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 Yeoman Warder Skaife, Ravenmaster (guardiano dei corvi) della Torre di Londra 

Corvi in fuga dalla Torre, per Londra è un presagio oscuro

Un'antica profezia, a cui credeva anche Churchill, recita che se gli uccelli reali volano via o scompaiono, "cadrà la Corona e con essa la Gran Bretagna". Il motivo del loro allontanamento sarebbe la noia: troppi pochi turisti causa Covid
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LONDRA - Come se non bastassero la Brexit e la pandemia, ora Boris Johnson ha un altro problema: i corvi. Problema non soltanto suo, bensì anche della regina Elisabetta e di tutta la nazione, perché un'antica profezia afferma che, se dovessero morire o scomparire i sette corvi della Torre di Londra, crollerebbe la monarchia britannica. Nei giorni scorsi due dei preziosi volatili hanno lasciato lo storico monumento. Fortunatamente sono stati ripresi. Ma potrebbero fuggire di nuovo, insieme ai loro compagni, perché qualcosa è cambiato nella routine a cui si erano abituati: a causa del coronavirus sono drasticamente calati i visitatori. Loro, di conseguenza, si annoiano e hanno la tentazione di andare a mettere il becco, per così dire, da qualche altra parte.

Naturalmente la previsione che l'assenza dei corvi provocherebbe la fine del Regno Unito è soltanto una vecchia leggenda, fatta risalire a re Carlo II, che ricevette un monito in ta…
LONDRA - Come se non bastassero la Brexit e la pandemia, ora Boris Johnson ha un altro problema: i corvi. Problema non soltanto suo, bensì anche della regina Elisabetta e di tutta la nazione, perché un'antica profezia afferma che, se dovessero morire o scomparire i sette corvi della Torre di Londra, crollerebbe la monarchia britannica. Nei giorni scorsi due dei preziosi volatili hanno lasciato lo storico monumento. Fortunatamente sono stati ripresi. Ma potrebbero fuggire di nuovo, insieme ai loro compagni, perché qualcosa è cambiato nella routine a cui si erano abituati: a causa del coronavirus sono drasticamente calati i visitatori. Loro, di conseguenza, si annoiano e hanno la tentazione di andare a mettere il becco, per così dire, da qualche altra parte.

Naturalmente la previsione che l'assenza dei corvi provocherebbe la fine del Regno Unito è soltanto una vecchia leggenda, fatta risalire a re Carlo II, che ricevette un monito in tal senso mentre sedeva sul trono nel XVII Secolo e diede perciò ordine di trattenere ad ogni costo i pennuti nel territorio della Torre. Ciononostante, fosse anche per pura scaramanzia, i suoi successori l'hanno presa sempre molto sul serio e la tradizione continua fino ai giorni nostri. Durante la Seconda guerra mondiale, per esempio, un solo corvo riuscì a sopravvivere ai bombardamenti nazisti sulla capitale nella Battaglia d'Inghilterra, spingendo il primo ministro Winston Churchill, che si presume avesse cose più importanti di cui occuparsi, a ordinare un ripopolamento della minuscola colonia, affinché tornasse alle dimensioni originarie, scongiurando il pericolo di una sua estinzione.

Fatta erigere da Guglielmo il Conquistatore dopo la vittoria nella battaglia di Hastings del 1066, la data che segna la nascita dell'Inghilterra moderna, la "Tower of London", com'è ufficialmente denominata, è in realtà molto più di una torre come sembra suggerire il suo nome. Si tratta infatti di un ampio castello circondato da mura, sulla riva del Tamigi proprio di fronte al Tower Bridge, il ponte levatoio che si alza per fare passare le navi. È stata la sede della monarchia per secoli, ospitando sovrani celebri come Riccardo Cuor di Leone ed Enrico II, che vi fu assassinato nel 1471. È anche il luogo in cui fu tenuta prigioniera e infine decapitata Anna Bolena, una delle mogli di Enrico VIII, il re che fondò la religione anglicana per poter divorziare e risposarsi (ci prese l'abitudine, finendo per avere sei consorti).

Quando il palazzo reale è stato spostato a Buckingham Palace, la Torre di Londra è diventata prima una prigione, quindi un museo, visitato da ben 15 mila persone al giorno. Poi ci ha messo lo zampino il Covid-19. Il museo è rimasto chiuso tre mesi durante il lockdown. Ora ha riaperto, ma nell'incertezza causata dalla pandemia i turisti scarseggiano: ogni giorno la visitano appena 800 persone. Da questo nascerebbe la noia dei corvi e il loro desiderio di fuga.

Almeno tale è l'interpretazione data dai Beefeaters (alla lettera, "mangiatori di carne" - le guardie della Torre a cui il re diede il permesso di avere un posto alla sua tavola e potere così nutrirsi di carne), i guardiani in costume che sono una delle attrazioni del posto e che hanno fra i loro incarichi quello di occuparsi dei corvi. Il Beefeater a capo del compito viene chiamato Ravenmaster, "maestro o padrone dei corvi". Spetta a lui tarpare le penne rumiganti su un'ala dei volatili, per impedire o almeno rendere più difficile che volino via. Ed è il Ravenmaster attuale, Christopher Skaife, ad avere confidato al Sun la sua tesi sul perché due corvi si sono allontanati: "C'è poca gente e si annoiano. Abbiamo bisogno che tornino i visitatori".

Nell'opinione popolare, forse per il loro colore nero, questi animali sono spesso considerati portatori di sfortuna, i cosiddetti uccelli del malaugurio. Ma i corvi della Torre di Londra, appartenenti a una rara razza pregiata, più grossi di quelli normali, ricevono attenzione regali. Per gli inglesi sono delle piccole celebrità, al punto che sono conosciuti anche per nome: Jubilee, Harris, Gripp, Rocky, Erin, Poppy e Merlina (Merlina e Jubilee sono i due fuggitivi riportati a casa in questi giorni). "Se i corvi della Torre di Londra volano via o scompaiono, cadrà la Corona e con essa la Gran Bretagna", afferma la profezia. Alcuni ritengono che sia solo un'invenzione d'epoca vittoriana. Ma con la Brexit e la pandemia che mettono il regno in ginocchio, meglio non correre rischi e fare di tutto per tenerli felici e contenti dentro le mura dell'antico maniero.