La vita intima di Neruda
di CARLES GELILettere, libri, fotografie e manoscritti: un'importante collezione privata racconta la carriera letteraria, ma anche le amicizie, gli amori e le passioni del grande poeta cileno
L'inchiostro è verde, come fu quasi sempre, e la calligrafia veloce, inclinata a destra. Il destinatario della dedica era il futuro premio Nobel Gabriel García Márquez: “Caro amico, con le mie congratulazioni per questo ‘ritrovamento’ di quasi 50 anni fa che nemmeno io possiedo. Ti abbraccio, Pablo Neruda. 1971. Parigi”. In effetti, nemmeno allo scrittore cileno era rimasta una sola copia della prima edizione del suo mitico Venti poesie d'amore e una canzone disperata, edito nel 1924 da Nascimento.
Inoltre, la poesia numero 2, a pagina 5, è piena di correzioni scritte a mano (sì, naturalmente, in verde)... Un gioiello, ma è solo uno dei 603 che compongono l'eccezionale lotto che è stato messo in vendita presso la casa d'aste La Suite di Barcellona con libri, manoscritti e documenti professionali e personali di Neruda. “È una grotta di Alì Babà di carta”, dice il c…
Inoltre, la poesia numero 2, a pagina 5, è piena di correzioni scritte a mano (sì, naturalmente, in verde)... Un gioiello, ma è solo uno dei 603 che compongono l'eccezionale lotto che è stato messo in vendita presso la casa d'aste La Suite di Barcellona con libri, manoscritti e documenti professionali e personali di Neruda. “È una grotta di Alì Babà di carta”, dice il c…
L'inchiostro è verde, come fu quasi sempre, e la calligrafia veloce, inclinata a destra. Il destinatario della dedica era il futuro premio Nobel Gabriel García Márquez: “Caro amico, con le mie congratulazioni per questo ‘ritrovamento’ di quasi 50 anni fa che nemmeno io possiedo. Ti abbraccio, Pablo Neruda. 1971. Parigi”. In effetti, nemmeno allo scrittore cileno era rimasta una sola copia della prima edizione del suo mitico Venti poesie d'amore e una canzone disperata, edito nel 1924 da Nascimento.
Inoltre, la poesia numero 2, a pagina 5, è piena di correzioni scritte a mano (sì, naturalmente, in verde)... Un gioiello, ma è solo uno dei 603 che compongono l'eccezionale lotto che è stato messo in vendita presso la casa d'aste La Suite di Barcellona con libri, manoscritti e documenti professionali e personali di Neruda. “È una grotta di Alì Babà di carta”, dice il critico d'arte Juan Manuel Bonet, instancabile quando si tratta di recitare contenuti irripetibili delle 21 poesie scritte a mano, 91 prime edizioni (50 delle quali con dedica e/o autografo), un centinaio di fotografie e 89 lettere, oltre a cataloghi, riviste e perfino 42 vinili. Un tesoro che ora riemerge dopo 25 anni di appassionato collezionismo dell'imprenditore vinicolo riojano Santiago Vivanco. Tra quella che gli esperti descrivono come la più importante documentazione su Neruda in mano a privati c'è, naturalmente, una prima edizione di Crepuscolario (1923), il primo libro di poesie di Neruda. E anche un'edizione di Residencias en la tierra, 1931, di sole 100 copie, e una raccolta completa, molto rara, dei quattro numeri della rivista Caballo verde para la poesía (1935), da lui diretta.
