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Marian Keyes 

Scrittrici comiche di tutto il mondo, unitevi

Sottovalutate dai premi e dai colleghi uomini, le autrici satiriche britanniche hanno istituito un riconoscimento dedicato solo a loro, promosso da Marian Keyes
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LONDRA - "E' ora di sfatare il mito ridicolo che non esiste l'umorismo femminile", afferma Marian Keyes. Ne sa qualcosa lei stessa, come autrice di una ventina di apprezzati romanzi comici: "Baci da Malibu", "Nemiche del cuore" e "Sushi per principianti" sono alcuni di quelli tradotti in Italia. Ma adesso, non contenta di affermarlo con i suoi libri, la 56enne scrittrice inglese ha creato un premio letterario riservato alle donne che fanno ridere.

L'idea per il Comedy Women in Print Prize le è venuta notando che il Wodehouse, più importante riconoscimento britannico per la narrativa umoristica, intestato al celebre autore dei racconti sul maggiordomo Jeeves, è stato vinto soltanto da tre donne in vent'anni, fra cui Helen Fielding per "Il diario di Bridget Jones" e Marina Lewycka per "Breve storia dei trattori in lingua ucraina". Il motivo, secondo lei, non è la scarsità di s…
LONDRA - "E' ora di sfatare il mito ridicolo che non esiste l'umorismo femminile", afferma Marian Keyes. Ne sa qualcosa lei stessa, come autrice di una ventina di apprezzati romanzi comici: "Baci da Malibu", "Nemiche del cuore" e "Sushi per principianti" sono alcuni di quelli tradotti in Italia. Ma adesso, non contenta di affermarlo con i suoi libri, la 56enne scrittrice inglese ha creato un premio letterario riservato alle donne che fanno ridere.

L'idea per il Comedy Women in Print Prize le è venuta notando che il Wodehouse, più importante riconoscimento britannico per la narrativa umoristica, intestato al celebre autore dei racconti sul maggiordomo Jeeves, è stato vinto soltanto da tre donne in vent'anni, fra cui Helen Fielding per "Il diario di Bridget Jones" e Marina Lewycka per "Breve storia dei trattori in lingua ucraina". Il motivo, secondo lei, non è la scarsità di scrittrici dotate del proverbiale "sense of humour" anglosassone, bensì un pregiudizio maschile.

"Credo che l'umorismo maschile e quello femminile parlino di cose differenti", dice Keyes al Guardian. "La maggior parte dei recensori sono uomini e non sempre si identificano con l'ironia dei romanzi scritti dalle donne, per cui ritengono semplicemente che non siano divertenti. La verità è che non ci trovano da ridere perché le esperienze narrate sono descritte da un altro punto di vista. Ma sono buffi anche quelli".

Il suo premio, che vale un assegno da 3 mila sterline per la vincitrice, è un modo di richiamare l'attenzione su questa disparità di trattamento. La lista delle finaliste, annunciata ieri, include Candice Carty-Williams con "Queenie", che segue le alterne vicende di una giovane nera, Nina Stibbe con "Reasons to be cheerful", in cui una giovane donna comincia a lavorare come assistente di un dentista, e Jeanette Winterson con "Frankisstein", una parodia femminile della storia del mostro Frankenstein. Romanzi che suscitano il riso o il sorriso, nota Keys, presidente della giuria, ma fanno al tempo stesso riflettere su problemi come il razzismo, la diseguaglianza tra i sessi e l'alcolismo. Una sezione speciale del Comedy Women in Print premia le scrittrici esordienti e un'altra è dedicata alle autrici di fumetti umoristici. Campo, quest'ultimo, in cui la recentemente scomparsa disegnatrice francese Claire Bretecher figura fra le antesignane.

Di scrittrici con forte vena ironica, in realtà, ce ne sono sempre state: "Pippi calzelunghe" della svedese Astrid Lindgren è un classico mondiale, "La fattoria delle magre consolazioni" dell'inglese Stella Gibbons è un titolo da riscoprire. Basta inoltre allargare il concetto di scrittura a diverse forme espressive per accorgersi che l'umorismo più in voga del momento è tutto femminile: vedi "Girls" di Lena Dunham e "Fleabag" di Phoebe Waller-Bridge, fra le serie televisive di maggiore successo degli ultimi anni. Ride bene, potrebbero concludere le donne, chi ride ultimo.