A undici anni, in una tranquilla mattina d’estate, venni centrata in pieno da una palla di cannone che mi spaccò in due metà: una buona e una cattiva. E meno male, perché in quei giorni di calura mi annoiavo molto: tutti erano già partiti per le vacanze e solo io – mi sembrava – ero rimasta in città. Già verso sera, comunque, un cerusico paziente ricucì insieme i due pezzi, giusto in tempo per l’ora di cena, quando mi propinarono in tavola un piatto di lumache. Non le avrei mai mangiate, dissi con decisione, e mi arrampicai su un altissimo albero da cui non sarei più scesa per il resto della vita.
Non arricciate il naso, non alzate gli occhi al cielo: le più belle vacanze della mia vita le ho trascorse in un libro. Si tratta di un villaggio vacanze dotato di ogni confort, lo si raggiunge in un niente e a prezzi convenientissimi. Poi, se l’offerta non vi soddisfa, non serve fare i bagagli e ri…
Non arricciate il naso, non alzate gli occhi al cielo: le più belle vacanze della mia vita le ho trascorse in un libro. Si tratta di un villaggio vacanze dotato di ogni confort, lo si raggiunge in un niente e a prezzi convenientissimi. Poi, se l’offerta non vi soddisfa, non serve fare i bagagli e ri…
A undici anni, in una tranquilla mattina d’estate, venni centrata in pieno da una palla di cannone che mi spaccò in due metà: una buona e una cattiva. E meno male, perché in quei giorni di calura mi annoiavo molto: tutti erano già partiti per le vacanze e solo io – mi sembrava – ero rimasta in città. Già verso sera, comunque, un cerusico paziente ricucì insieme i due pezzi, giusto in tempo per l’ora di cena, quando mi propinarono in tavola un piatto di lumache. Non le avrei mai mangiate, dissi con decisione, e mi arrampicai su un altissimo albero da cui non sarei più scesa per il resto della vita.
Non arricciate il naso, non alzate gli occhi al cielo: le più belle vacanze della mia vita le ho trascorse in un libro. Si tratta di un villaggio vacanze dotato di ogni confort, lo si raggiunge in un niente e a prezzi convenientissimi. Poi, se l’offerta non vi soddisfa, non serve fare i bagagli e rimettersi in treno o in aereo. Basta assestare un colpo deciso alla copertina e si può ripartire immediatamente per altri lidi. Quanto era bello annoiarsi, in quelle estati della mia giovinezza! Osservare il mondo che evaporava lento fuori dalla finestra, individuare una poltrona comoda e partire per la villeggiatura. Sono stata, negli anni: in un accampamento medievale in compagnia di un Cavaliere inesistente (nato insieme al Visconte dimezzato e al Barone rampante dalla fantasia dell’amato Italo Calvino), in un paesino della Svezia insieme all’esuberante Pippilotta Viktualia Rullgardina Succiamenta Efraisilla Calzelunghe (in arte: Pippi). Ho imparato da Pollyanna il segreto della felicità; ho ballato nella giungla con Mowgli, l’orso Baloo e la pantera Baghera; sono cresciuta insieme alle Piccole donne (ho tremato per Beth, ma il mio cuore è sempre stato per Jo); sono andata a pesca con Huckleberry Finn; sono stata gigantesca come Gulliver e minuscola come Alice nel paese delle meraviglie; ho visitato la Fabbrica di cioccolato e sono rimasta soggiogata dal carisma esoterico degli Umpa Lumpa; ho girato il mondo in ottanta giorni senza usare google maps; ho percorso con scarpette rosse una strada di mattoni dorati fino a raggiungere il regno di Oz.
