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I giorni del coraggio: a Londra una mostra racconta la Resistenza ebraica

Ribellioni, fughe, gruppi partigiani: alla Wiener Holocaust Library si documentano le attività di lotta per opporsi alla Shoah
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LONDRA. Una nuova mostra alla Wiener Holocaust Library racconta la Resistenza degli ebrei contro i nazisti. Da taciti atti di coraggio a vere e proprie ribellioni, l’esibizione illustra le attività di autentici gruppi partigiani ebraici, che lottarono per opporsi alla Shoah, organizzare fughe e diffondere informazioni. Alcuni erano in parte conosciuti, come “I vendicatori”, un gruppo di ebrei lituani le cui gesta sono state raccontate anche da un film del 2008 con Daniel Craig, “Defiance, i giorni del coraggio”, ispirato dal libro del 1993 “Gli ebrei che sfidarono Hitler”. Altri raccontano di uomini e donne poco conosciuti, i cui sacrifici sono stati a lungo ignorati dalla storiografia ufficiale.

La mostra nella biblioteca londinese dedicata all’Olocausto, che si potrà visitare dal 6 agosto al 30 novembre e viene anticipata stamane dal Guardian, descrive per esempio le straordinarie imprese di Tosia Altman, una staffetta d…
LONDRA. Una nuova mostra alla Wiener Holocaust Library racconta la Resistenza degli ebrei contro i nazisti. Da taciti atti di coraggio a vere e proprie ribellioni, l’esibizione illustra le attività di autentici gruppi partigiani ebraici, che lottarono per opporsi alla Shoah, organizzare fughe e diffondere informazioni. Alcuni erano in parte conosciuti, come “I vendicatori”, un gruppo di ebrei lituani le cui gesta sono state raccontate anche da un film del 2008 con Daniel Craig, “Defiance, i giorni del coraggio”, ispirato dal libro del 1993 “Gli ebrei che sfidarono Hitler”. Altri raccontano di uomini e donne poco conosciuti, i cui sacrifici sono stati a lungo ignorati dalla storiografia ufficiale.

La mostra nella biblioteca londinese dedicata all’Olocausto, che si potrà visitare dal 6 agosto al 30 novembre e viene anticipata stamane dal Guardian, descrive per esempio le straordinarie imprese di Tosia Altman, una staffetta del movimento giovanile sionista Hashomer Hatzair, che entrò con falsi documenti nel ghetto di Varsavia, trasportando armi e organizzando la resistenza, prima di essere catturata e uccisa a 24 anni dopo la rivolta del 1943. “Si era procurata una carta d’identità che la faceva passare per polacca anziché ebrea polacca, consentendole di muoversi liberamente per tutto il paese”, osserva Barbara Warnock, curatrice della rassegna. I diari di Philip Manes, incarcerato nella Boemia occupata dal Terzo Reich, descrivono attraverso lettere, poesie e disegni la vita dei prigionieri nel ghetto di Theresienstadt, offrendo una commovente testimonianza dei loro sforzi per mantenere viva la cultura ebraica in drammatiche circostanze. L’ultima notazione si interrompe a metà di una frase, il 28 ottobre 1944, quando lui e la moglie vengono spediti ad Auschwtiz, da dove non usciranno vivi. Ci sono anche interviste fatte negli anni ’50 con superstiti della Shoah, come alcuni membri del Baum, un gruppo clandestino ebraico fondato da Herbert Baum, che condusse attacchi incendiari e altre azioni contro i nazisti a Berlino arrivando ad avere più di 100 membri. Il fondatore fu assassinato in carcere nel 1942, ma alcuni dei suoi compagni riuscirono a sopravvivere e hanno raccontato la loro esperienza ai ricercatori della Wiener Holocaust Library. “Quando si parla di Resistenza, molti pensano ai gruppi clandestini in Francia o in Italia”, commenta la dottoressa Warnock, “ignorando che c’erano anche degli ebrei in molti di questi gruppi. Dai partigiani ebrei armati a Berlino e in territorio sovietico, dove 30 mila ebrei si unirono alla resistenza all’invasione nazista, a singole persone che violavano le regole del nazismo scrivendo un diario per mantenere accesa la fiamma della propria cultura, ed anche questo era proibito nel ghetto, gli episodi di coraggio sono innumerevoli. E’ ora di renderli noti”.