Una matita ci salverà
Luca Valtorta , di LUCA VALTORTAIllustratori, fumettisti, autori ormai classici o emergenti. Formano l’esercito di supereroi che ha risposto alla chiamata di Robinson, armato di sola creatività. Eccoli
Ma come si fa a combattere la paura, l’angoscia persino la rabbia che, silenziosa, senza che neanche ce ne accorgiamo scava dentro di noi? Siamo reclusi. Ma c’è qualcosa che ci ha sempre permesso di andare lontano anche se costretti tra quattro mura: il pensiero è ciò che ci rende diversi. Il pensiero che diventa parole, un libro, un quadro, un film, un fumetto. Riscopriamo che di questi tempi le cose più semplici come la scrittura e il disegno sono le più potenti. Non costano quasi nulla: una matita, dei fogli, colori. Il fumetto, che mette insieme disegno e parola, è un mezzo straordinario per comunicare: arriva a tutti e può essere molto veloce ma anche raffinato e complesso. Ecco l’idea.
Diamo ai lettori di Robinson, diamo a noi stessi qualcosa che ci possa aiutare, fare riflettere o far viaggiare in mondi lontani o persino farci ridere, qualcosa che possa arrivare subito al cuore e al cervello, che parli un lingu…
Diamo ai lettori di Robinson, diamo a noi stessi qualcosa che ci possa aiutare, fare riflettere o far viaggiare in mondi lontani o persino farci ridere, qualcosa che possa arrivare subito al cuore e al cervello, che parli un lingu…
Ma come si fa a combattere la paura, l’angoscia persino la rabbia che, silenziosa, senza che neanche ce ne accorgiamo scava dentro di noi? Siamo reclusi. Ma c’è qualcosa che ci ha sempre permesso di andare lontano anche se costretti tra quattro mura: il pensiero è ciò che ci rende diversi. Il pensiero che diventa parole, un libro, un quadro, un film, un fumetto. Riscopriamo che di questi tempi le cose più semplici come la scrittura e il disegno sono le più potenti. Non costano quasi nulla: una matita, dei fogli, colori. Il fumetto, che mette insieme disegno e parola, è un mezzo straordinario per comunicare: arriva a tutti e può essere molto veloce ma anche raffinato e complesso. Ecco l’idea.
Diamo ai lettori di Robinson, diamo a noi stessi qualcosa che ci possa aiutare, fare riflettere o far viaggiare in mondi lontani o persino farci ridere, qualcosa che possa arrivare subito al cuore e al cervello, che parli un linguaggio trasversale per sesso, per età, per intelligenza. Qualcosa di bello. Per questo abbiamo deciso di dedicare questo numero al fumetto.
Realizzarlo è stato un altro viaggio: complicato, affascinante, bellissimo. Ha voluto dire contattare uno per uno gli artisti che hanno partecipato e anche molti altri che non vedrete su queste pagine, ma magari più in là. Quelli che non ci sono non l’hanno fatto per snobismo, ma semplicemente perché non se la sono sentita in questo momento, perché di fronte a quello che sta succedendo non riuscivano a trovare le parole, i disegni. Altri invece, pur magari incerti all’inizio, hanno trovato l’idea folgorante, qualcuno subito, qualcuno all’ultimo momento.
Qualcuno ha fatto tre invii diversi trovando cose che gli apparivano migliori o perché voleva seguire l’evoluzione degli avvenimenti che cambiano, purtroppo drammaticamente, di giorno in giorno, di ora in ora. Noi da parte nostra avevamo solo una parola: “Resistere”. Siamo partiti da questo. A volte abbiamo ragionato insieme agli artisti cercando una chiave insieme ma sempre partendo da questo termine che per il nostro Paese ha un significato particolarmente importante. Resistere.
Così è successo con Lorenzo Mattotti, l’artista che firma questa copertina di Robinson, uno degli autori più importanti dell’illustrazione italiana e internazionale. Sono sue molte copertine del più raffinato dei giornali, il New Yorker: «Mattotti è molto prezioso per il New Yorker e anche per me» , raccontava Françoise Mouly, art director della rivista dal 1993 e moglie di un altro grande artista, Art Spiegelman. «Pochi hanno eguagliato la sua opera: più di trenta copertine pubblicate nell’arco di ventisette anni che hanno coperto le tematiche più disparate nel suo stile inconfondiblie».
