Arriva l’estate e sarà da brividi. Il primo è firmato Guillaume Musso, scrittore francese cresciuto tra Nizza e Antibes, considerato ai vertici del noir europeo. La vita segreta degli scrittori, romanzo che rimanda alle atmosfere del Mediterraneo, sull’isola immaginaria e selvaggia di Beaumont, è il primo volume della serie Brivido Noir, in edicola da domani con Repubblica e gli altri quotidiani del Gruppo Gedi. Musso racconta l’esilio di Nathan Fawles, popolare scrittore che nasconde più di un segreto. Lettore vorace, sua madre era bibliotecaria, Musso parla e scrive spesso per citazioni. In epigrafe al romanzo una frase di Umberto Eco: «Per sopravvivere bisogna raccontare storie».
Quelle che la collana, ormai un classico delle nostre estati, consegna ai lettori sono le tessere di una biblioteca che accoglie tutte le possibili vie del noir. Ci sono titoli recenti di autori da milioni di copie e altri di scrittori meno noti, ma interessanti per la capacità di sondare gli abissi dell’uomo. Ci sono gialli che indagano le nostre città e altri che sciolgono misteri vecchi di secoli, commissari che consideriamo quasi di famiglia e detective nuovi di zecca. Ci sono Jo Nesbø (La ragazza senza volto) e Michael Connelly (Il lato oscuro dell’addio), Petros Markaris (Il tempo dell’ipocrisia) e Gianrico Carofiglio con quella lezione sulla verità e la menzogna che è La versione di Fenoglio.
E c’è, perché una collana senza lui sarebbe un peccato di genere, Andrea Camilleri con l’ultimo Montalbano pubblicato: Il cuoco dell’Alcyon. Il commissario di Vigàta deve indagare sul suicidio di un operaio appena licenziato e su un imprenditore privo di scrupoli trovato assassinato con un colpo di pistola alla nuca. Ben presto malavita e servizi segreti scendono in campo insieme a una misteriosa goletta, l’Alcyon del titolo. Atmosfere completamente diverse per L’uomo del labirinto di Donato Carrisi: il bestsellerista immagina il ritorno alla vita di una ragazza rapita poco più che bambina e tenuta segregata quindici anni. Per catturare il carceriere non ci sono indizi se non quelli sepolti nella mente della vittima.
La temperatura scende di molti gradi con La sirena di Camilla Läckberg. Dal ghiaccio della costa scandinava riemerge il corpo di un uomo e il presente di Fjällbacka, il villaggio in cui è nata la scrittrice e al centro della serie di Erica Falck, si intreccia ai drammi del passato. Accanto alla Läckberg, ecco Anne Holt con La pista, romanzo che ha per protagonista una donna, ex atleta di fama mondiale e avvocato di grido, che ha ormai perso tutto e vive rintanata in uno squallido appartamento di Oslo. E poi la canadese Louise Penny, le italiane Alessia Gazzola, Mariolina Venezia, Ilaria Tuti, Cristina Cassar Scalia…
Il tempo più usato è il presente, ma ci sono eccezioni: 1793 di Niklas Natt och Dag, discendente della più antica famiglia aristocratica svedese, da tempo decaduta, che si è imposto sul mercato internazionale con una storia ambientata nella corte svedese di fine ’700. O Fabiano Massimi che con L’angelo di Monaco, siamo in Germania negli anni ’30, è stato l’esordio italiano più venduto alla Fiera di Londra 2019. E ancora: Piero Colaprico, che grazie al maresciallo Pietro Binda, nato vent’anni fa dal sodalizio letterario con Pietro Valpreda, nel Fantasma del ponte di ferro fa rivivere le ombre di Milano; Martín Caparrós che con Tutto per la patria offre un originale spaccato dell’Argentina degli anni ’30, un Paese vibrante di tifo, tango, impegno politico e passione; Abir Mukherjee che in Un male necessario ritrae l’India ai tempi di Gandhi, nel vivo delle tensioni popolari contro il governo britannico.
Brivido Noir continua scivolando dalla Romagna fuori stagione di Enrico Franceschini (In Bassa Marea i misteri corrono sulla statale adriatica tra night club, riciclaggio di denaro e prostituzione russa) al Po di Valerio Varesi (Gli invisibili, una sfida per il commissario Soneri che tra le foschie della bassa cerca l’identità di un cadavere ripescato dal fiume tre anni prima). Polizieschi italiani, thriller nerissimi, gialli storici e mediterranei, romanzi dal Nord e Sud del mondo fino alle vacanze natalizie quando saranno in edicola due libri a tema: La voce del norvegese Arnaldur Indriðason e Il Natale di Flavia de Luce dell’inglese Alan Bradley. E ancora dopo, per le prime settimane del 2021. Trentacinque romanzi per una lunghissima stagione di brividi.
