MILANO - L'editore più attento alle scrittrici donne, il talent scout che ha lanciato in Italia, tra gli altri, la saga di Harry Potter. Se ne va a 59 anni, per un male che ha combattuto con coraggio, Luigi Spagnol, uno dei simboli dell'editoria italiana.
Milanese, figlio dell'editore Mario Spagnol e di Elena Vaccari (che come Elena Spagnol ha pubblicato diversi libri di costume) per Luigi Spagnol il mestiere di editore era una vocazione, come ha dimostrato fino alla fine. Dopo gli studi d'arte a Parigi, nel 1986 inizia a lavorare nella casa editrice Longanesi; dal 1989 guida Adriano Salani Editore; dal 1996 dirige lo storico marchio Ponte alle Grazie; poi fonda Magazzini Salani e assume incarichi direttivi in La Coccinella, nella start-up spagnola Duomo Ediciones e in Antonio Vallardi Editore. Nel 2005 con Stefano Mauri, Achille Mauri e le Messaggerie Italiane crea il Gruppo editoriale Mauri Spagnol, nel quale confluiscono tutte le case editrici di proprietà di queste due storiche famiglie dell'editoria italiana, assumendo incarichi di co-amministratore delegato prima, e poi di vicepresidente.
Una carriera eccezionale, caratterizzata da un fiuto per il bestseller a trecentosessanta gradi. Gli autori che devono il loro successo nel nostro a Paese a Spagnol vanno da Margaret Atwood, Karl Ove Knausgård, David Mamet, Simone de Beauvoir e Philippe Claudel a un altro fenomeno mondiale come Marie Kondo, con particolare attenzione a un settore cruciale come quello dei libri per bambini e per ragazzi. E' lui a lanciare un dibattito sul maschilismo nell'editoria italiana. "Si pubblicano tantissime donne, ma i loro libri vengono presi nella stessa considerazione con cui vengono presi i libri dei maschi? Riconosciamo, il mondo letterario e la società in generale riconoscono alle opere scritte dalle donne la stessa importanza che viene riconosciuta a quelle scritte dagli uomini? Siamo altrettanto pronti, per esempio, a considerare una scrittrice o uno scrittore dei capiscuola, ad accettare che una donna possa avere la stessa influenza di un uomo sulla storia della letteratura? D'istinto, la risposta che mi sono dato è: no, non lo siamo" sosteneva l'editore, anche traduttore.
Tra i tantissimi messaggi per Luigi Spagnol, aspettando quello di J. K. Rowling, c'è la dichiarazione di Stefano Mauri. "Perdo un fratello" dice il presidente e amministratore delegato del Gruppo Mauri Spagnol. "In più di trent'anni abbiamo condiviso tante avventure. Luigi era una persona di sostanza, non badava agli onori. Ora però voglio che sia chiaro a tutti chi è scomparso. È scomparsa la persona che con i suoi successi editoriali ha dimostrato più volte negli ultimi trent'anni di sapere meglio di chiunque altro che cosa è un libro, cosa può fare un libro per i lettori e fino a dove può arrivare. Vorrei tentare di spiegarlo con le sue parole: "I libri sono scritti da persone, letti da persone, venduti da persone, e parlano di persone. È dunque fondamentale che siano anche pubblicati da persone, libere di seguire le proprie idee, le proprie strategie e le proprie passioni"" aggiunge Mauri. "Perdiamo una figura e un editore straordinario, protagonista, con il suo speciale contributo e le sue intuizioni, della crescita e dell'affermazione del gruppo GeMs. L'essere stato editore di Harry Potter in Italia è stato solo uno dei tanti segni lasciati da Luigi Spagnol nell'editoria e nella cultura italiana" afferma, commosso, Ricardo Franco Levi, presidente dell'Associazione Italiana Editori, a nome degli editori italiani.
Noi lo ricordiamo all'ultimo BookCity a Milano - "Scusa se non mi alzo. Vorrei, ma non ce la faccio". In video, alla cena per i settant'anni di un'altra delle sue scoperte, Luisi Sepúlveda, pure lui scomparso da poco, Spagnol non stava già bene, ma riuscì ugualmente a fare sorridere gli invitati, ricordando la passione dello scrittore cileno per la pasta. "Se dipendesse da lui," disse Spagnol in quella occasione "Luis mangerebbe pasta anche come dessert". Al Festivaletteratura di Mantova, seduto a un tavolino del bar in piazza, felice.