All’inizio anche lui era dubbioso, diceva, dal suo studio di Parigi che si trova a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. Ma neanche un’ora dopo arriva un messaggio: «Ecco la mia idea per Robinson: un’immagine che sembra un quadro metafisico fuso con una copertina pulp di fumetti, un’immagine buzzatiana. Lotta tra due Titani. Il Virus e la Sanità! Intorno piccole persone alle finestre o colpite dal liquido Virusiano. Tutto in una piazza italiana. Non mi sembra male come idea». Accludeva un bozzetto fantastico.
Una cosa simile è avvenuta con Milo Manara. All’inizio temeva di non avere una buona idea e poi invece, improvvisamente: «Ho pensato di mandare un messaggio ai più giovani come i miei nipoti che sono quelli che soffrono di più per lo stare in casa. Per farlo ho pensato al concetto di “fascinazione” che per loro sono i ritrovi collettivi: la discoteca, lo spritz. A simboleggiarla mi è venuto in mente il Pifferaio di Hamelin, una storia probabilmente medioevale, con un riferimento alle pestilenze con il Pifferaio che con il suono del suo flauto porta via tutti i bambini della città. Il rischio è anche che poi, passata la bufera, dimentichiamo tutto e rifacciamo gli stessi errori: tagliare la sanità, licenziare la gente e così via...» .
E poi, lo vedete qui sopra, c’è lo splendido astronauta di LRNZ alias Lorenzo Ceccotti che ci ammonisce a non smettere di comunicare o l’infermiera di Tanino Liberatore, così umana nel suo fare una cosa che non si dovrebbe, fumare una sigaretta in una pausa del suo lavoro massacrante, e anche così sensuale nella sua normalità. E ancora il Ken Parker, di Berardi e Milazzo, simbolo di libertà. Per non parlare dell’inquietante panorama di José Muñoz: l’ha intitolato, appunto, Resistenza: «è un antidoto spirituale che respira salute». Dobbiamo ringraziare il nostro critico di lunga data, Luca Raffaelli, se abbiamo avuto accesso a questi e altri autori.
E poi c’è Tiziano Sclavi che ha voluto scendere in campo in prima persona con il suo Dylan Dog e la Bonelli tutta che ha messo in campo anche Zagor che con la sua scure fa a pezzi il virus. Il Paperino del grande Cavazzano che prende a calci il virus e il sempre intelligente e divertente Zerocalcare, la Silvia Ziche di Lucrezia, Vittorio Giardino che ha avuto come una premonizione, Diabolik e Ginko per una volta uniti, Vanna Vinci con la Bambina Filosofica, gli autori di Repubblica, Altan, Bucchi e Mannelli.
E per i più giovani: Sio, il Lupo Alberto di Silver, la Schiappa. E poi tanti altri, più di cinquanta, che hanno disegnato e scritto per una causa comune. Ecco qui dunque questo numero speciale dedicato a voi lettori, dedicato a noi tutti. Andiamo avanti. Resistiamo. Vinceremo.
Diamo ai lettori di Robinson, diamo a noi stessi qualcosa che ci possa aiutare, fare riflettere o far viaggiare in mondi lontani o persino farci ridere, qualcosa che possa arrivare subito al cuore e al cervello, che parli un linguaggio trasversale per sesso, per età, per intelligenza. Qualcosa di bello. Per questo abbiamo deciso di dedicare questo numero al fumetto.
Realizzarlo è stato un altro viaggio: complicato, affascinante, bellissimo. Ha voluto dire contattare uno per uno gli artisti che hanno partecipato e anche molti altri che non vedrete su queste pagine, ma magari più in là. Quelli che non ci sono non l’hanno fatto per snobismo, ma semplicemente perché non se la sono sentita in questo momento, perché di fronte a quello che sta succedendo non riuscivano a trovare le parole, i disegni. Altri invece, pur magari incerti all’inizio, hanno trovato l’idea folgorante, qualcuno subito, qualcuno all’ultimo momento.
