La figlia adottiva Stefania Bonfadelli: "Il sogno di mio madre era ritornare sul palcoscenico"
Anna Bandettini , di ANNA BANDETTINIIl ricordo della cantante lirica rimasta sempre vicina a Franca Valeri
"Se ne è andata nel sonno. Sopita, come ormai era da almeno tre settimane. Un addio alla vita con dolcezza, tranquillità - dice Stefania Bonfadelli, la figlia adottiva di Franca Valeri, la persona che le è stata accanto in questi ultimi anni, che l'ha accudita in queste ultime settimane e che adesso dalla casa romana dell'attrice sta organizzando l'ultimo saluto - ho voluto che la camera ardente fosse in teatro, al Teatro Argentina perché Franca doveva tornare in palcoscenico, era un suo desiderio, e il teatro è stata la sua religione. I funerali invece saranno in forma strettamente privata, come lo sarà anche la tumulazione che per il momento non vorrei dire dove avverrà".
Signora Bonfadelli, perché questa segretezza?
"Sono rimasta sconvolta da quello che anni fa accadde a Mike Bongiorno, quando sconosciuti trafugarono le sue spoglie. Non vorrei mai che succedesse qualcosa di simile. No, no non c'…
Signora Bonfadelli, perché questa segretezza?
"Sono rimasta sconvolta da quello che anni fa accadde a Mike Bongiorno, quando sconosciuti trafugarono le sue spoglie. Non vorrei mai che succedesse qualcosa di simile. No, no non c'…
"Se ne è andata nel sonno. Sopita, come ormai era da almeno tre settimane. Un addio alla vita con dolcezza, tranquillità - dice Stefania Bonfadelli, la figlia adottiva di Franca Valeri, la persona che le è stata accanto in questi ultimi anni, che l'ha accudita in queste ultime settimane e che adesso dalla casa romana dell'attrice sta organizzando l'ultimo saluto - ho voluto che la camera ardente fosse in teatro, al Teatro Argentina perché Franca doveva tornare in palcoscenico, era un suo desiderio, e il teatro è stata la sua religione. I funerali invece saranno in forma strettamente privata, come lo sarà anche la tumulazione che per il momento non vorrei dire dove avverrà".
Signora Bonfadelli, perché questa segretezza?
"Sono rimasta sconvolta da quello che anni fa accadde a Mike Bongiorno, quando sconosciuti trafugarono le sue spoglie. Non vorrei mai che succedesse qualcosa di simile. No, no non c'è stata nessuna minaccia, né episodi di cui preoccuparsi. È solo una mia paura, niente di più. Franca aveva schiere di adoratori, appassionati, gente meravigliosa ma, talvolta, al limite del fanatismo. Ecco io vorrei solo preservare il suo riserbo. Tutto qui. Magari più avanti diremo dove è la sua tomba".
Lei l'ha conosciuta a fondo anche nel privato, com'era?
"Uguale a quella pubblica. Una donna forte e sana, e non è vero che aveva il Parkinson come qualche giornale ha scritto. Il suo era solo un tremore senile. Una donna forte, sì. La dedica al suo libro di commedie è "A me stessa, a chi altri?". In questa frase c'è tutta Franca. E non è la frase di un'egocentrica, ma di una donna che ha avuto fiducia in se stessa, senza presunzione. Una donna che ha creduto nel proprio lavoro, nelle proprie capacità, nello studio e nella disciplina e su quelle ha costruito la sua arte. Io me la ricordo nelle cene con i suoi amici, quando con Giuseppe Patroni Griffi faceva progetti teatrali e si appassionavano entrambi".
Come vi siete conosciute voi due?
"Grazie alla musica. È stato 35 anni fa, io ero una cantante d'opera e l'opera è stata la passione della vita di Franca. Amava più Verdi di Shakespeare. Poi negli anni la nostra amicizia si è sedimentata, forse per lo stesso modo di vivere il rapporto con le persone, con il lavoro".
Perché Franca decise di adottarla?
"È una adozione da adulti, avvenuta col permesso dei miei genitori a cui io non ho mai rinunciato. Credo che a un certo punto lei abbia sentito l'esigenza di una famiglia e ha trovato me, mia figlia, il mio compagno. Credo le fosse dispiaciuto non avere avuto figli".
C'è un desiderio negli scritti che Franca le ha lasciato?
"Lei voleva che i suoi testi fossero rappresentati, non dimenticati. Il libro con le sue commedie appena pubblicato da La Tartaruga è stato per lei l'ultima gioia. Lo teneva sul comodino. E non so se è una mia impressione, ma è come se avesse voluto aspettare l'uscita di questo libro a cui lavoravamo da almeno un anno, perché da lì, dall'inizio di luglio ha cominciato piano piano a mollare un po' le redini".
Signora Bonfadelli, perché questa segretezza?
"Sono rimasta sconvolta da quello che anni fa accadde a Mike Bongiorno, quando sconosciuti trafugarono le sue spoglie. Non vorrei mai che succedesse qualcosa di simile. No, no non c'è stata nessuna minaccia, né episodi di cui preoccuparsi. È solo una mia paura, niente di più. Franca aveva schiere di adoratori, appassionati, gente meravigliosa ma, talvolta, al limite del fanatismo. Ecco io vorrei solo preservare il suo riserbo. Tutto qui. Magari più avanti diremo dove è la sua tomba".
Lei l'ha conosciuta a fondo anche nel privato, com'era?
"Uguale a quella pubblica. Una donna forte e sana, e non è vero che aveva il Parkinson come qualche giornale ha scritto. Il suo era solo un tremore senile. Una donna forte, sì. La dedica al suo libro di commedie è "A me stessa, a chi altri?". In questa frase c'è tutta Franca. E non è la frase di un'egocentrica, ma di una donna che ha avuto fiducia in se stessa, senza presunzione. Una donna che ha creduto nel proprio lavoro, nelle proprie capacità, nello studio e nella disciplina e su quelle ha costruito la sua arte. Io me la ricordo nelle cene con i suoi amici, quando con Giuseppe Patroni Griffi faceva progetti teatrali e si appassionavano entrambi".
Come vi siete conosciute voi due?
"Grazie alla musica. È stato 35 anni fa, io ero una cantante d'opera e l'opera è stata la passione della vita di Franca. Amava più Verdi di Shakespeare. Poi negli anni la nostra amicizia si è sedimentata, forse per lo stesso modo di vivere il rapporto con le persone, con il lavoro".
Perché Franca decise di adottarla?
"È una adozione da adulti, avvenuta col permesso dei miei genitori a cui io non ho mai rinunciato. Credo che a un certo punto lei abbia sentito l'esigenza di una famiglia e ha trovato me, mia figlia, il mio compagno. Credo le fosse dispiaciuto non avere avuto figli".
C'è un desiderio negli scritti che Franca le ha lasciato?
"Lei voleva che i suoi testi fossero rappresentati, non dimenticati. Il libro con le sue commedie appena pubblicato da La Tartaruga è stato per lei l'ultima gioia. Lo teneva sul comodino. E non so se è una mia impressione, ma è come se avesse voluto aspettare l'uscita di questo libro a cui lavoravamo da almeno un anno, perché da lì, dall'inizio di luglio ha cominciato piano piano a mollare un po' le redini".