Cosa ci raccontano gli sfondi d'arte dietro i leader collegati in tv
Lorenzo Madaro , di LORENZO MADAROUn docente dell'Accademia di belle arti di Bologna sta analizzando le stampe e i quadri di leader e opinionisti: dal disegno firmato Christo di Briatore al post-impressionismo di Salvini
Da Matteo Salvini a Flavio Briatore: da oltre due mesi politici e opinionisti appaiono in tv con un'opera d'arte alle proprie spalle. Si spazia da un campo di papaveri dipinto da un anonimo pittore vernacolare a una sofisticata opera su carta dell'artista internazionale Christo; da una stampa fotografica dagli echi caraibici a un grande bassorilievo argentato.
Non è una mostra collettiva - anche se potrebbe diventarlo, come esperimento puramente sociologico e antropologico - ma il palinsesto visuale che milioni di italiani possono osservare, puntualmente, alle loro spalle di tutti loro. E spesso non è un bel vedere. Dall'avvio della pandemia i leader e non solo appaiono infatti in tv con dirette dai loro appartamenti, con fondali pittorici a volte colorati ed eccentrici, altri più sobri. Spesso, però, improbabili. Lo conferma Maurizio Finotto, artista e docente di Linguaggi e tecniche dell'audiovisivo all'Accademia di belle arti di…
Da Matteo Salvini a Flavio Briatore: da oltre due mesi politici e opinionisti appaiono in tv con un'opera d'arte alle proprie spalle. Si spazia da un campo di papaveri dipinto da un anonimo pittore vernacolare a una sofisticata opera su carta dell'artista internazionale Christo; da una stampa fotografica dagli echi caraibici a un grande bassorilievo argentato.
Non è una mostra collettiva - anche se potrebbe diventarlo, come esperimento puramente sociologico e antropologico - ma il palinsesto visuale che milioni di italiani possono osservare, puntualmente, alle loro spalle di tutti loro. E spesso non è un bel vedere. Dall'avvio della pandemia i leader e non solo appaiono infatti in tv con dirette dai loro appartamenti, con fondali pittorici a volte colorati ed eccentrici, altri più sobri. Spesso, però, improbabili. Lo conferma Maurizio Finotto, artista e docente di Linguaggi e tecniche dell'audiovisivo all'Accademia di belle arti di Bologna, che sta costruendo un archivio in progress con queste immagini dall'alto valore simbolico: "Nel momento in cui scelgono di farsi vedere con quella determinata opera alla parete, precisano un gusto, una scelta che diventa estetica e culturale", avverte.
In principio c'è stato Salvini, che già a marzo si è fatto intervistare a più riprese con alle spalle una tela di un anonimo post-impressionista dei nostri tempi: cinque casette sul fondo e un gioioso campo di papaveri al tramonto. Una ventata di ottimismo nazional-popolare, quindi, mentre in tempi recenti, alle sue spalle, campeggiano due grandi dipinti, uno figurativo, l'altro astratto. E si rimpiangono i tempi in cui nelle case abbondavano i poster con le fotografie dei capolavori della storia dell'arte, al centro di una educazione estetica.
"Le opere d'arte ti raccontano le personalità di chi le abita, lo stesso discorso si potrebbe fare con le copertine libri", dice Finotto, che aggiunge: "Giorgia Meloni è stata abile, spesso si è posizionata davanti a un paesaggio in bianco e nero, che ha fatto risaltare i suoi colori, componendo un'immagine complessiva più immediata". Da Otto e mezzo e L'aria che tira su La7 a Fuori dal coro su Rete 4: sono questi trasmissioni ad aver incuriosito l'artista. "Sono rimasto sul mainstream, perché quando è scoppiato il lockdown tutti hanno dovuto costruirsi dei set in autonomia e la tv ha fatto emergere tutto questo".
E se Jole Santelli, presidente della regione Calabria, rivela un gusto d'antan legato a nature morte e paesaggi, Luca Telese opta per grandi labbra dagli accenti kitsch, mentre Flavio Insinna sfoggia orgogliosamente una grande fotografia caraibica. Filippa Lagerbäck a Che tempo che fa si è fatta invece vedere davanti a una piccola quadreria domestica dal gusto eccessivamente eclettico. Iconica la palma di Schifano alle spalle del giornalista Andrea Purgatori, così come il progetto su carta di Christo davanti al quale Briatore ama dire la sua. "Alcuni li ho aspettati al varco - conclude Finotto - , avrei voluto per esempio beccare Sallusti, ma ha sempre e solo oggetti alle sue spalle".