Siamo già nell'era dei giornalisti-robot
Alberto Flores D'Arcais , di ALBERTO FLORES D'ARCAISL'ultimo caso è quello di Msn, il sito di news di Microsft, che licenzia i suoi cronisti sostituendoli con degli algoritmi. Ma l'applicazione dell'Intelligenza Artificiale al mondo dell'informazione è piu diffusa di quanto si pensi: ecco alcuni esempi
Quando Jade Thirlwall, cantante della band (tutta al femminile) britannica Little Mix, ha messo in rete il podcast No Country For Young Woman in cui raccontava del bullismo che aveva subito negli anni della scuola per la sua origine yemenita ed egiziana, non avrebbe mai immaginato che Msn (il sito di news di Microsoft) potesse confonderla con Leigh-Anne Pinnock, l'altra delle quattro ragazze della band a non essere bianca. "Mi offende che non si siano potute distinguere le due donne di colore su quattro di un gruppo", ha scritto su Twitter nei giorni della rivolta seguita all'uccisione di George Floyd. E quando ha capito che l'errore era dovuto ad un semplice (ma a lei oscuro) algoritmo si è infuriata ancora di più: "Si vede che anche i robot sono razzisti come gli umani".
Msn da anni non produce più giornalismo in proprio, come invece accadeva agli inizi (la piattaforma venne lanciata nel 1995), quando la homepage offr…
Msn da anni non produce più giornalismo in proprio, come invece accadeva agli inizi (la piattaforma venne lanciata nel 1995), quando la homepage offr…
Quando Jade Thirlwall, cantante della band (tutta al femminile) britannica Little Mix, ha messo in rete il podcast No Country For Young Woman in cui raccontava del bullismo che aveva subito negli anni della scuola per la sua origine yemenita ed egiziana, non avrebbe mai immaginato che Msn (il sito di news di Microsoft) potesse confonderla con Leigh-Anne Pinnock, l'altra delle quattro ragazze della band a non essere bianca. "Mi offende che non si siano potute distinguere le due donne di colore su quattro di un gruppo", ha scritto su Twitter nei giorni della rivolta seguita all'uccisione di George Floyd. E quando ha capito che l'errore era dovuto ad un semplice (ma a lei oscuro) algoritmo si è infuriata ancora di più: "Si vede che anche i robot sono razzisti come gli umani".
Msn da anni non produce più giornalismo in proprio, come invece accadeva agli inizi (la piattaforma venne lanciata nel 1995), quando la homepage offriva ai milioni di utenti di allora notizie originali. Da diversi anni i suoi "news producer", giornalisti e redattori, hanno avuto il compito di organizzare, selezionare e titolare le diverse notizie aggregate da siti terzi (media classici come giornali, tv e radio ma anche siti specializzati e blog) con cui poi divide le entrate pubblicitarie. Finora. Perché ora molto cambierà. "Le comunichiamo che dal 30 giugno il suo rapporto con Microsoft sarà interrotto". La lettera di licenziamento è arrivata mercoledì 26 maggio, a riceverla una cinquantina di "news producer" del sito degli Stati Uniti, ventisette di quello britannico, altre decine nei vari uffici Microsoft sparsi in ogni angolo del mondo. Saranno tutti sostituiti da giornalisti-robot, o per essere più esatti dalla Intelligenza Artificiale.
L'uso della AI nelle "news" è in corso da tempo, con risultati che spesso non hanno dato il risultato sperato. Come il progetto di "giornalismo robotico" lanciato da Google nel luglio 2017 che prevedeva 30mila articoli al mese scritti da Intelligenza Artificiale. O quelli, poi in parte accantonati, del New York Times e del Washington Post. Il quotidiano di proprietà di Jeff Bezos (il patron di Amazon lo comprò tra molte critiche nel 2013) ha iniziato ad usare l'Intelligenza Artificiale (il programma Heliograf) nel 2016, con circa 300 brevi "report" sulle Olimpiadi di Rio. Solo nel primo anno il suo "bot", seguendo le sfide tra i candidati al Congresso e quella, decisiva, per l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca ha prodotto 850 articoli. Cui vanno aggiunte storie di sport nella zona di Washington e numerosi tweet che hanno ottenuto 500mila like solo in pochi mesi. In quattro anni però non c'è stato quel salto (e quella perdita di posti di lavoro) che molti temevano.
