Così i librai resistono al virus
Raffaella De Santis , di RAFFAELLA DE SANTISConsegne a domicilio, giochi e campagne social. E sull’appello di Carofiglio a comprare anche un solo libro: “Funziona, la gente lo ha ascoltato”
Sono abituati a combattere, perché come dice uno di loro "non avrei scelto di fare il libraio" se avessi voluto una vita facile. Tanto più ora che le librerie si svuotano per il coronavirus, i librai si rimboccano le maniche e inventano strategie per reagire alla crisi. Gli abbiamo chiesto come sta cambiando il loro lavoro in questi giorni di emergenza. Pensavamo di raccogliere lamentele, invece abbiamo trovato idee. Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto, è così che si fa.
La sera quando si abbassano le saracinesche, qualche libraio più sportivo sale su una bicicletta e consegna romanzi a domicilio. Altri hanno imparato a smanettare sui social, molti girano video fai-da-te. Rocco Pinto, la cui libreria Il Ponte sulla Dora in zona Borgo Rossini a Torino conta su una comunità di lettori fedelissimi, fa un appello agli scrittori: "Sosteneteci, contiamo su di voi. Un post come quello di Gianrico Carofig…
La sera quando si abbassano le saracinesche, qualche libraio più sportivo sale su una bicicletta e consegna romanzi a domicilio. Altri hanno imparato a smanettare sui social, molti girano video fai-da-te. Rocco Pinto, la cui libreria Il Ponte sulla Dora in zona Borgo Rossini a Torino conta su una comunità di lettori fedelissimi, fa un appello agli scrittori: "Sosteneteci, contiamo su di voi. Un post come quello di Gianrico Carofig…
Sono abituati a combattere, perché come dice uno di loro "non avrei scelto di fare il libraio" se avessi voluto una vita facile. Tanto più ora che le librerie si svuotano per il coronavirus, i librai si rimboccano le maniche e inventano strategie per reagire alla crisi. Gli abbiamo chiesto come sta cambiando il loro lavoro in questi giorni di emergenza. Pensavamo di raccogliere lamentele, invece abbiamo trovato idee. Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto, è così che si fa.
La sera quando si abbassano le saracinesche, qualche libraio più sportivo sale su una bicicletta e consegna romanzi a domicilio. Altri hanno imparato a smanettare sui social, molti girano video fai-da-te. Rocco Pinto, la cui libreria Il Ponte sulla Dora in zona Borgo Rossini a Torino conta su una comunità di lettori fedelissimi, fa un appello agli scrittori: "Sosteneteci, contiamo su di voi. Un post come quello di Gianrico Carofiglio è oro. Perché non si uniscono altri scrittori? Alcuni lo hanno già fatto, ma dovrebbero essere di più". L'invito di Carofiglio era semplice: "Andiamo in libreria a comprare un libro".
Gli inciampi costringono a ingegnarsi e non è detto che non suggeriscano soluzioni da capitalizzare in futuro. Luca Allodi, libraio cinquantatreenne milanese, ha "optato per leggere libri via social". Non i classici, ma quelli in uscita, "per aiutare gli editori". La sua libreria si chiama Tempo ritrovato, è in Corso Garibaldi, ed ha il calore di un appartamento privato, mobili in legno, piccoli ambienti. "L'ultima settimana è stata dura, ma stiamo seminando, raccoglieremo i frutti più in là". Niente pianti, si riparte. Anche Andrea Gessner, che oltre ad essere publisher di Nottetempo fa il libraio, socio di maggioranza della libreria milanese Verso, racconta che per rilanciarsi usano le bici: "Consegniamo i libri a casa in bicicletta", dice divertito. Oltre a questo stanno ridisegnando le proposte in vetrina: "Proponiamo libri che possono colpire l'attenzione in questi giorni difficili. Oltre a Spillover, di cui si è molto parlato, stanno andando molto bene Chthulucene di Donna Haraway, o il saggio di Baptiste Morizot intitolato Sulla pista animale, in cui si riflette sul rapporto tra gli esseri umani e gli animali". C'è pure chi a Milano giura che non è così grave come sembra. Vittorio Graziani, della libreria Centofiori, zona Porta Venezia, quartiere benestante e colto, è in controtendenza: "Abbiamo registrato negli ultimi giorni un incremento del 30-40% delle vendite".
A Lodi invece, zona gialla, a confine con la rossa, libreria Sommaruga, "la situazione non è bella", racconta la libraria Alda Carisio, che restituisce un termometro emotivo delle letture in tempo di coronavirus: "Nei primi giorni i clienti cercavano libri come Cecità di Saramago o La Peste di Camus, ora vogliono gialli, romanzi che li facciano svagare. Chiedono leggerezza, come il thriller Il regno delle ombre di Louise Penny". Alda si industria, consiglia titoli su Facebook, sostituisce il contatto fisico con i messaggi online, raccoglie prenotazioni sui social. Sulla pagina Facebook della Libreria Volante di Lecco appare una foto promozionale, c'è scritto: "La libreria volante a domicilio".
L'iniziativa è partita due giorni fa: "Portiamo libri a casa come le pizze", dice la proprietaria Serena Casini, 40 anni e un tono della voce allegro: "Si devono ordinare almeno due titoli e se non vengono in mente siamo noi libraie a sceglierli, cercando di basarci sui gusti del cliente. Sono i nostri "libri a sorpresa"". Serena racconta che sta andando bene la letteratura per ragazzi: "Le scuole sono chiuse e c'è chi viene a fare scorta. Poco fa è entrata una nonna e ne ha comprati sette. Per questo dal prossimo martedì lanceremo un gioco per bambini, "A colpi di libro". Una sfida a chi legge di più. Meglio scherzare in questa fase che piangersi addosso".
In effetti stanno sbucando come funghi iniziative divertite. Sem si è inventato un tour per gli scrittori chiamato "A debita distanza" (l'ironia del titolo non richiede spiegazioni). Dopo aver dovuto annullare tutte le grandi presentazioni, l'editore Riccardo Cavallero ha pensato di caricare lo scrittore rimasto solo in macchina e partire on the road portandolo di libreria in libreria. Un pellegrinaggio casareccio e pare molto divertente: un tête-à-tête dello scrittore con il libraio e pochi lettori. Il debutto è stato con Silvia Bottani, autrice di Il giorno mangia la notte: "Prima tappa a Parma, libreria Diari di bordo: in tutto cinque persone e un cabaret di cannoli. Alla fine abbiamo prodotto un video che rimbalza su Facebook".
Il libraio di Diari di Bordo si sta industriando: "Mi sono inventato l'hashtag #AmazonSaiz, per dire ai miei clienti di venire qui e lasciare perdere Amazon. Stanno rispondendo, oggi ho fatto sei spedizioni". Ieri Ricardo Franco Levi, il presidente dell'Associazione italiana editori, ha chiesto al governo misure urgenti per sostenere il settore editoriale: dalla detrazione fiscale degli acquisti dei libri alla carta cultura per i giovani (la cosiddetta app18), fino a un maggiore aiuto per l'acquisto dei testi scolastici.
Ma vale l'impegno giornaliero. Il libraio torinese Rocco Pinto, che non manca di fantasia (è lui che ha portato i libri nelle strade con Portici di carta), forse dice la cosa più saggia: "Alla fine saranno i libri a vincere, non noi. I libri non sono medicinali, non scadono. Dobbiamo solo avere pazienza".
La sera quando si abbassano le saracinesche, qualche libraio più sportivo sale su una bicicletta e consegna romanzi a domicilio. Altri hanno imparato a smanettare sui social, molti girano video fai-da-te. Rocco Pinto, la cui libreria Il Ponte sulla Dora in zona Borgo Rossini a Torino conta su una comunità di lettori fedelissimi, fa un appello agli scrittori: "Sosteneteci, contiamo su di voi. Un post come quello di Gianrico Carofiglio è oro. Perché non si uniscono altri scrittori? Alcuni lo hanno già fatto, ma dovrebbero essere di più". L'invito di Carofiglio era semplice: "Andiamo in libreria a comprare un libro".
