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Seneca 

Niente paura, diventate stoici. Ecco come

Due studiosi italiani hanno riassunto la visione del mondo che fu di Epitteto e di Seneca in 52 esercizi spirituali. Abbiamo provato a seguirli, in questi giorni di  “distanziamento sociale”: può funzionare
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"Ti insegno io a vivere!". Ecco una apostrofe che non promette nulla di buono. E se uno non volesse imparare a vivere? Poniamo tuttavia che volesse farlo, e magari con un libro. Si può e non da oggi, per esempio leggendo un classico del pensiero stoico, perfetto per questi tempi di coronavirus: il Manuale di Epitteto, compilato dal suo discepolo Arriano, tradotto in italiano da Leopardi che per parte sua sembra non aver fatto tesoro degli insegnamenti del Saggio. Però ci si può provare con una versione aggiornata, e con esercizi, di durata settimanale, dunque 52, seguendo Massimo Pigliucci e Gregory Lopez, e il loro Stoicismo. Esercizi spirituali per un anno, pubblicato da Garzanti.

La dieta funziona così: leggere la lezione la domenica, esercitarsi nel corso della settimana, la domenica successiva fare l’esame di coscienza e passare alla lezione successiva. L’idea non è affatto cattiva, se non altro perché in un’e…
"Ti insegno io a vivere!". Ecco una apostrofe che non promette nulla di buono. E se uno non volesse imparare a vivere? Poniamo tuttavia che volesse farlo, e magari con un libro. Si può e non da oggi, per esempio leggendo un classico del pensiero stoico, perfetto per questi tempi di coronavirus: il Manuale di Epitteto, compilato dal suo discepolo Arriano, tradotto in italiano da Leopardi che per parte sua sembra non aver fatto tesoro degli insegnamenti del Saggio. Però ci si può provare con una versione aggiornata, e con esercizi, di durata settimanale, dunque 52, seguendo Massimo Pigliucci e Gregory Lopez, e il loro Stoicismo. Esercizi spirituali per un anno, pubblicato da Garzanti.

La dieta funziona così: leggere la lezione la domenica, esercitarsi nel corso della settimana, la domenica successiva fare l’esame di coscienza e passare alla lezione successiva. L’idea non è affatto cattiva, se non altro perché in un’epoca in cui il web sa tutto di me non si vede perché io dovrei rimanere ignoto a me stesso.
Ci ho provato ma ho bluffato perché avrei dovuto incominciare un anno fa, mentre ho concentrato tutto in una settimana, libera e priva di impegni grazie alla chiusura della mia università in seguito al coronavirus (ecco un primo problema del manuale: è facilissimo da seguire in un monastero, o nel sanatorio de La montagna incantata, o quando si è chiusi in casa per un’epidemia, molto meno nella vita normale).

Domenica
Scopri che cosa è veramente sotto il tuo controllo e cosa non lo è.
Vediamo. Il corso generale del mondo probabilmente no (anche se ci sono paranoici che sono convinti del contrario). La mia famiglia nemmeno, e non è chiaro che cosa possa significare avere sotto controllo la propria famiglia. Quello che ordino al ristorante? Non è sicuro, perché scelgo tra un numero predeterminato di piatti, e inoltre ho la tendenza a imitare le scelte dei miei vicini. E poi c’è l’annosa questione del libero arbitrio: se ogni mio atto dipende da stati precedenti, nulla è davvero sotto il mio controllo; è il bello della psicoanalisi: tutto dipende dai genitori, che a loro volta dipendono dai nonni, eccetera. No, nulla è davvero sotto il mio controllo, e sarei curioso di conoscere il mandante di quello che faccio.

Lunedì
Concentrati su ciò che è completamente sotto il tuo controllo.
Per i motivi esposti ieri, ho poco su cui concentrarmi. Cercherò, nei limiti del possibile, di limitare i danni di comportamenti compulsivi indotti da agenti esterni (Società, Storia, Capitale, Cattive Compagnie).

Martedì
Adotta un punto di vista esterno.
«Chi è quel fesso?». «Sei tu». Gli esseri umani hanno una comprensibile inclinazione a considerarsi delle eccezioni (gli altri non possono posteggiare in terza fila, io sì) e guardare a sé stessi come a degli altri è estremamente salutare. Mi sentirei di raccomandare questa pratica a tutti, tranne ovviamente a me.

Mercoledì
Adotta il punto di vista di un altro.
È una variante del precedente, ma con una sottigliezza che lo rende piccante e assurdo. Immaginiamo Lui, Lei, l’Altro. Lei ride alle battute dell’Altro e non a quelle di Lui, ma Lui è contento perché ha assunto il punto di vista dell’Altro. In teoria può essere istruttivo (leggere un romanzo è in genere assumere il punto di vista di un altro), in pratica è una sofferenza inutile.

Giovedì
Rinforzati sottoponendoti a piccole privazioni fisiche.
Quando vedo uno che pedala in montagna, o anche semplicemente uno che corre all’alba, so che non ce la potrei mai fare. Ma ho smesso di fumare quattordici anni fa, ho detto addio agli aperitivi da due anni, salto i pasti per sentirmi un anacoreta e fare impressione sul prossimo. Mi sono rinforzato? Indubbiamente sì. Dopotutto, l’orrore di Kurtz in Cuore di tenebra nasce dal fatto che lui passa in rassegna le sue tentazioni e le sue rese. Il bello di questo esercizio sta tutto qui, nell’idea di obbedire a una regola che ci siamo dati noi stessi. Quanto più ubbidiamo, tanto più comandiamo: ascetismo e volontà di potenza hanno entrambi la loro parte, mentre nel sinistro «ascolta il tuo corpo» di moda nel secolo scorso eravamo in balia di un estraneo di cui non necessariamente capivamo i messaggi.

Venerdì
Previsioni di avversità future.
Su questo era specialista mia madre, da quando è morta sono meno preparato. Per inciso, quando è morta ho detto (esattamente come consiglia Seneca) «me l’aspettavo», e non è servito a niente. Il che mi induce a dubitare della bontà di questo esercizio, che rovina i momenti belli senza addolcire quelli brutti.

Sabato
Adotta un punto di vista (molto) più ampio.
Può davvero essere utilissimo, generando un salutare distacco dal qui-e-ora. Non si dimentichi però che l’ampiezza del punto di vista può creare dissonanze cognitive (a dir poco). Dal punto di vista del virus, questo è un gran momento. E, per inciso, anche la più grande catastrofe ecologica sarà un gran momento per le forme di vita che saranno adatte al nuovo ambiente (e ce ne saranno di sicuro).

Domenica
Ovviamente, il corso accelerato di stoicismo che ho proposto perde l’essenziale della proposta del libro, ossia l’esercizio protratto, l’abitudine come fonte di virtù. Ed è per questo che raccomando il libro esattamente come raccomando le diete, gli esercizi di Ignazio di Loyola, ed ogni forma di buona abitudine.
Da una parte, è ovvio, c’è un lieve sentore di comma 22: se riesci a seguire i precetti di questo libro, non ne hai bisogno; ma se davvero ne hai bisogno, non riuscirai a seguirli. Non dimentichiamo tuttavia quanto grandi possano essere le risorse dell’educazione, della creazione e manutenzione di una seconda natura, e di quanto vero, dopotutto, sia il principio «pregate, pregate: la fede seguirà».