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Giulio Savelli (1941-2020) 

Savelli: porci, ali e rivoluzione

È morto a Roma l’editore che tra gli anni Sessanta e Settanta pubblicò la sinistra alternativa e i libri della controcultura
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È morto ieri a Roma, a 78 anni, Giulio Savelli. Tra gli anni Sessanta e i Settanta aveva dato vita a una casa editrice alternativa, come si amava dire allora, prima con Giuseppe Paolo Samonà (la Samonà e Savelli, appunto) e poi da solo. Si appoggiavano per la distribuzione alla Nuova Italia che allora aveva la sua sede romana in viale Carso, mentre Savelli (lo ricordano i libri stampati allora) si appoggiava alla Libreria Internazionale Terzo Mondo che aveva sede in via Chinotto, praticamente all’angolo con viale Carso ed è la stessa strada in cui, al numero otto andrà molti anni dopo ad abitare Manganelli.

Il primo libro della Samonà e Savelli che comprai, era Scrittori e popolo di Alberto Asor Rosa, già alla seconda edizione nel ’66. Lo presi in una libreria di via Fabio Massimo e il libraio mi disse. «Va via come il pane!». Ripubblicando il suo saggio nel 2015 da Einaudi, Asor Rosa ricordava il numero molto a…
È morto ieri a Roma, a 78 anni, Giulio Savelli. Tra gli anni Sessanta e i Settanta aveva dato vita a una casa editrice alternativa, come si amava dire allora, prima con Giuseppe Paolo Samonà (la Samonà e Savelli, appunto) e poi da solo. Si appoggiavano per la distribuzione alla Nuova Italia che allora aveva la sua sede romana in viale Carso, mentre Savelli (lo ricordano i libri stampati allora) si appoggiava alla Libreria Internazionale Terzo Mondo che aveva sede in via Chinotto, praticamente all’angolo con viale Carso ed è la stessa strada in cui, al numero otto andrà molti anni dopo ad abitare Manganelli.

Il primo libro della Samonà e Savelli che comprai, era Scrittori e popolo di Alberto Asor Rosa, già alla seconda edizione nel ’66. Lo presi in una libreria di via Fabio Massimo e il libraio mi disse. «Va via come il pane!». Ripubblicando il suo saggio nel 2015 da Einaudi, Asor Rosa ricordava il numero molto alto di ristampe che aveva avuto quel suo saggio cinquant’anni prima. «Non ho mai saputo quante siano state a causa della difficoltà di quella piccola casa editrice di far fronte ai diritti d’autore».

Giulio Savelli avrebbe poi avuto una sua parabola politica: dal Pci che lasciò per aver pubblicato la rivista La Sinistra, diretta da Lucio Colletti, approdò molti anni dopo a Forza Italia, ma siamo già in un’altra epoca. Per dire che l’epoca vera di Savelli e delle sue edizioni era stata quella degli anni Sessanta e Settanta, così ricchi di progetti (anche sballati) e di rivoluzioni culturali piccole e grandi. Sono gli anni in cui matura una diversa cultura sessuale, sono gli anni in cui Savelli pubblica un altro libro molto fortunato: Porci con le ali di Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice. Ma chi fossero gli autori si seppe dopo: all’inizio il libro era anonimo, firmato da Rocco e Antonia.

Era il ’76: nasceva questo giornale, proprio col proposito di parlare ai giovani, alle donne, agli intellettuali… Di Porci con le ali scrisse Beniamino Placido, non ricordo se in concomitanza con l’uscita o in occasione di una delle tante ristampe. Lidia Ravera ha detto una volta di aver perso il conto delle prefazioni che ha dovuto scrivere nel corso del tempo (Marco Lombardo Radice è scomparso troppo presto). Anche la collana in cui uscì Porci con ali aveva avuto successo: si chiamava “Il pane e le rose”. L’aveva progettata Dino Audino, allora direttore editoriale della Savelli. Fu proprio Audino a spostare l’asse degli interessi dalla politica pura ai nuovi temi cari al mondo giovanile di allora. Sesso e musica.

Ma non bisogna dimenticare che il punto di forza dell’editore era stato nel ’70 un volume dedicato alla strage di Piazza Fontana. Il titolo della controinchiesta era eloquentissimo: La strage di Stato. In copertina figuravano due carabinieri di spalle e una piccola foto dell’anarchico Pietro Valpreda. E punto di forza erano stati anche i “sacri testi” di Che Guevara, Lenin, Castro, Trotskij…

I libri pubblicati furono oltre un migliaio. Con stagioni diverse, come si è detto. Quando arrivò Audino, se non ricordo male, si allargò lo spazio dedicato alla musica con la collana “La chitarra, il pianoforte e il potere”, che pubblicò anche un libro di Gino Castaldo. Se il potere era la grande ossessione, il concetto chiave per minarlo alla base era la cultura alternativa.

Nel ’74 fu tradotto in italiano un libro svedese intitolato Il libro di storia, una sorta di controstoria del mondo a fumetti che doveva allietare i bambini rivoluzionari e naturalmente gli adulti che li allevavano. Nel ’73 era uscito anche L’ammazzapreti. Canti satirici e anticlericali. A quanto pare il primo libro venduto in Italia accompagnato da un disco sonoro. Particolare curioso: la famiglia Savelli aveva un noto negozio di articoli religiosi dalle parti del Vaticano. Ebbe un certo successo anche l’antologia intitolata Poesie e realtà 1945-1975 curata da Giancarlo Majorino. Poesia, ma anche cinema. Dal '71 si pubblica la rivista Ombre rosse diretta da Goffredo Fofi.

Durante gli anni Settanta, Savelli appoggiò le iniziative di Stampa Alternativa, realizzando una collana di Controcultura, ricca di opuscoli monotematici. Savelli chiuse i battenti nel 1982, per problemi economici, dopo aver navigato i mari molto mossi di un ventennio.