonti per controllare la validità di quel che dice, cosa che non accade quando si legge Plutarco o Senofonte, a meno di essere un grecista (e poi ancora).
3. Di giornali ce ne sono tanti, e in una scuola seria se ne leggono molti, comparandoli. In questo modo le verità si illuminano a vicenda, le bugie si smascherano l'una con l'altra. I libri di testo si presentano invece come portatori di verità assoluta (di solito).
4. Il giornale non fa scappare la voglia di leggere, ma questa volta con qualche scopo, i libri di testo. Porre in questione quello che dice il giornale vuole dire imparare a consultare i libri di testo o le enciclopedie per verificare un dato geografico o storico; sfogliare i dizionari e le grammatiche per controllare la normalità di una costruzione sintattica, il significato di una parola, l'ambiguità di un'altra. Infatti è solo la scuola che crede (o credeva) che diventare colto fosse imparare a memoria i libri di testo. Una persona colta non è una persona che conosce necessariamente a memoria la data di nascita di Napoleone, ma una persona che sa dove e come cercarla in cinque minuti quando serve.
5. Un giornale parla sempre di "cultura" e nei due sensi in cui il termine viene usato: nel senso corrente, esprime i punti di vista della classe istruita, comunica delle nozioni, esprime dei giudizi e dunque svolge quell'opera che di solito svolge l'uomo colto quando parla; nel senso più complesso, quello dell'antropologia culturale (per cui, la cultura è l'insieme dei comportamenti, delle tecniche materiali, delle credenze, dei valori e dei prodotti di un certo gruppo umano), il giornale dà il resoconto di una cultura in atto.
Se queste sono tutte buone ragioni per leggere il giornale, non è detto che tutti sappiano così. Ecco perché nel mio intervento vorrei delineare alcune tecniche di uso del giornale.
Provate così:
a) Provate a leggere il giornale come se fosse stato scritto cento anni prima; oppure come se parlasse di un'altra civiltà; oppure come se foste dei marziani. Provate a chiedervi se quello che presenta come attuale è attuale; se quello che presenta come normale è normale; chiedetevi come racconterebbe le stesse cose un antico romano, un eschimese, un boscimano, un asiatico delle risaie. Chiedetevi che senso avrebbe un certo commento o una certa notizia se fosse stare scritta per contadini, per operai, per bambini. Tutte queste domande aiutano di solito a capire per chi in realtà è stato scritto l'articolo, e da chi, e magari coi soldi di chi.
Poi fate un altro esperimento. Leggete i giornali di dieci anni fa. Guardate come voi stessi (o i vostri fratelli maggiori) giudicavano gli eventi in un passato appena appena prossimo. Valutate la validità di certe previsioni. Valutate di conseguenza la validità delle previsioni dei discorsi di oggi. Valutate anche come è facile ridere sulla gente di dieci anni fa quando la si legge oggi. Chiedetevi cosa penserà la gente, tra dieci anni, non solo di quel che dice oggi il giornale, ma di quel che dite oggi voi. Fate delle letture anti-etnocentriche (l'Europa non è il mondo, l'Italia non è l'Europa, la Sicilia non è l'Italia), fate delle letture anticronocentriche (il nostro secolo non è l'umanità), fate delle letture antiantropocentriche (giudicate i fatti dal punto di vista degli animali, delle piante, del mare). Siccome molti che scrivono giudicano il mondo con gli occhi di Dio non sarà male che voi giudicate loro con gli occhi di qualche cosa d'altro (se credete in Dio, siate sicuri di lui non dovrebbe essere scontento di questo esercizio; se non ci credete, fatelo lo stesso, farete piacere alla natura che siete anche voi).
b) Provate a riscrivere il giornale. Comparando più giornali su di una stessa notizia elaborate una tavola delle "unità di notizia" fondamentali: cioè rifatevi l'agenzia Ansa per conto vostro. Quindi riscrivete la notizia, e in vari modi. Anzitutto, con meno parole. Poi, separando i fatti dal giudizio. Poi riorganizzando i fatti in modo che implichino un giudizio. Poi riorganizzandoli in modo che ne implichino un altro. Poi riscrivetela con parole tutte diverse cercando di farle dire la stessa cosa. Poi controllate se cambiando le parole la "cosa" resti la stessa: e chiedetevi cosa sono le cose (i fatti) senza le parole che le ordinano. Poi provate a riscrivere la stessa notizia come se foste l'Osservatore Romano, come se foste l'Unità, come se foste il Popolo, come se foste un giornale inglese che sa poco dell'Italia, come se foste un giornale per donne.