Più convinta è l'Associated Press, che è stata una delle prime organizzazioni giornalistiche a sfruttare Intelligenza Artificiale e automazione per rafforzare il proprio servizio giornalistico di base. Ap lavora insieme ad una serie di start up per "infondere innovazione esterna nell'organizzazione e contribuire a dare vita ai nostri progetti di intelligenza artificiale". Cosa che le ha permesso di sperimentare a basso costo la tecnologia emergente e di creare partnership giornalistiche con aziende come Social Starts, Matter Ventures e Nyc Media Lab. Oggi, tra la raccolta, la produzione e la distribuzione delle notizie fornisce ai clienti circa 7mila "pezzi" a trimestre che non sono stati scritti da reporter in carne ed ossa. Bloomberg usa Cyborg, un programma che stila brevi noizie su report finanziari. Tutti questi giornalisti-robot si basano su un software che elabora le informazioni e le trasforma in copie di notizie scannerizzando i dati da fonti già selezionate, ottenendo un modello di articolo da una serie di opzioni pre-programmate, aggiungendo poi dettagli specifici come il luogo, la data e le persone coinvolte.
I media che usano l'Intelligenza Artificiale si difendono dalle critiche spiegando come l'uso della AI serva ai giornalisti tradizionali per fare un lavoro di maggiore approfondimento e di più alto valore, non certo a "rubare" loro il posto. L'Ap ha stimato che i reporter hanno ora il 20 per cento di tempo in più per produrre le loro storie e che nelle notizie brevi (quelle scritte dai "bot") è aumentata la precisione sui dati, soprattutto quelli finanziari.
Gli errori, osservano i fautori del cyber-giornalismo, li fanno del resto spesso anche i giornalisti tradizionali dei media più autorevoli. Un caso su tutti: la Bbc ha dovuto presentare delle scuse formali dopo che uno dei suoi redattori ha usato le foto dell'asso del basket Nba LeBron James per illustrare la morte del suo compagno di squadra (nel team olimpico Usa) Kobe Bryant.
Negli Stati Uniti la grande maggioranza degli addetti ai media non è affatto entusiasta dal dover entrare in competizione con degli algoritmi. Con prospettive di occupazione sempre più tetre - nel 2019 hanno perso il lavoro in 4mila - quella che è stata definita "l'apocalisse dei media" dopo la pandemia di coronavirus ha contato un'altra serie di licenziamenti. Al Washington Post sono più possibilisti: "Diffidiamo naturalmente di qualsiasi tecnologia che possa sostituire gli esseri umani", ha spiegato a Wired (parlando di Heliograf) Fredrick Kunkle, giornalista e co-presidente del sindacato del Post, "ma questa tecnologia ha preso il sopravvento solo su una minima parte del nostro lavoro".
Msn da anni non produce più giornalismo in proprio, come invece accadeva agli inizi (la piattaforma venne lanciata nel 1995), quando la homepage offriva ai milioni di utenti di allora notizie originali. Da diversi anni i suoi "news producer", giornalisti e redattori, hanno avuto il compito di organizzare, selezionare e titolare le diverse notizie aggregate da siti terzi (media classici come giornali, tv e radio ma anche siti specializzati e blog) con cui poi divide le entrate pubblicitarie. Finora. Perché ora molto cambierà. "Le comunichiamo che dal 30 giugno il suo rapporto con Microsoft sarà interrotto". La lettera di licenziamento è arrivata mercoledì 26 maggio, a riceverla una cinquantina di "news producer" del sito degli Stati Uniti, ventisette di quello britannico, altre decine nei vari uffici Microsoft sparsi in ogni angolo del mondo. Saranno tutti sostituiti da giornalisti-robot, o per essere più esatti dalla Intelligenza Artificiale.