Quelle che la collana, ormai un classico delle nostre estati, consegna ai lettori sono le tessere di una biblioteca che accoglie tutte le possibili vie del noir. Ci sono titoli recenti di autori da milioni di copie e altri di scrittori meno noti, ma interessanti per la capacità di sondare gli abissi dell’uomo. Ci sono gialli che indagano le nostre città e altri che sciolgono misteri vecchi di secoli, commissari che consideriamo quasi di famiglia e detective nuovi di zecca. Ci sono Jo Nesbø (La ragazza senza volto) e Michael Connelly (Il lato oscuro dell’addio), Petros Markaris (Il tempo dell’ipocrisia) e Gianrico Carofiglio con quella lezione sulla verità e la menzogna che è La versione di Fenoglio.
E c’è, perché una collana senza lui sarebbe un peccato di genere, Andrea Camilleri con l’ultimo Montalbano pubblicato: Il cuoco dell’Alcyon. Il commissario di Vigàta deve indagare sul suicidio di un operaio appena licenziato e su un imprenditore privo di scrupoli trovato assassinato con un colpo di pistola alla nuca. Ben presto malavita e servizi segreti scendono in campo insieme a una misteriosa goletta, l’Alcyon del titolo. Atmosfere completamente diverse per L’uomo del labirinto di Donato Carrisi: il bestsellerista immagina il ritorno alla vita di una ragazza rapita poco più che bambina e tenuta segregata quindici anni. Per catturare il carceriere non ci sono indizi se non quelli sepolti nella mente della vittima.
La temperatura scende di molti gradi con La sirena di Camilla Läckberg. Dal ghiaccio della costa scandinava riemerge il corpo di un uomo e il presente di Fjällbacka, il villaggio in cui è nata la scrittrice e al centro della serie di Erica Falck, si intreccia ai drammi del passato. Accanto alla Läckberg, ecco Anne Holt con La pista, romanzo che ha per protagonista una donna, ex atleta di fama mondiale e avvocato di grido, che ha ormai perso tutto e vive rintanata in uno squallido appartamento di Oslo. E poi la canadese Louise Penny, le italiane Alessia Gazzola, Mariolina Venezia, Ilaria Tuti, Cristina Cassar Scalia…
Il tempo più usato è il presente, ma ci sono eccezioni: 1793 di Niklas Natt och Dag, discendente della più antica famiglia aristocratica svedese, da tempo decaduta, che si è imposto sul mercato internazionale con una storia ambientata nella corte svedese di fine ’700. O Fabiano Massimi che con L’angelo di Monaco, siamo in Germania negli anni ’30, è stato l’esordio italiano più venduto alla Fiera di Londra 2019. E ancora: Piero Colaprico, che grazie al maresciallo Pietro Binda, nato vent’anni fa dal sodalizio letterario con Pietro Valpreda, nel Fantasma del ponte di ferro fa rivivere le ombre di Milano; Martín Caparrós che con Tutto per la patria offre un originale spaccato dell’Argentina degli anni ’30, un Paese vibrante di tifo, tango, impegno politico e passione; Abir Mukherjee che in Un male necessario ritrae l’India ai tempi di Gandhi, nel vivo delle tensioni popolari contro il governo britannico.
Brivido Noir continua scivolando dalla Romagna fuori stagione di Enrico Franceschini (In Bassa Marea i misteri corrono sulla statale adriatica tra night club, riciclaggio di denaro e prostituzione russa) al Po di Valerio Varesi (Gli invisibili, una sfida per il commissario Soneri che tra le foschie della bassa cerca l’identità di un cadavere ripescato dal fiume tre anni prima). Polizieschi italiani, thriller nerissimi, gialli storici e mediterranei, romanzi dal Nord e Sud del mondo fino alle vacanze natalizie quando saranno in edicola due libri a tema: La voce del norvegese Arnaldur Indriðason e Il Natale di Flavia de Luce dell’inglese Alan Bradley. E ancora dopo, per le prime settimane del 2021. Trentacinque romanzi per una lunghissima stagione di brividi.