Qualcuno ha fatto tre invii diversi trovando cose che gli apparivano migliori o perché voleva seguire l’evoluzione degli avvenimenti che cambiano, purtroppo drammaticamente, di giorno in giorno, di ora in ora. Noi da parte nostra avevamo solo una parola: “Resistere”. Siamo partiti da questo. A volte abbiamo ragionato insieme agli artisti cercando una chiave insieme ma sempre partendo da questo termine che per il nostro Paese ha un significato particolarmente importante. Resistere.
Così è successo con Lorenzo Mattotti, l’artista che firma questa copertina di Robinson, uno degli autori più importanti dell’illustrazione italiana e internazionale. Sono sue molte copertine del più raffinato dei giornali, il New Yorker: «Mattotti è molto prezioso per il New Yorker e anche per me» , raccontava Françoise Mouly, art director della rivista dal 1993 e moglie di un altro grande artista, Art Spiegelman. «Pochi hanno eguagliato la sua opera: più di trenta copertine pubblicate nell’arco di ventisette anni che hanno coperto le tematiche più disparate nel suo stile inconfondiblie».
All’inizio anche lui era dubbioso, diceva, dal suo studio di Parigi che si trova a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. Ma neanche un’ora dopo arriva un messaggio: «Ecco la mia idea per Robinson: un’immagine che sembra un quadro metafisico fuso con una copertina pulp di fumetti, un’immagine buzzatiana. Lotta tra due Titani. Il Virus e la Sanità! Intorno piccole persone alle finestre o colpite dal liquido Virusiano. Tutto in una piazza italiana. Non mi sembra male come idea». Accludeva un bozzetto fantastico.
Una cosa simile è avvenuta con Milo Manara. All’inizio temeva di non avere una buona idea e poi invece, improvvisamente: «Ho pensato di mandare un messaggio ai più giovani come i miei nipoti che sono quelli che soffrono di più per lo stare in casa. Per farlo ho pensato al concetto di “fascinazione” che per loro sono i ritrovi collettivi: la discoteca, lo spritz. A simboleggiarla mi è venuto in mente il Pifferaio di Hamelin, una storia probabilmente medioevale, con un riferimento alle pestilenze con il Pifferaio che con il suono del suo flauto porta via tutti i bambini della città. Il rischio è anche che poi, passata la bufera, dimentichiamo tutto e rifacciamo gli stessi errori: tagliare la sanità, licenziare la gente e così via...» .
E poi, lo vedete qui sopra, c’è lo splendido astronauta di LRNZ alias Lorenzo Ceccotti che ci ammonisce a non smettere di comunicare o l’infermiera di Tanino Liberatore, così umana nel suo fare una cosa che non si dovrebbe, fumare una sigaretta in una pausa del suo lavoro massacrante, e anche così sensuale nella sua normalità. E ancora il Ken Parker, di Berardi e Milazzo, simbolo di libertà. Per non parlare dell’inquietante panorama di José Muñoz: l’ha intitolato, appunto, Resistenza: «è un antidoto spirituale che respira salute». Dobbiamo ringraziare il nostro critico di lunga data, Luca Raffaelli, se abbiamo avuto accesso a questi e altri autori.
E poi c’è Tiziano Sclavi che ha voluto scendere in campo in prima persona con il suo Dylan Dog e la Bonelli tutta che ha messo in campo anche Zagor che con la sua scure fa a pezzi il virus. Il Paperino del grande Cavazzano che prende a calci il virus e il sempre intelligente e divertente Zerocalcare, la Silvia Ziche di Lucrezia, Vittorio Giardino che ha avuto come una premonizione, Diabolik e Ginko per una volta uniti, Vanna Vinci con la Bambina Filosofica, gli autori di Repubblica, Altan, Bucchi e Mannelli.
E per i più giovani: Sio, il Lupo Alberto di Silver, la Schiappa. E poi tanti altri, più di cinquanta, che hanno disegnato e scritto per una causa comune. Ecco qui dunque questo numero speciale dedicato a voi lettori, dedicato a noi tutti. Andiamo avanti. Resistiamo. Vinceremo.