Sui legami dello scrittore con la Guerra Civile spagnola, spicca il libro di guerra España en el corazón (1937), con suggestivi fotomontaggi di Pedro Olmos, un esemplare impreziosito dalla dedica autografa all'attrice Margarita Xirgu. Più toccante, per la drammatica fine in una prigione fascista dell'autore, è la nota scritta a mano su carta marrone che il poeta Miguel Hernández inviò nel 1938 a Neruda: “Andremo Vicente [Aleixandre], Antonillo [Aparicio] ed io nella tua terra triste e bella. Dobbiamo andarci, e ci riposeremo da questa lotta, e respireremo l'aria di cui abbiamo bisogno”. Gli amanti della grafica possono ammirare due acqueforti di Miró che illustrano il libro dell’artista El sobreviviente visita los pájaros, o una copia dell'edizione messicana del 1950 del Canto general, a cura del pittore Miguel Prieto, con guardie disegnate da Diego Rivera e da Siqueiros. Oppure, già con il famoso inchiostro verde, un calligramma per la cantante Violeta Parra, del 1966, dove Neruda traccia un occhio e un bel violino. Il lotto permette di seguire la carriera letteraria di Neruda, ma anche la sua vita, come dimostra la corrispondenza con la sorella Laura o con le mogli María Antonieta Hagenaar e Delia del Carril; o la sua tessera del Frente de Acción Popular, del 1963, a conferma del suo forte impegno politico (“diventai comunista con la guerra civile spagnola", scriverà nelle sue memorie), che lo portò a partecipare, nel 1970, alla campagna presidenziale di Salvador Allende, al quale dedicò un paio di libri, anch’essi presenti nel lotto in rare edizioni .
“Da giovane innamorato che scriveva versi, quando non mi venivano ricorrevo a Neruda perché raccontava l'amore in positivo; con gli anni mi sono innamorato più della persona che dell'opera”, ha detto alla presentazione dell'asta Santiago Vivanco, che ha confessato di aver pianto sconsolatamente quando ha visitato Isla Negra (dove il poeta è sepolto) e di aver chiamato sua figlia Marina in omaggio a quella dello scrittore (Malva Marina, morta nel 1942). “Non posso più fare altro per questa collezione; spero che una grande biblioteca pubblica o privata possa prendere il testimone e ampliarla, esporla e facilitare il lavoro dei ricercatori”, dice per giustificare il fatto che abbia deciso di disfarsene. Vivanco, che promuove anche una pinacoteca nel suo Museo del vino a Briones, ha escluso la donazione. “Lo sforzo economico è stato enorme e voglio continuare a far crescere la mia biblioteca personale”, dove sta fiorendo un fondo dedicato a Jorge Luis Borges. Di Neruda ha tenuto solo “un passaporto e alcune edizioni minori con dedica”.
Santiago Vivanco ha viaggiato per mezzo mondo per comprare i pezzi della sua collezione ispirata a Pablo Neruda, ma uno di quelli che gli piacciono di più, una prima edizione di Residencia en la tierra, l'aveva quasi accanto a casa sua. “Mi dissero che una ragazza di una scuola di Logroño aveva detto in classe che la sua bisnonna era stata l'amante di Neruda e io ho seguito la pista”. La ragazza, in effetti, era una parente di Olga Margarita Burgos, la prima dentista cilena, amante del poeta, che la colmava di attenzioni. Altri due gioielli del lotto sono una lettera a lei con l’ossessiva cornice “escribeescribe” [scrivi scrivi] e una foto del poeta del 1933, con cappello, dove scrive a mo’ di dedica: “Alla bocca di Olga, alla pelle di Olga, al cuore di Olga”, frammenti quasi letterali della lettera. Gran parte delle prime edizioni e delle lettere di proprietà della famiglia sono poi finite in mano al convincente collezionista che, in modo insolito, non si è nascosto come venditore del tesoro letterario del premio Nobel del 1971.
Traduzione di Luis E. Moriones
© EL PAIS/LENA, Leading European Newspaper Alli
Inoltre, la poesia numero 2, a pagina 5, è piena di correzioni scritte a mano (sì, naturalmente, in verde)... Un gioiello, ma è solo uno dei 603 che compongono l'eccezionale lotto che è stato messo in vendita presso la casa d'aste La Suite di Barcellona con libri, manoscritti e documenti professionali e personali di Neruda. “È una grotta di Alì Babà di carta”, dice il critico d'arte Juan Manuel Bonet, instancabile quando si tratta di recitare contenuti irripetibili delle 21 poesie scritte a mano, 91 prime edizioni (50 delle quali con dedica e/o autografo), un centinaio di fotografie e 89 lettere, oltre a cataloghi, riviste e perfino 42 vinili. Un tesoro che ora riemerge dopo 25 anni di appassionato collezionismo dell'imprenditore vinicolo riojano Santiago Vivanco. Tra quella che gli esperti descrivono come la più importante documentazione su Neruda in mano a privati c'è, naturalmente, una prima edizione di Crepuscolario (1923), il primo libro di poesie di Neruda. E anche un'edizione di Residencias en la tierra, 1931, di sole 100 copie, e una raccolta completa, molto rara, dei quattro numeri della rivista Caballo verde para la poesía (1935), da lui diretta.