Entrare e uscire da quei mondi a piacimento era come restare in vacanza tutto l’anno, per questo ho deciso di rimanerci per la vita. Non perché me lo abbia imposto un adulto o per compilare una relazione di una pagina e mezzo di quadernone da consegnare all’insegnante al ritorno sui banchi di scuola: all’amore (per la lettura) non si comanda. Leggere è un puro piacere, la forma di intrattenimento più antica e longeva del mondo. Sconfinare dalle pareti anguste della propria esistenza, origliare sul cuore di un altro, piangere lacrime che non sono le proprie, frugare nel labirinto della mente di uno sconosciuto e trovarlo, con meraviglia, identico a sé.
La lettura è come il sushi. Quanti di noi avrebbero immaginato di poter ingerire pesce crudo prima di essere invitati a provarlo da qualcuno di cui ci fidiamo? Anche ai piaceri bisogna essere addestrati. E l’unico modo è l’assaggio. Leggere ad alta voce, raccontare storie, descrivere la trama di un romanzo, presentare un personaggio come se fosse un caro vecchio amico con cui si ha la massima intimità sono gli aperitivi della lettura, fanno venire l’acquolina in bocca, perché nessuno, a qualsiasi età e in qualsiasi epoca, ha potuto resistere alle sirene incantatrici di una buona storia, ed è questo il segreto della principessa Sherazade. E allora: fate spazio sul divano (o sulla poltrona, sul letto, sul canapé, sulla sdraietta sotto l’ombrellone, sul verde di un prato, sul sedile della metropolitana…), chiedete a qualcuno di leggere per voi a voce alta e attendete, in quel silenzio carico di aspettative che si spande per l’aria, così denso da essere materico, che le immagini, i personaggi, i luoghi, le donne, i cavalieri, le armi, gli amori riempiano tutto lo spazio. Ma state attenti, vi avverto, perché poi non potrete più farne a meno.
Non leggete per dovere, non leggete per costrizione, non leggete per far bella figura con gli altri, non chiedete: ma quante pagine ha?, non guardate il film per fare prima, non spoilerate la trama sul cellulare, non scaricate il riassunto da Internet, non fatevi raccontare il finale dal compagno di classe più zelante, non rimandate a domani, non dite che l’avete letto e invece no. Leggete solo se volete innamorarvi pazzamente come Natasha in Guerra e pace, se volete essere contemporaneamente Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Dorian Gray e il suo ritratto, se volete acciuffare al volo il boccino d’oro a cavallo di una scopa e sottrarlo a Harry Potter, se volete essere compagni di banco di August Pullman, il protagonista di Wonder, se vi sentite anche voi una schiappa ma non vi è mai venuta l’idea di confessarlo a tutti scrivendoci un Diario, se lo Stilton per voi non è solo un formaggio, ma il protagonista di mille esilaranti avventure. Se desiderate, per una volta, essere cattivi, indisciplinati, sconsiderati, assassini, ladri, bugiardi, eroici, geniali, spericolati, astuti, pasticcioni; se volete avere un infinito catalogo di vite a vostra disposizione.
E poi leggete, soprattutto, perché è l’unico modo per farvi attraversare da una palla di cannone, e rimanere interi.
Non arricciate il naso, non alzate gli occhi al cielo: le più belle vacanze della mia vita le ho trascorse in un libro. Si tratta di un villaggio vacanze dotato di ogni confort, lo si raggiunge in un niente e a prezzi convenientissimi. Poi, se l’offerta non vi soddisfa, non serve fare i bagagli e rimettersi in treno o in aereo. Basta assestare un colpo deciso alla copertina e si può ripartire immediatamente per altri lidi. Quanto era bello annoiarsi, in quelle estati della mia giovinezza! Osservare il mondo che evaporava lento fuori dalla finestra, individuare una poltrona comoda e partire per la villeggiatura. Sono stata, negli anni: in un accampamento medievale in compagnia di un Cavaliere inesistente (nato insieme al Visconte dimezzato e al Barone rampante dalla fantasia dell’amato Italo Calvino), in un paesino della Svezia insieme all’esuberante Pippilotta Viktualia Rullgardina Succiamenta Efraisilla Calzelunghe (in arte: Pippi). Ho imparato da Pollyanna il segreto della felicità; ho ballato nella giungla con Mowgli, l’orso Baloo e la pantera Baghera; sono cresciuta insieme alle Piccole donne (ho tremato per Beth, ma il mio cuore è sempre stato per Jo); sono andata a pesca con Huckleberry Finn; sono stata gigantesca come Gulliver e minuscola come Alice nel paese delle meraviglie; ho visitato la Fabbrica di cioccolato e sono rimasta soggiogata dal carisma esoterico degli Umpa Lumpa; ho girato il mondo in ottanta giorni senza usare google maps; ho percorso con scarpette rosse una strada di mattoni dorati fino a raggiungere il regno di Oz.