L'uso della AI nelle "news" è in corso da tempo, con risultati che spesso non hanno dato il risultato sperato. Come il progetto di "giornalismo robotico" lanciato da Google nel luglio 2017 che prevedeva 30mila articoli al mese scritti da Intelligenza Artificiale. O quelli, poi in parte accantonati, del New York Times e del Washington Post. Il quotidiano di proprietà di Jeff Bezos (il patron di Amazon lo comprò tra molte critiche nel 2013) ha iniziato ad usare l'Intelligenza Artificiale (il programma Heliograf) nel 2016, con circa 300 brevi "report" sulle Olimpiadi di Rio. Solo nel primo anno il suo "bot", seguendo le sfide tra i candidati al Congresso e quella, decisiva, per l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca ha prodotto 850 articoli. Cui vanno aggiunte storie di sport nella zona di Washington e numerosi tweet che hanno ottenuto 500mila like solo in pochi mesi. In quattro anni però non c'è stato quel salto (e quella perdita di posti di lavoro) che molti temevano.
Più convinta è l'Associated Press, che è stata una delle prime organizzazioni giornalistiche a sfruttare Intelligenza Artificiale e automazione per rafforzare il proprio servizio giornalistico di base. Ap lavora insieme ad una serie di start up per "infondere innovazione esterna nell'organizzazione e contribuire a dare vita ai nostri progetti di intelligenza artificiale". Cosa che le ha permesso di sperimentare a basso costo la tecnologia emergente e di creare partnership giornalistiche con aziende come Social Starts, Matter Ventures e Nyc Media Lab. Oggi, tra la raccolta, la produzione e la distribuzione delle notizie fornisce ai clienti circa 7mila "pezzi" a trimestre che non sono stati scritti da reporter in carne ed ossa. Bloomberg usa Cyborg, un programma che stila brevi noizie su report finanziari. Tutti questi giornalisti-robot si basano su un software che elabora le informazioni e le trasforma in copie di notizie scannerizzando i dati da fonti già selezionate, ottenendo un modello di articolo da una serie di opzioni pre-programmate, aggiungendo poi dettagli specifici come il luogo, la data e le persone coinvolte.
I media che usano l'Intelligenza Artificiale si difendono dalle critiche spiegando come l'uso della AI serva ai giornalisti tradizionali per fare un lavoro di maggiore approfondimento e di più alto valore, non certo a "rubare" loro il posto. L'Ap ha stimato che i reporter hanno ora il 20 per cento di tempo in più per produrre le loro storie e che nelle notizie brevi (quelle scritte dai "bot") è aumentata la precisione sui dati, soprattutto quelli finanziari.
Gli errori, osservano i fautori del cyber-giornalismo, li fanno del resto spesso anche i giornalisti tradizionali dei media più autorevoli. Un caso su tutti: la Bbc ha dovuto presentare delle scuse formali dopo che uno dei suoi redattori ha usato le foto dell'asso del basket Nba LeBron James per illustrare la morte del suo compagno di squadra (nel team olimpico Usa) Kobe Bryant.
Negli Stati Uniti la grande maggioranza degli addetti ai media non è affatto entusiasta dal dover entrare in competizione con degli algoritmi. Con prospettive di occupazione sempre più tetre - nel 2019 hanno perso il lavoro in 4mila - quella che è stata definita "l'apocalisse dei media" dopo la pandemia di coronavirus ha contato un'altra serie di licenziamenti. Al Washington Post sono più possibilisti: "Diffidiamo naturalmente di qualsiasi tecnologia che possa sostituire gli esseri umani", ha spiegato a Wired (parlando di Heliograf) Fredrick Kunkle, giornalista e co-presidente del sindacato del Post, "ma questa tecnologia ha preso il sopravvento solo su una minima parte del nostro lavoro".