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(ansa)

Il bivio decisivo per l’America di Trump

Il nuovo saggio di Massimo Teodori aiuta  a capire meglio i termini del confronto tra il presidente e lo sfidante, il democratico Joe Biden, alle prossime elezioni americane di novembre. Un momento cruciale per tutto l'Occidente
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Mancano meno di sei mesi al 3 novembre 2020, una data cerchiata in rosso in tutte le cancellerie del mondo. Quel giorno sapremo (salvo imprevedibili colpi di scena) se Donald J. Trump guiderà o meno per altri quattro anni gli Stati Uniti d'America. Quanto accadrà nella nazione più potente e più ricca del mondo interessa (volenti o nolenti) tutti noi - perlomeno chi vive in quello che viene definito Occidente - perché il risultato della sfida per la Casa Bianca condizionerà questioni decisive per il pianeta Terra: rapporti di forza tra superpotenze, economia e finanza, sfida globale al cambiamento climatico, lotta contro le diseguaglianze sociali, sviluppo di Intelligenza Artificiale e nuove tecnologie.

Per accompagnarci verso quel primo martedì di novembre, per farci capire meglio i termini di una tenzone che vedrà opposto a The Donald il democratico Joe Biden (per otto anni vicepresidente con Barack Obama), per spiegare com…
Mancano meno di sei mesi al 3 novembre 2020, una data cerchiata in rosso in tutte le cancellerie del mondo. Quel giorno sapremo (salvo imprevedibili colpi di scena) se Donald J. Trump guiderà o meno per altri quattro anni gli Stati Uniti d'America. Quanto accadrà nella nazione più potente e più ricca del mondo interessa (volenti o nolenti) tutti noi - perlomeno chi vive in quello che viene definito Occidente - perché il risultato della sfida per la Casa Bianca condizionerà questioni decisive per il pianeta Terra: rapporti di forza tra superpotenze, economia e finanza, sfida globale al cambiamento climatico, lotta contro le diseguaglianze sociali, sviluppo di Intelligenza Artificiale e nuove tecnologie.

Per accompagnarci verso quel primo martedì di novembre, per farci capire meglio i termini di una tenzone che vedrà opposto a The Donald il democratico Joe Biden (per otto anni vicepresidente con Barack Obama), per spiegare come è cambiata l'America - nell'ultimo secolo mai cosi divisa come oggi - sarà utile leggere l'ultimo libro di Massimo Teodori, storico, saggista e uno dei maggiori esperti italiani sugli Usa (professore di Storia e Istituzioni degli Stati Uniti, oltre ad aver passato tre legislature a Montecitorio come deputato radicale).

Ne Il genio americano (edizioni Rubbettino) l'autore fin dal sottotitolo ("Sconfiggere Trump e la pandemia globale") dichiara apertamente da che parte sia schierato. Ci spiega come l'attuale presidente Usa - abusando del proprio potere - abbia allontanato gli Stati Uniti dalla tradizione liberale, di come il "nativismo populista" di "America First" abbia accentuato le diseguaglianze sociali, di come la sua spregiudicatezza abbia provocato nell'era della pandemia Covid 19 nuovi egoismi individuali e di come abbia accentuato divisioni difficili da sanare. Teodori non tace gli errori del passato. "La storia degli Stati Uniti è costellata da pagine oscure in cui sono stati negati i diritti e le libertà individuali, valga per tutte la schiavitù". Ma accanto alle pagine disonorevoli "che hanno costellato l'ascesa dell'America (si pensi al massacro dei nativi indiani)" si sono creati diversi antidoti contro le tentazioni di ogni tipo di autoritarismo. Sono questi antidoti - Rule of Law, Checks and Balances, Bill of Rights - i capisaldi del sistema politico-istituzionale che insieme al presidenzialismo hanno creato quel "genio americano" che ha dato titolo al libro.

Partendo proprio dal presidenzialismo, "governo forte ma democratico", che ha funzionato per oltre due secoli come "cuore e simbolo dell'America stessa", l'autore racconta "il prodigio" delle elezioni presidenziali "che si sono ripetute senza alcuna interruzione, né per le guerre, né per le catastrofi naturali, né per le crisi sociali, economiche e politiche". Una Costituzione e un presidenzialismo che hanno avuto una "durata bisecolare", ancora più straordinaria se la mettiamo a confronto con le rivoluzioni liberali e democratiche che hanno abbattuto gli ancien régime e gli assetti statali dell'Europa più volte trasformata da rivoluzioni e guerre: "Basta ricordare che nello stesso periodo in cui è durata la Costituzione americana, la Francia ha attraversato due imperi e cinque diverse repubbliche; la Germania si è unificata, divisa e riunificata passando attraverso regimi democratici e autoritari, e l'Italia ha perfezionato l'unità nazionale di rito liberale e, in successione, è stata retta da un regime monarchico, una dittatura fascista e infine dall'attuale repubblica".

La tesi di fondo de Il genio americano, che è insieme un dettagliato saggio storico e un'analisi divulgativa dell'America ai tempi di The Donald, è che oggi ci troviamo di fronte a un bivio decisivo.
Rieleggendo Donald Trump gli Stati Uniti rischiano di trasformare stabilmente in senso autoritario il sistema politico-istituzionale americano; votando per Biden dimostreranno che la "politica illiberale" di questi ultimi anni può essere ribaltata. In nome dei valori migliori degli Stati Uniti d'America.

Il genio americano di Massimo Teodori (pagg. 132, euro 14) è edito da Rubbettino