✕
Ava Gardner e Robert Graves negli anni Sessanta 

Così Robert Graves trovò la sua dea

Ascolta l'audio

Il grande poeta, studioso dei miti greci, e l'attrice Ava Gardner furono legati da una lunga "cospirazione amorosa". Nata a Maiorca
6 minuti di lettura
Robert Graves nacque per la prima volta a Wimbledon il 24 luglio di 125 anni fa. La seconda volta fu nella Somme, nel cimitero di Bazentin, il 20 luglio 1916. Le schegge di una granata tedesca gli perforarono il polmone e il tenente colonnello Crawshay comunicò ai suoi genitori la morte del valoroso ("gallant") capitano dei Royal Welch Fusilliers. Il poeta, invece, sopravvisse e non perse l'occasione per iniziare a porre le basi del suo mito.
 
Graves diceva che si dedicava ad allevare cani, la prosa, per poter avere un gatto, la poesia; con la speranza di ritrovare anche il proprio equilibrio mentale dopo le nevrosi provocate dalla guerra. L'opera poetica è stata messa in ombra dalle sue memorie di espatriato, Addio a tutto questo, e da Io, Claudio, I miti greci o La dea bianca, scritti a Deià (Maiorca). Lì frequentò la più simile a una dea contemporanea, Ava Gardner. La loro amicizia può essere ricostruita grazi…
Robert Graves nacque per la prima volta a Wimbledon il 24 luglio di 125 anni fa. La seconda volta fu nella Somme, nel cimitero di Bazentin, il 20 luglio 1916. Le schegge di una granata tedesca gli perforarono il polmone e il tenente colonnello Crawshay comunicò ai suoi genitori la morte del valoroso ("gallant") capitano dei Royal Welch Fusilliers. Il poeta, invece, sopravvisse e non perse l'occasione per iniziare a porre le basi del suo mito.
 
Graves diceva che si dedicava ad allevare cani, la prosa, per poter avere un gatto, la poesia; con la speranza di ritrovare anche il proprio equilibrio mentale dopo le nevrosi provocate dalla guerra. L'opera poetica è stata messa in ombra dalle sue memorie di espatriato, Addio a tutto questo, e da Io, Claudio, I miti greci o La dea bianca, scritti a Deià (Maiorca). Lì frequentò la più simile a una dea contemporanea, Ava Gardner. La loro amicizia può essere ricostruita grazie alle lettere e ai diari conservati al Saint John's College di Oxford, alla monumentale biografia di Richard Graves e all'archivio della University of Victoria (Canada).
 
Nell'ottobre del 1929, lui e la scrittrice di romanzi storici Laura Riding, sua seconda compagna, dopo la rottura con Nancy Nicholson, volevano stabilirsi nei Paesi Baschi, ma Gertrude Stein consigliò loro Maiorca con la famosa frase: "[è] un paradiso, se riesci a sopportarlo!". Lo sopportarono fino al 18 luglio 1936. Quando dei fascisti armati irruppero nel paradiso e cominciarono i bombardamenti e le retate, i Graves lasciarono l'isola a bordo del cacciatorpediniere britannico Grenville. Non sarebbero tornati che nel 1946, sullo stesso aereo, il  Dragon Rapide, che aveva trasportato Franco dalle Canarie a Tetuan nel 1936 e che avevano noleggiato come aerotaxi.
 
Già prima della guerra, essere un poeta affermato e uno studioso di letteratura greco-latina non gli bastava per vivere. A Madrid aveva un vecchio amico degli anni londinesi, il camaleontico Ricardo Sicre, un ex combattente dell'ERC [Esquerra Republicana de Catalunya] diventato durante la seconda guerra mondiale una spia dell'OSS (Office of Strategic Services, il precursore della CIA). Sposato con Betty Lussier, audace pilota della RAF e spia a sua volta, Sicre aveva usato i suoi servigi agli interessi americani per accumulare una fortuna. Graves, che stava per compiere 60 anni, vedeva la sua salvezza economica nel cinema e aveva ideato dei progetti, poi non realizzati, con Ingrid Bergman e Anna Magnani. Quando Ava Gardner si stabilì nel 1954 a La Bruja, la villa che aveva acquistato a La Moraleja [oggi una delle aree residenziali più esclusive di Madrid, ndt]), i Sicre le parlarono di Graves, che stava finendo di scrivere I miti greci. L'attrice pensava che fosse uno scienziato in vacanza e Graves le scrisse: "Non sono un accademico, né un archeologo, né un antropologo o un esperto di mitologia comparata, ma sono uno che ha buon naso e discreto tatto, e penso di aver scoperto connessioni, tra i miti, invisibili a molti. Le facoltà classiche mi odieranno e riceverò molte critiche sprezzanti".
 
Nel febbraio del 1956, Betty Lussier convinse l'attrice a riposarsi per qualche giorno nella casa di Graves a Deià. La scusa, come scrisse il poeta in Un brindisi ad Ava Gardner, era che "avrebbe finalmente potuto dormire, studiare la grammatica spagnola, nuotare ogni giorno e consultarmi per colmare la sua educazione disordinata con un corso intensivo di poesia inglese". La star del cinema arrivò al piccolo aeroporto di Palma di Maiorca giovedì 8 marzo 1956. Ci furono picnic e bagni di mare a Camp de Mar sfidando il freddo, passeggiate a mezzanotte, spettacoli di flamenco, tanto vino di Binissalem, poca grammatica, ancor meno ore di sonno e qualche lezione di poesia. Ava gli chiese di insegnarle a leggere le poesie e Graves le disse che "scuotere il setaccio alla ricerca di pepite d'oro può essere un lavoro molto noioso. Le poesie sono come le persone. Pochissime sono autentiche" e la poesia "non va capita, ma goduta", perché "la poesia veramente buona ha sempre un senso personale, immediato e semplice, non è mai noiosa e si arricchisce di senso ogni volta che viene letta".

