Campiello o non Campiello, babbo Guccini per la figlia Teresa era, è e sarà sempre un mago delle parole. Parole di affetto e di stima che la figlia del cantautore ha dedicato su Instagram al padre, finalista con Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto, poco prima dell'annuncio del vincitore del Premio Campiello, assegnato sabato sera a Remo Rapino con Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio. Il dolce messaggio di sostegno è stato scritto sotto una foto di lei bambina, sostenuta dal padre, e dalla copertina del libro che racconta la vita di Pàvana, borgo in via di abbandono, riportato in vita dai ricordi di Guccini, oggi 80enne.
"Caro babbo, so quanto tieni a questo premio perché hai sempre voluto essere scrittore più che cantautore ma stasera, che tu vinca o che tu perda, sarai sempre l'incredibile mago di parole che tutti noi amiamo e ammiriamo senza che un premio lo debba sancire" ha scritto Teresa nella prima parte del messaggio. Ieri Guccini si è presentato in piazza San Marco recitando al pubblico una filastrocca nel dialetto di Pàvana che, nonostante fosse ai più incomprensibile, ha incantato gli spettatori per la musicalità e la calda voce del cantautore. "Sono un accanito lettore e quando leggi tanto ti viene spontaneo provare a scrivere" ha detto poi Guccini, ricordando che comunque trovava più difficile scrivere una canzone che un racconto.
"Tutto ciò per me poi vale di più perché un babbo è un babbo c'è poco da fare" ha scritto la figlia nella parte conclusiva del messaggio, seguita da quasi duecento commenti di sostegno "Con la speranza che, da gatta figlia di un gatto, io riesca a cercare quei tipi che tu sai, in bocca al lupo con tutto il cuore". La capacità del cantautore di plasmare le parole è stata riconosciuta, ovviamente con un messaggio diverso, anche dallo stesso vincitore del Premio Campiello che ha detto che il romanzo di Guccini era quello che sentiva più vicino per il ricercato uso del linguaggio, per la volontà di ricostruire un passato lontano e per le suggestive atmosfere.
La mattina della premiazione Guccini, tra i più amati cantautori italiani e autore di altri romanzi, aveva detto che con la musica aveva smesso e che stava pensando a un nuovo romanzo: "Ho desiderato fin da bambino di fare lo scrittore. Poi la vita mi ha portato davvero a fare lo scrittore scrivendo canzoni che non erano semplici canzoni, ma canzoni narrative". E tra i messaggi di sostegno c'è chi ricorda proprio il testo di Ho ancora la forza: "Ho ancora la forza di scegliere parole per gioco, per il gusto di potermi sfogare, perché, piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare".
"Caro babbo, so quanto tieni a questo premio perché hai sempre voluto essere scrittore più che cantautore ma stasera, che tu vinca o che tu perda, sarai sempre l'incredibile mago di parole che tutti noi amiamo e ammiriamo senza che un premio lo debba sancire" ha scritto Teresa nella prima parte del messaggio. Ieri Guccini si è presentato in piazza San Marco recitando al pubblico una filastrocca nel dialetto di Pàvana che, nonostante fosse ai più incomprensibile, ha incantato gli spettatori per la musicalità e la calda voce del cantautore. "Sono un accanito lettore e quando leggi tanto ti viene spontaneo provare a scrivere" ha detto poi Guccini, ricordando che comunque trovava più difficile scrivere una canzone che un racconto.
"Tutto ciò per me poi vale di più perché un babbo è un babbo c'è poco da fare" ha scritto la figlia nella parte conclusiva del messaggio, seguita da quasi duecento commenti di sostegno "Con la speranza che, da gatta figlia di un gatto, io riesca a cercare quei tipi che tu sai, in bocca al lupo con tutto il cuore". La capacità del cantautore di plasmare le parole è stata riconosciuta, ovviamente con un messaggio diverso, anche dallo stesso vincitore del Premio Campiello che ha detto che il romanzo di Guccini era quello che sentiva più vicino per il ricercato uso del linguaggio, per la volontà di ricostruire un passato lontano e per le suggestive atmosfere.
La mattina della premiazione Guccini, tra i più amati cantautori italiani e autore di altri romanzi, aveva detto che con la musica aveva smesso e che stava pensando a un nuovo romanzo: "Ho desiderato fin da bambino di fare lo scrittore. Poi la vita mi ha portato davvero a fare lo scrittore scrivendo canzoni che non erano semplici canzoni, ma canzoni narrative". E tra i messaggi di sostegno c'è chi ricorda proprio il testo di Ho ancora la forza: "Ho ancora la forza di scegliere parole per gioco, per il gusto di potermi sfogare, perché, piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare".