Il ricordo dell'unica visita nella capitale del papà di Asterix, scomparso il 24 marzo a 92 anni
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Sono riuscito a portare Albert Uderzo a Romics nel 2003, quando aveva 76 anni, e fu una bellissima avventura. La macchina organizzativa della manifestazione supportò pienamente il progetto, sapendo che riuscire ad averlo era davvero un’impresa. Chi seguiva gli affari di Uderzo era esigentissimo, e lui non accettava da tempo inviti in nessun festival del mondo. Però fummo costanti e collaborativi. Con Sabrina Perucca (allora a capo dell’organizzazione) andai a una riunione nella sede dell’Éditions Albert René, che Uderzo aveva fondato due anni dopo la morte di René Goscinny. La sede è ancora oggi in Rue Victor Hugo, a due passi dall’Arco di Trionfo. Si decise che la mostra a lui dedicata non avrebbe avuto originali, semplicemente perché non sarebbe stato possibile per l’alto valore dei pezzi. Al loro posto stampe di altissima qualità, che avrebbero comunque rilevato tutti i segni della lavorazione. Prevedemmo anche tutta una serie di iniziative da realizzare durante le giornate di Romics, in onore di questo ospite illustre. Poi lo andammo a trovare a casa sua, dove lo intervistai e, con il suo permesso, girai anche un video (chissà dov’è).
Viveva appena fuori Parigi, a Neuilly, in una villa a tre piani con l’ascensore interno. Arredata all’italiana, con tante credenze a vetro e oggetti dentro, non sempre attinenti alla sua attività. Mostrando il suo studio, luminosissimo, ci tenne a dire che ormai era un luogo che frequentava di rado. Fuori un garage multipiano che gli permetteva di custodire le tante Ferrari, la sua passione.
Venne a Romics con suo genero, che a quel tempo gli faceva da agente, e all’inizio andò tutto bene. Partecipò con grandi sorrisi il giovedì all’inaugurazione della mostra e poi alla conferenza stampa organizzata all’interno di un hotel a via del Corso. Poi il venerdì mattina a un incontro pubblico condotto dai generosissimi Lillo e Greg (che accettarono incantati all’idea di conoscerlo) Uderzo disegnò su un grande blocco sul palco, sorridente e disponibile, anche se all’inizio ci avevano detto che non l’avrebbe fatto mai. Nel pomeriggio andammo dall’allora sindaco Walter Veltroni che ci accolse con grande ospitalità nel suo luogo di lavoro. Il creatore di Asterix non credeva ai suoi occhi ammirando le meraviglie del Foro Romano dalla finestra del primo cittadino. Eppure non tutto filò liscio.