Entrare e uscire da quei mondi a piacimento era come restare in vacanza tutto l’anno, per questo ho deciso di rimanerci per la vita. Non perché me lo abbia imposto un adulto o per compilare una relazione di una pagina e mezzo di quadernone da consegnare all’insegnante al ritorno sui banchi di scuola: all’amore (per la lettura) non si comanda. Leggere è un puro piacere, la forma di intrattenimento più antica e longeva del mondo. Sconfinare dalle pareti anguste della propria esistenza, origliare sul cuore di un altro, piangere lacrime che non sono le proprie, frugare nel labirinto della mente di uno sconosciuto e trovarlo, con meraviglia, identico a sé.
La lettura è come il sushi. Quanti di noi avrebbero immaginato di poter ingerire pesce crudo prima di essere invitati a provarlo da qualcuno di cui ci fidiamo? Anche ai piaceri bisogna essere addestrati. E l’unico modo è l’assaggio. Leggere ad alta voce, raccontare storie, descrivere la trama di un romanzo, presentare un personaggio come se fosse un caro vecchio amico con cui si ha la massima intimità sono gli aperitivi della lettura, fanno venire l’acquolina in bocca, perché nessuno, a qualsiasi età e in qualsiasi epoca, ha potuto resistere alle sirene incantatrici di una buona storia, ed è questo il segreto della principessa Sherazade. E allora: fate spazio sul divano (o sulla poltrona, sul letto, sul canapé, sulla sdraietta sotto l’ombrellone, sul verde di un prato, sul sedile della metropolitana…), chiedete a qualcuno di leggere per voi a voce alta e attendete, in quel silenzio carico di aspettative che si spande per l’aria, così denso da essere materico, che le immagini, i personaggi, i luoghi, le donne, i cavalieri, le armi, gli amori riempiano tutto lo spazio. Ma state attenti, vi avverto, perché poi non potrete più farne a meno.
Non leggete per dovere, non leggete per costrizione, non leggete per far bella figura con gli altri, non chiedete: ma quante pagine ha?, non guardate il film per fare prima, non spoilerate la trama sul cellulare, non scaricate il riassunto da Internet, non fatevi raccontare il finale dal compagno di classe più zelante, non rimandate a domani, non dite che l’avete letto e invece no. Leggete solo se volete innamorarvi pazzamente come Natasha in Guerra e pace, se volete essere contemporaneamente Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Dorian Gray e il suo ritratto, se volete acciuffare al volo il boccino d’oro a cavallo di una scopa e sottrarlo a Harry Potter, se volete essere compagni di banco di August Pullman, il protagonista di Wonder, se vi sentite anche voi una schiappa ma non vi è mai venuta l’idea di confessarlo a tutti scrivendoci un Diario, se lo Stilton per voi non è solo un formaggio, ma il protagonista di mille esilaranti avventure. Se desiderate, per una volta, essere cattivi, indisciplinati, sconsiderati, assassini, ladri, bugiardi, eroici, geniali, spericolati, astuti, pasticcioni; se volete avere un infinito catalogo di vite a vostra disposizione.
E poi leggete, soprattutto, perché è l’unico modo per farvi attraversare da una palla di cannone, e rimanere interi.