Non basta dire (o capire) che i giornali interpretano o addirittura mentono, occorre anche fare esercizi di interpretazione e di menzogna, per capire cosa vuol dire, come funziona.
Dopo avrete anche imparato a leggere criticamente. E non avrete più bisogno di fare il compito in classe di italiano. Quello è il compito in classe di italiano, anzi è il compito in classe di filosofia, di storia, forse di religione.
c) Provate a ritagliare notizie da diversi giornali e componetene uno con articoli e notizie presi un po' da tutti. Poi provate a leggerlo. Secondo gli ingenui dovrebbe diventare un giornale perfetto, invece farà ridere: questo vuol dire che ogni giornale ha la sua fisionomia (estetica e ideologica), che ogni giornale è una visione del mondo, e solo dopo aver composto queste visioni le riconoscerete. Gli artisti per capire un pittore del passato lo copiano, e più volte. Si capisce solo quello che si fa. Per capire una cosa fatta da un altro bisogna rifarla.
Potrei continuare a lungo a inventare esercizi de genere. Ma avete già capito il trucco. lnventateveli da voi. Mettete il giornale sul tavolo anatomico. Lavorate con la penna, le forbici, la colla.
(Da Repubblica del 23 febbraio 2016)
Non dovrò quindi ripetere (ma lo ripeto, e si tratta di una figura retorica che si chiama "preterizione" - serve a chi parla per riordinare le idee senza offendere l'interlocutore) che:
1. Il giornale può svolgere tutte le funzioni del libro di testo: parla del mondo, della geografia e della storia; offre dei modelli, se non di buon italiano, di italiano corrente, e talora anche di italiano letterario, in terza pagina (e in certi casi persino di italiano troppo letterario, negli elzeviri); sa anche essere falso, ambiguo, inutile, ipocrita e fatuo come molta letteratura che si ritrova nelle antologie scolastiche. Cosa si pretende di più?
2. A differenza del libro di testo, che di solito parla del passato (anche quando è un libro di fisica), il giornale parla del presente: chi legge ha quindi altre fonti per controllare la validità di quel che dice, cosa che non accade quando si legge Plutarco o Senofonte, a meno di essere un grecista (e poi ancora).
3. Di giornali ce ne sono tanti, e in una scuola seria se ne leggono molti, comparandoli. In questo modo le verità si illuminano a vicenda, le bugie si smascherano l'una con l'altra. I libri di testo si presentano invece come portatori di verità assoluta (di solito).
4. Il giornale non fa scappare la voglia di leggere, ma questa volta con qualche scopo, i libri di testo. Porre in questione quello che dice il giornale vuole dire imparare a consultare i libri di testo o le enciclopedie per verificare un dato geografico o storico; sfogliare i dizionari e le grammatiche per controllare la normalità di una costruzione sintattica, il significato di una parola, l'ambiguità di un'altra. Infatti è solo la scuola che crede (o credeva) che diventare colto fosse imparare a memoria i libri di testo. Una persona colta non è una persona che conosce necessariamente a memoria la data di nascita di Napoleone, ma una persona che sa dove e come cercarla in cinque minuti quando serve.
5. Un giornale parla sempre di "cultura" e nei due sensi in cui il termine viene usato: nel senso corrente, esprime i punti di vista della classe istruita, comunica delle nozioni, esprime dei giudizi e dunque svolge quell'opera che di solito svolge l'uomo colto quando parla; nel senso più complesso, quello dell'antropologia culturale (per cui, la cultura è l'insieme dei comportamenti, delle tecniche materiali, delle credenze, dei valori e dei prodotti di un certo gruppo umano), il giornale dà il resoconto di una cultura in atto.
Se queste sono tutte buone ragioni per leggere il giornale, non è detto che tutti sappiano così. Ecco perché nel mio intervento vorrei delineare alcune tecniche di uso del giornale.
Provate così:
a) Provate a leggere il giornale come se fosse stato scritto cento anni prima; oppure come se parlasse di un'altra civiltà; oppure come se foste dei marziani. Provate a chiedervi se quello che presenta come attuale è attuale; se quello che presenta come normale è normale; chiedetevi come racconterebbe le stesse cose un antico romano, un eschimese, un boscimano, un asiatico delle risaie. Chiedetevi che senso avrebbe un certo commento o una certa notizia se fosse stare scritta per contadini, per operai, per bambini. Tutte queste domande aiutano di solito a capire per chi in realtà è stato scritto l'articolo, e da chi, e magari coi soldi di chi.
Poi fate un altro esperimento. Leggete i giornali di dieci anni fa. Guardate come voi stessi (o i vostri fratelli maggiori) giudicavano gli eventi in un passato appena appena prossimo. Valutate la validità di certe previsioni. Valutate di conseguenza la validità delle previsioni dei discorsi di oggi. Valutate anche come è facile ridere sulla gente di dieci anni fa quando la si legge oggi. Chiedetevi cosa penserà la gente, tra dieci anni, non solo di quel che dice oggi il giornale, ma di quel che dite oggi voi. Fate delle letture anti-etnocentriche (l'Europa non è il mondo, l'Italia non è l'Europa, la Sicilia non è l'Italia), fate delle letture anticronocentriche (il nostro secolo non è l'umanità), fate delle letture antiantropocentriche (giudicate i fatti dal punto di vista degli animali, delle piante, del mare). Siccome molti che scrivono giudicano il mondo con gli occhi di Dio non sarà male che voi giudicate loro con gli occhi di qualche cosa d'altro (se credete in Dio, siate sicuri di lui non dovrebbe essere scontento di questo esercizio; se non ci credete, fatelo lo stesso, farete piacere alla natura che siete anche voi).
b) Provate a riscrivere il giornale. Comparando più giornali su di una stessa notizia elaborate una tavola delle "unità di notizia" fondamentali: cioè rifatevi l'agenzia Ansa per conto vostro. Quindi riscrivete la notizia, e in vari modi. Anzitutto, con meno parole. Poi, separando i fatti dal giudizio. Poi riorganizzando i fatti in modo che implichino un giudizio. Poi riorganizzandoli in modo che ne implichino un altro. Poi riscrivetela con parole tutte diverse cercando di farle dire la stessa cosa. Poi controllate se cambiando le parole la "cosa" resti la stessa: e chiedetevi cosa sono le cose (i fatti) senza le parole che le ordinano. Poi provate a riscrivere la stessa notizia come se foste l'Osservatore Romano, come se foste l'Unità, come se foste il Popolo, come se foste un giornale inglese che sa poco dell'Italia, come se foste un giornale per donne.
Non basta dire (o capire) che i giornali interpretano o addirittura mentono, occorre anche fare esercizi di interpretazione e di menzogna, per capire cosa vuol dire, come funziona.
Dopo avrete anche imparato a leggere criticamente. E non avrete più bisogno di fare il compito in classe di italiano. Quello è il compito in classe di italiano, anzi è il compito in classe di filosofia, di storia, forse di religione.
c) Provate a ritagliare notizie da diversi giornali e componetene uno con articoli e notizie presi un po' da tutti. Poi provate a leggerlo. Secondo gli ingenui dovrebbe diventare un giornale perfetto, invece farà ridere: questo vuol dire che ogni giornale ha la sua fisionomia (estetica e ideologica), che ogni giornale è una visione del mondo, e solo dopo aver composto queste visioni le riconoscerete. Gli artisti per capire un pittore del passato lo copiano, e più volte. Si capisce solo quello che si fa. Per capire una cosa fatta da un altro bisogna rifarla.
Potrei continuare a lungo a inventare esercizi de genere. Ma avete già capito il trucco. lnventateveli da voi. Mettete il giornale sul tavolo anatomico. Lavorate con la penna, le forbici, la colla.
(Da Repubblica del 23 febbraio 2016)