 
Un giorno le diede una copia delle sue poesie da leggere a letto e lei gli chiese quale potesse leggere per prima. Graves scelse "The Portrait", ispirata dal suo ambiguo rapporto sentimentale con Judith Bledsoe: "Lei parla sempre con quella voce,/ anche agli estranei (...) È selvaggia e innocente, promessa all'amore,/ attraverso tutte le sventure". "Sei tu, pari pari", le disse.
 
"È stata la prima settimana in cui non ho scritto niente, se ricordo bene... in cinque o venti anni", annotò Graves. Ebbe invece il tempo di lavorare con l'attrice su una sceneggiatura basata su El embrujo de Sevilla, un romanzo con un'atmosfera da corrida dell'uruguaiano Carlos Reyles, che lei cercò di vendere agli studi della MGM. "Martedì 10. Cena con Ava a El Patio: ho discusso con lei la sinossi", scrive nel suo diario. E il 13 marzo: "Finita la prima revisione di Siviglia. Saluto Ava all'aeroporto".
 
Il poeta e l'attrice non avrebbero smesso di scriversi e di vedersi, a Maiorca, Madrid, New York o Londra. La fama di Graves come erotomane suscitava la curiosità di chi gli stava intorno e lui dissipò i loro dubbi. "Sì", scrisse ai suoi amici Louise e Red, "ho avuto a casa mia Ava Gardner per una settimana l'estate scorsa. Le vogliamo molto bene e lei ha cercato di farmi del bene facendomi entrare nella sua società naufragata. Ava gioca sul sicuro; i 10 eletti erano troppo vecchi come [Adlai] Stevenson, Hemingway, Dr. Alexander, o me; o checche come Antonio, Cole Porter, Yul Brynner, Tennessee Williams, e così via". E in un'altra lettera: "Ava Gardner viene dopo Natale: lei ed io siamo molto legati. È bello non essere innamorato di lei..." Ava definì la loro relazione come "una sorta di cospirazione amorosa".
 
Vedeva in Graves un poeta anziano, al riparo dall'attrazione fisica, che poteva colmare la sua mancanza di cultura come non poteva fare con gli altri suoi amici scrittori, Hemingway o Henry Miller. "Se potessi vivere una seconda vita, l'educazione è ciò che vorrei avere prima di tutto. La mia vita sarebbe stata diversa. Non puoi immaginare cosa volesse dire avere l'età che avevo io all'epoca e sapere di essere così ignorante da avere paura di parlare con la gente per il timore che anche le domande che fai possano sembrare stupide". Graves scriveva delle poesie per lei, come questa, dopo un incontro a New York: "Ava Gardner mi ha portato/ un angelo alato ieri / perché si inginocchi accanto a me quando prego / e mi guidi attraverso gli Stati Uniti. / Con un'ala non volerà via da me. / Grazie, mia carissima Ava!". Oppure le dedica una poesia prima della sua prossima visita: "Passare la notte sveglio, nella gioia più pura, / senza contare le pecore e senza preoccuparsi delle campane, / salutando la confabulazione dell'alba / e i suoi figli, gli uccelli, che oziosamente / discutono i dettagli fantastici dell'arrivo promesso/ Indosserà un abito rosso, vermiglio, blu / o bianco puro? Comunque si vesta, sarà splendida". Le dà persino consigli su come concepire un figlio: "Prima di tutto, l'uomo. Deve essere l'uomo, non solo un uomo. Poi, il luogo: una stanza alta con spade e machete, dato che vuoi un maschio. Poi, l'ora: venerdì sera, quando la luna si avvicina alla sua pienezza. Il cibo: vino rosso e carne rossa".
 
Nel 1962, Ava partecipò alla festa di compleanno di Graves. "Ava", scherzava lo scrittore con Sicre, "presto ha fatto l'amore con una guardia. È un buon segno. Ora possiamo contrabbandare e uccidere quanto ci pare". Forse si riferiva al noto aneddoto secondo il quale l'attrice, durante la festa, dopo aver bevuto un paio di cocktail con un bel caporale della Guardia Civil, lo invitò a ballare e lui, mettendosi sull'attenti, la respinse: "Mi dispiace, signorina, sono in servizio". In alcune delle sue lettere, Ava gli racconta le sue paure e le sue delusioni, come le accidentate riprese de La Bibbia nel 1964, in Sicilia, durante le quali Georges C. Scott, ubriaco, la picchiò. Alle parole di consolazione di Graves, risponde: "Molto spesso, quando sono triste, ti scrivo. Non te le mando quasi mai, ma mi sento meglio. Robert, oggi ho cercato di spiegare a qualcuno che ricevere le tue lettere compensa tutte le cose brutte di questo film. Invece di sentirmi sporca e inutile, mi sono sentita molto forte e ne è valsa la pena. