Quando Terry Pratchett intervistò Roald Dahl: "Il mondo è cattivo"
Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente ANTONELLO GUERRERAIn Inghilterra spunta un colloquio inedito del 1969 tra il futuro scrittore di bestseller fantasy, allora cronista diciannovenne, e il grande scrittore per bambini, all'epoca già una star. Pronto a sparare a zero su colleghi e artisti
LONDRA. L’intervista possibile di Terry Pratchett a Roald Dahl. L’ha scoperta il biografo di quest’ultimo, Marc Burrows, che pubblicherà un libro sull’autore della Fabbrica di cioccolato nei prossimi mesi e che, come racconta il Sunday Telegraph, ha scovato una conversazione inedita tra i due grandi autori inglesi di libri per bambini e fantascienza.
In realtà che l'intervista avesse potuto aver luogo lo si sapeva da tempo. Così riferisce il sito ufficiale di Pratchett, morto nel 2015, a 66 anni, dopo una lunga battaglia contro l'Alzheimer. Era noto che Pratchett, quando era un giovane reporter d'un giornale locale del Buckinghamshire, avesse chiesto un'intervista a Dahl, come conferma la loro corrispondenza pubblicata anni fa. "Signor Dahl, sarei onorato di poter avere una conversazione con lei, sono un suo ammiratore e adoro sia i suoi romanzi per bambini che i racc…
In realtà che l'intervista avesse potuto aver luogo lo si sapeva da tempo. Così riferisce il sito ufficiale di Pratchett, morto nel 2015, a 66 anni, dopo una lunga battaglia contro l'Alzheimer. Era noto che Pratchett, quando era un giovane reporter d'un giornale locale del Buckinghamshire, avesse chiesto un'intervista a Dahl, come conferma la loro corrispondenza pubblicata anni fa. "Signor Dahl, sarei onorato di poter avere una conversazione con lei, sono un suo ammiratore e adoro sia i suoi romanzi per bambini che i racc…
LONDRA. L’intervista possibile di Terry Pratchett a Roald Dahl. L’ha scoperta il biografo di quest’ultimo, Marc Burrows, che pubblicherà un libro sull’autore della Fabbrica di cioccolato nei prossimi mesi e che, come racconta il Sunday Telegraph, ha scovato una conversazione inedita tra i due grandi autori inglesi di libri per bambini e fantascienza.
In realtà che l'intervista avesse potuto aver luogo lo si sapeva da tempo. Così riferisce il sito ufficiale di Pratchett, morto nel 2015, a 66 anni, dopo una lunga battaglia contro l'Alzheimer. Era noto che Pratchett, quando era un giovane reporter d'un giornale locale del Buckinghamshire, avesse chiesto un'intervista a Dahl, come conferma la loro corrispondenza pubblicata anni fa. "Signor Dahl, sarei onorato di poter avere una conversazione con lei, sono un suo ammiratore e adoro sia i suoi romanzi per bambini che i racconti", scriveva 51 anni fa quello che sarebbe poi diventato l'autore di Mondo Disco ed esponente del fantasy umoristico. "Sono molto impegnato, ma vedremo quello che si può fare", rispondeva Dahl.
Ora Burrows ha scoperto l'intervista integrale, pubblicata il 21 maggio 1969 nel Midweek Free Press, un giornale locale imparentato con il Bucks Free Press per il quale lavorava Pratchett, e la pubblicherà nel suo libro. Non è stato facile scovarla perché quest'ultimo, si è scoperto successivamente, si firmava con lo pseudonimo di "Marcus". La conversazione si tenne qualche giorno prima, nell'abitazione di Dahl, allora cinquantaduenne, nel bucolico villaggio di Great Missenden, nel Buckinghamshire.
Nell'intervista, secondo quanto riporta il Telegraph, Dahl parla dei "cattivi" dei suoi libri e ricorda come "l'obiettivo di ogni scrittore è di appassionare il lettore, semplicemente. Non c'è alcun messaggio particolare nascosto, se non quello che un autore ha a che fare con persone molto cattive ma anche con altre molto buone. Anzi, la maggioranza della gente è molto malvagia, a ben guardare. Ma, ripeto, noi scrittori siamo degli intrattenitori. E gli autori che lo dimenticano diventano moralisti".
Nell'intervista l'autore di James e la pesca gigante e altri capolavori, morto nel 1990 a Oxford a 74 anni, precisa che "non è facile scrivere libri per bambini. Anzi, farne di buoni è un compito più difficile di altri. Ma di certo dà più soddisfazioni, non economiche". Dahl poi, conversando col giovane Pratchett, affronta il tema degli artisti e del loro "enorme egocentrismo". "In generale, l'arte è sopravvalutata nel suo valore, dagli artisti in particolare, i quali vanno in giro pensando che ciò che fanno sia la cosa più importante del mondo. E che, di conseguenza, siano loro le persone più importanti. Invece ciò che conta nel mondo sono cose come la famiglia, la cura dei bambini, la salute. Gli artisti sono davvero sfacciati!".
In realtà che l'intervista avesse potuto aver luogo lo si sapeva da tempo. Così riferisce il sito ufficiale di Pratchett, morto nel 2015, a 66 anni, dopo una lunga battaglia contro l'Alzheimer. Era noto che Pratchett, quando era un giovane reporter d'un giornale locale del Buckinghamshire, avesse chiesto un'intervista a Dahl, come conferma la loro corrispondenza pubblicata anni fa. "Signor Dahl, sarei onorato di poter avere una conversazione con lei, sono un suo ammiratore e adoro sia i suoi romanzi per bambini che i racconti", scriveva 51 anni fa quello che sarebbe poi diventato l'autore di Mondo Disco ed esponente del fantasy umoristico. "Sono molto impegnato, ma vedremo quello che si può fare", rispondeva Dahl.
Ora Burrows ha scoperto l'intervista integrale, pubblicata il 21 maggio 1969 nel Midweek Free Press, un giornale locale imparentato con il Bucks Free Press per il quale lavorava Pratchett, e la pubblicherà nel suo libro. Non è stato facile scovarla perché quest'ultimo, si è scoperto successivamente, si firmava con lo pseudonimo di "Marcus". La conversazione si tenne qualche giorno prima, nell'abitazione di Dahl, allora cinquantaduenne, nel bucolico villaggio di Great Missenden, nel Buckinghamshire.
Nell'intervista, secondo quanto riporta il Telegraph, Dahl parla dei "cattivi" dei suoi libri e ricorda come "l'obiettivo di ogni scrittore è di appassionare il lettore, semplicemente. Non c'è alcun messaggio particolare nascosto, se non quello che un autore ha a che fare con persone molto cattive ma anche con altre molto buone. Anzi, la maggioranza della gente è molto malvagia, a ben guardare. Ma, ripeto, noi scrittori siamo degli intrattenitori. E gli autori che lo dimenticano diventano moralisti".
Nell'intervista l'autore di James e la pesca gigante e altri capolavori, morto nel 1990 a Oxford a 74 anni, precisa che "non è facile scrivere libri per bambini. Anzi, farne di buoni è un compito più difficile di altri. Ma di certo dà più soddisfazioni, non economiche". Dahl poi, conversando col giovane Pratchett, affronta il tema degli artisti e del loro "enorme egocentrismo". "In generale, l'arte è sopravvalutata nel suo valore, dagli artisti in particolare, i quali vanno in giro pensando che ciò che fanno sia la cosa più importante del mondo. E che, di conseguenza, siano loro le persone più importanti. Invece ciò che conta nel mondo sono cose come la famiglia, la cura dei bambini, la salute. Gli artisti sono davvero sfacciati!".