Se ne va un editore colto, che, dote rara, sapeva ascoltare, e amava davvero i libri. Con un abbraccio a sua moglie, la scrittrice norvegese Hanne Ørstavik, ai suoi figli e a Mariagrazia Mazzitelli.
Milanese, figlio dell'editore Mario Spagnol e di Elena Vaccari (che come Elena Spagnol ha pubblicato diversi libri di costume) per Luigi Spagnol il mestiere di editore era una vocazione, come ha dimostrato fino alla fine. Dopo gli studi d'arte a Parigi, nel 1986 inizia a lavorare nella casa editrice Longanesi; dal 1989 guida Adriano Salani Editore; dal 1996 dirige lo storico marchio Ponte alle Grazie; poi fonda Magazzini Salani e assume incarichi direttivi in La Coccinella, nella start-up spagnola Duomo Ediciones e in Antonio Vallardi Editore. Nel 2005 con Stefano Mauri, Achille Mauri e le Messaggerie Italiane crea il Gruppo editoriale Mauri Spagnol, nel quale confluiscono tutte le case editrici di proprietà di queste due storiche famiglie dell'editoria italiana, assumendo incarichi di co-amministratore delegato prima, e poi di vicepresidente.
Una carriera eccezionale, caratterizzata da un fiuto per il bestseller a trecentosessanta gradi. Gli autori che devono il loro successo nel nostro a Paese a Spagnol vanno da Margaret Atwood, Karl Ove Knausgård, David Mamet, Simone de Beauvoir e Philippe Claudel a un altro fenomeno mondiale come Marie Kondo, con particolare attenzione a un settore cruciale come quello dei libri per bambini e per ragazzi. E' lui a lanciare un dibattito sul maschilismo nell'editoria italiana. "Si pubblicano tantissime donne, ma i loro libri vengono presi nella stessa considerazione con cui vengono presi i libri dei maschi? Riconosciamo, il mondo letterario e la società in generale riconoscono alle opere scritte dalle donne la stessa importanza che viene riconosciuta a quelle scritte dagli uomini? Siamo altrettanto pronti, per esempio, a considerare una scrittrice o uno scrittore dei capiscuola, ad accettare che una donna possa avere la stessa influenza di un uomo sulla storia della letteratura? D'istinto, la risposta che mi sono dato è: no, non lo siamo" sosteneva l'editore, anche traduttore.
Tra i tantissimi messaggi per Luigi Spagnol, aspettando quello di J. K. Rowling, c'è la dichiarazione di Stefano Mauri. "Perdo un fratello" dice il presidente e amministratore delegato del Gruppo Mauri Spagnol. "In più di trent'anni abbiamo condiviso tante avventure. Luigi era una persona di sostanza, non badava agli onori. Ora però voglio che sia chiaro a tutti chi è scomparso. È scomparsa la persona che con i suoi successi editoriali ha dimostrato più volte negli ultimi trent'anni di sapere meglio di chiunque altro che cosa è un libro, cosa può fare un libro per i lettori e fino a dove può arrivare. Vorrei tentare di spiegarlo con le sue parole: "I libri sono scritti da persone, letti da persone, venduti da persone, e parlano di persone. È dunque fondamentale che siano anche pubblicati da persone, libere di seguire le proprie idee, le proprie strategie e le proprie passioni"" aggiunge Mauri. "Perdiamo una figura e un editore straordinario, protagonista, con il suo speciale contributo e le sue intuizioni, della crescita e dell'affermazione del gruppo GeMs. L'essere stato editore di Harry Potter in Italia è stato solo uno dei tanti segni lasciati da Luigi Spagnol nell'editoria e nella cultura italiana" afferma, commosso, Ricardo Franco Levi, presidente dell'Associazione Italiana Editori, a nome degli editori italiani.
Noi lo ricordiamo all'ultimo BookCity a Milano - "Scusa se non mi alzo. Vorrei, ma non ce la faccio". In video, alla cena per i settant'anni di un'altra delle sue scoperte, Luisi Sepúlveda, pure lui scomparso da poco, Spagnol non stava già bene, ma riuscì ugualmente a fare sorridere gli invitati, ricordando la passione dello scrittore cileno per la pasta. "Se dipendesse da lui," disse Spagnol in quella occasione "Luis mangerebbe pasta anche come dessert". Al Festivaletteratura di Mantova, seduto a un tavolino del bar in piazza, felice.
Se ne va un editore colto, che, dote rara, sapeva ascoltare, e amava davvero i libri. Con un abbraccio a sua moglie, la scrittrice norvegese Hanne Ørstavik, ai suoi figli e a Mariagrazia Mazzitelli.