Gli inciampi costringono a ingegnarsi e non è detto che non suggeriscano soluzioni da capitalizzare in futuro. Luca Allodi, libraio cinquantatreenne milanese, ha "optato per leggere libri via social". Non i classici, ma quelli in uscita, "per aiutare gli editori". La sua libreria si chiama Tempo ritrovato, è in Corso Garibaldi, ed ha il calore di un appartamento privato, mobili in legno, piccoli ambienti. "L'ultima settimana è stata dura, ma stiamo seminando, raccoglieremo i frutti più in là". Niente pianti, si riparte. Anche Andrea Gessner, che oltre ad essere publisher di Nottetempo fa il libraio, socio di maggioranza della libreria milanese Verso, racconta che per rilanciarsi usano le bici: "Consegniamo i libri a casa in bicicletta", dice divertito. Oltre a questo stanno ridisegnando le proposte in vetrina: "Proponiamo libri che possono colpire l'attenzione in questi giorni difficili. Oltre a Spillover, di cui si è molto parlato, stanno andando molto bene Chthulucene di Donna Haraway, o il saggio di Baptiste Morizot intitolato Sulla pista animale, in cui si riflette sul rapporto tra gli esseri umani e gli animali". C'è pure chi a Milano giura che non è così grave come sembra. Vittorio Graziani, della libreria Centofiori, zona Porta Venezia, quartiere benestante e colto, è in controtendenza: "Abbiamo registrato negli ultimi giorni un incremento del 30-40% delle vendite".
A Lodi invece, zona gialla, a confine con la rossa, libreria Sommaruga, "la situazione non è bella", racconta la libraria Alda Carisio, che restituisce un termometro emotivo delle letture in tempo di coronavirus: "Nei primi giorni i clienti cercavano libri come Cecità di Saramago o La Peste di Camus, ora vogliono gialli, romanzi che li facciano svagare. Chiedono leggerezza, come il thriller Il regno delle ombre di Louise Penny". Alda si industria, consiglia titoli su Facebook, sostituisce il contatto fisico con i messaggi online, raccoglie prenotazioni sui social. Sulla pagina Facebook della Libreria Volante di Lecco appare una foto promozionale, c'è scritto: "La libreria volante a domicilio".
L'iniziativa è partita due giorni fa: "Portiamo libri a casa come le pizze", dice la proprietaria Serena Casini, 40 anni e un tono della voce allegro: "Si devono ordinare almeno due titoli e se non vengono in mente siamo noi libraie a sceglierli, cercando di basarci sui gusti del cliente. Sono i nostri "libri a sorpresa"". Serena racconta che sta andando bene la letteratura per ragazzi: "Le scuole sono chiuse e c'è chi viene a fare scorta. Poco fa è entrata una nonna e ne ha comprati sette. Per questo dal prossimo martedì lanceremo un gioco per bambini, "A colpi di libro". Una sfida a chi legge di più. Meglio scherzare in questa fase che piangersi addosso".
In effetti stanno sbucando come funghi iniziative divertite. Sem si è inventato un tour per gli scrittori chiamato "A debita distanza" (l'ironia del titolo non richiede spiegazioni). Dopo aver dovuto annullare tutte le grandi presentazioni, l'editore Riccardo Cavallero ha pensato di caricare lo scrittore rimasto solo in macchina e partire on the road portandolo di libreria in libreria. Un pellegrinaggio casareccio e pare molto divertente: un tête-à-tête dello scrittore con il libraio e pochi lettori. Il debutto è stato con Silvia Bottani, autrice di Il giorno mangia la notte: "Prima tappa a Parma, libreria Diari di bordo: in tutto cinque persone e un cabaret di cannoli. Alla fine abbiamo prodotto un video che rimbalza su Facebook".
Il libraio di Diari di Bordo si sta industriando: "Mi sono inventato l'hashtag #AmazonSaiz, per dire ai miei clienti di venire qui e lasciare perdere Amazon. Stanno rispondendo, oggi ho fatto sei spedizioni". Ieri Ricardo Franco Levi, il presidente dell'Associazione italiana editori, ha chiesto al governo misure urgenti per sostenere il settore editoriale: dalla detrazione fiscale degli acquisti dei libri alla carta cultura per i giovani (la cosiddetta app18), fino a un maggiore aiuto per l'acquisto dei testi scolastici.
Ma vale l'impegno giornaliero. Il libraio torinese Rocco Pinto, che non manca di fantasia (è lui che ha portato i libri nelle strade con Portici di carta), forse dice la cosa più saggia: "Alla fine saranno i libri a vincere, non noi. I libri non sono medicinali, non scadono. Dobbiamo solo avere pazienza".