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La ragazza triste del Bataclan di Banksy dopo il recupero da parte delle forze dell'ordine  

Banksy, il mistero della ragazza del Bataclan

L'opera realizzata dallo street artist nel luogo della strage è tornata in Francia dopo essere stata trafugata e ritrovata in Abruzzo. In corso trattative, anche con l'autore, per decidere se esporla in un museo o ricollocarla dove era stata dipinta in origine
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PARIGI - È tornata in Francia ma ancora non si sa quale sarà la sua casa. "La ragazza del Bataclan" ha fatto il viaggio di ritorno dall'Italia qualche giorno fa, scortata da carabinieri e gendarmi dopo essere stata esposta il 14 luglio a Palazzo Farnese, sede dell'ambasciata francese di Roma.

Il murales disegnato nel 2018 da Banksy sulla porta di emergenza del locale parigino in omaggio alle novanta vittime morte negli attentati era stato trafugato nel gennaio di un anno fa e poi ritrovato, a sorpresa, in un vecchio casale Abruzzo. L'opera dello street artist è ora a disposizione delle autorità giudiziarie francesi che dovranno decidere se rimetterlo in strada o esporlo in un museo. A decidere dovrebbe essere anche l'artista britannico la cui identità rimane nascosta ma, come tutto ciò che circonda Banksy, anche questi negoziati sulla nuova sede dell'opera è un piccolo mistero.

Il gruppo Lagardère,…
PARIGI - È tornata in Francia ma ancora non si sa quale sarà la sua casa. "La ragazza del Bataclan" ha fatto il viaggio di ritorno dall'Italia qualche giorno fa, scortata da carabinieri e gendarmi dopo essere stata esposta il 14 luglio a Palazzo Farnese, sede dell'ambasciata francese di Roma.

Il murales disegnato nel 2018 da Banksy sulla porta di emergenza del locale parigino in omaggio alle novanta vittime morte negli attentati era stato trafugato nel gennaio di un anno fa e poi ritrovato, a sorpresa, in un vecchio casale Abruzzo. L'opera dello street artist è ora a disposizione delle autorità giudiziarie francesi che dovranno decidere se rimetterlo in strada o esporlo in un museo. A decidere dovrebbe essere anche l'artista britannico la cui identità rimane nascosta ma, come tutto ciò che circonda Banksy, anche questi negoziati sulla nuova sede dell'opera è un piccolo mistero.

Il gruppo Lagardère, proprietario del Bataclan, ha fatto sapere che amerebbe che "la ragazza triste", il nome voluto dallo street artist, torni laddove è apparsa la prima volta, nella stradina che fa angolo con boulevard Voltaire, non lontano da una targa che ricorda la strage. Come spesso accade per le opere di street art il titolo di proprietà non è del tutto chiaro e quindi è possibile che le discussioni dureranno ancora a lungo.

La banda che ha organizzato il furto è stata arrestata a fine giugno. Si tratta di sei uomini tra 24 e 40 anni, con precedenti penali, fermati tra la regione di Grenoble, l'Alta Savoia e il sud della Francia. Le loro motivazioni non sono ancora chiare ma la dinamica è stata ricostruita nei dettagli dagli investigatori. Gli uomini incappucciati avrebbero usato delle smerigliatrici angolari per tagliare l'opera dalla porta di emergenza, che poi avrebbero portato via su un camion. Proprio l'acquisto delle smeragliatrici, con i tabulati dei telefoni nei pressi del Bataclan la notte del furto, hanno permesso di risalire ai ladri.

A destare maggiore curiosità è uno degli arrestati: Mehdi Meftah, 40 anni, imprenditore che ha lanciato un marchio di abbigliamento streetwear di lusso BL1.D (un gioco di parole intorno al denaro) con magliette "haute couture" vendute a circa 500 euro l'una. Lo stesso Meftah ha raccontato in passato che il logo del suo brand - una corona - è un riferimento proprio a Banksy. Secondo il suo avvocato non sarebbe lui ad aver organizzato il furto.

"Ha fatto un favore a qualche sua vecchia conoscenza". Per qualche settimana "La ragazza triste" sarebbe stata nascosta in un hotel della regione di Grenoble di cui Mehfti è socio. "Si è ritrovato con l'opera ma non ha mai dato un soldo" aggiunge il legale. Poi ha viaggiato fino a Tolone e - non si capisce ancora come - è finita abbandonata Sant'Omero, in Abruzzo. La banda non sarebbe comunque riuscita a vendere il prezioso murales di Banksy. Il legale di Meftah spiega che è impossibile. "Sarebbe come cercare di vendere la Gioconda".