Sui legami dello scrittore con la Guerra Civile spagnola, spicca il libro di guerra España en el corazón (1937), con suggestivi fotomontaggi di Pedro Olmos, un esemplare impreziosito dalla dedica autografa all'attrice Margarita Xirgu. Più toccante, per la drammatica fine in una prigione fascista dell'autore, è la nota scritta a mano su carta marrone che il poeta Miguel Hernández inviò nel 1938 a Neruda: “Andremo Vicente [Aleixandre], Antonillo [Aparicio] ed io nella tua terra triste e bella. Dobbiamo andarci, e ci riposeremo da questa lotta, e respireremo l'aria di cui abbiamo bisogno”. Gli amanti della grafica possono ammirare due acqueforti di Miró che illustrano il libro dell’artista El sobreviviente visita los pájaros, o una copia dell'edizione messicana del 1950 del Canto general, a cura del pittore Miguel Prieto, con guardie disegnate da Diego Rivera e da Siqueiros. Oppure, già con il famoso inchiostro verde, un calligramma per la cantante Violeta Parra, del 1966, dove Neruda traccia un occhio e un bel violino. Il lotto permette di seguire la carriera letteraria di Neruda, ma anche la sua vita, come dimostra la corrispondenza con la sorella Laura o con le mogli María Antonieta Hagenaar e Delia del Carril; o la sua tessera del Frente de Acción Popular, del 1963, a conferma del suo forte impegno politico (“diventai comunista con la guerra civile spagnola", scriverà nelle sue memorie), che lo portò a partecipare, nel 1970, alla campagna presidenziale di Salvador Allende, al quale dedicò un paio di libri, anch’essi presenti nel lotto in rare edizioni .
“Da giovane innamorato che scriveva versi, quando non mi venivano ricorrevo a Neruda perché raccontava l'amore in positivo; con gli anni mi sono innamorato più della persona che dell'opera”, ha detto alla presentazione dell'asta Santiago Vivanco, che ha confessato di aver pianto sconsolatamente quando ha visitato Isla Negra (dove il poeta è sepolto) e di aver chiamato sua figlia Marina in omaggio a quella dello scrittore (Malva Marina, morta nel 1942). “Non posso più fare altro per questa collezione; spero che una grande biblioteca pubblica o privata possa prendere il testimone e ampliarla, esporla e facilitare il lavoro dei ricercatori”, dice per giustificare il fatto che abbia deciso di disfarsene. Vivanco, che promuove anche una pinacoteca nel suo Museo del vino a Briones, ha escluso la donazione. “Lo sforzo economico è stato enorme e voglio continuare a far crescere la mia biblioteca personale”, dove sta fiorendo un fondo dedicato a Jorge Luis Borges. Di Neruda ha tenuto solo “un passaporto e alcune edizioni minori con dedica”.
Santiago Vivanco ha viaggiato per mezzo mondo per comprare i pezzi della sua collezione ispirata a Pablo Neruda, ma uno di quelli che gli piacciono di più, una prima edizione di Residencia en la tierra, l'aveva quasi accanto a casa sua. “Mi dissero che una ragazza di una scuola di Logroño aveva detto in classe che la sua bisnonna era stata l'amante di Neruda e io ho seguito la pista”. La ragazza, in effetti, era una parente di Olga Margarita Burgos, la prima dentista cilena, amante del poeta, che la colmava di attenzioni. Altri due gioielli del lotto sono una lettera a lei con l’ossessiva cornice “escribeescribe” [scrivi scrivi] e una foto del poeta del 1933, con cappello, dove scrive a mo’ di dedica: “Alla bocca di Olga, alla pelle di Olga, al cuore di Olga”, frammenti quasi letterali della lettera. Gran parte delle prime edizioni e delle lettere di proprietà della famiglia sono poi finite in mano al convincente collezionista che, in modo insolito, non si è nascosto come venditore del tesoro letterario del premio Nobel del 1971.
Traduzione di Luis E. Moriones
© EL PAIS/LENA, Leading European Newspaper Alli