Prima delle fake news c'era una volta il fotomontaggio
Giampaolo Cadalanu
,
dal nostro inviato GIAMPAOLO CADALANU
Berlino rende omaggio all'artista tedesco John Heartfield, che con i suoi collage e l'umorismo dissacrante ha anticipato verità relative e deep web
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
BERLINO - Ci vogliono forbici e colla per tagliare la nebbia e ricostruire la Verità, quella con la V maiuscola. Ci vuole una scelta di campo precisa, il coraggio di ammettere che il significato non è nell'aspetto esteriore degli avvenimenti. Ci vuole un distacco ironico dal senso di obiettività che la civiltà dell'immagine fino a poco tempo riusciva a imporre. In tempi di notizie false e costruite ad arte, il messaggio di John Heartfield è come una boccata d'aria fresca dopo una giornata di mascherine protettive, o forse come una salutare tirata d'orecchie dopo un'immersione acritica nel mainstream dell'informazione totalizzante. Per l'artista tedesco non ci sono dibattiti estenuanti nutriti di politicamente corretto, non c'è la scusa di forze economiche immense capaci di manipolazioni globali, i cosiddetti "deep fake". C'è invece l'energia incontenibile di un visionario che si prende l…
BERLINO - Ci vogliono forbici e colla per tagliare la nebbia e ricostruire la Verità, quella con la V maiuscola. Ci vuole una scelta di campo precisa, il coraggio di ammettere che il significato non è nell'aspetto esteriore degli avvenimenti. Ci vuole un distacco ironico dal senso di obiettività che la civiltà dell'immagine fino a poco tempo riusciva a imporre. In tempi di notizie false e costruite ad arte, il messaggio di John Heartfield è come una boccata d'aria fresca dopo una giornata di mascherine protettive, o forse come una salutare tirata d'orecchie dopo un'immersione acritica nel mainstream dell'informazione totalizzante. Per l'artista tedesco non ci sono dibattiti estenuanti nutriti di politicamente corretto, non c'è la scusa di forze economiche immense capaci di manipolazioni globali, i cosiddetti "deep fake". C'è invece l'energia incontenibile di un visionario che si prende la responsabilità di gridare: il re è nudo, il fascismo va a braccetto con i padroni, e chi vuole può vederlo.
L'omaggio della berlinese Accademia di belle arti all'artista nato nel 1891 come Helmut Herzfeld (fino al 23 agosto) non potrebbe essere più adeguato ai tempi. Dice che la nostra percezione, tirata per la giacca da una parte e dall'altra, stretta tra Fox News e WikiLeaks, soffocata fra teorie della cospirazione e monopoli dell'informazione, irritata dalle censure residue e delusa dai meccanismi dei social network, ha una strada aperta: quella della scelta. Le immagini ospitate in questi giorni all'Akademie der Künste nella mostra "Fotografia più dinamite", e disponibili dell'archivio digitalizzato lo ribadiscono senza scampo: solo respingendo la superficie della realtà e scavando senza paura delle valutazioni si arriva a una comprensione umanamente corretta.
The Heartfield Community of Heirs / VG Bild-Kunst, Bonn 2020. Akademie der Künste, Berlin
Il lavoro di Heartfield diventa ancora più significativo e attuale, nella ferocia dei montaggi più dissacranti, di fronte alla banalità del messaggio reazionario dei populisti. Dalle copertine dell'Arbeiter Illustrierte Zeitung alle scelte grafiche militanti, tutto riconduce a una ricerca assieme spietata e ironica. Non c'è nessuna ricerca dell'equidistanza dall'autore del montaggio "Adolf il superuomo, ingoia oro e vomita schifezze", né questo era l'obiettivo di Heartfield. Già dai tempi del Terzo Reich bisognava restituire più verità di quante fornissero tante analisi del tempo.
Heartfield insomma ci fornisce una via d'uscita dalla paranoia di chi si sente ingannato a 360 gradi. Basta affiancare il suo lavoro con il racconto delle guerre contemporanee. Pensiamo per esempio a Colin Powell che agita alle Nazioni Unite la fiala con "le prove" del possesso di armi di sterminio da parte del regime iracheno. Una ripresa fattuale, in apparenza senza manipolazioni. Sarà una versione più autentica, nel profondo, di un fotomontaggio dichiarato? La risposta è: No. La visione di Heartfield, prodotto di taglio e colla, l'immagine di una jena che si aggira fra i cadaveri, con il cilindro e al collo la croce di Prussia al merito, nel mondo non appare. Ma è incontestabilmente più vera.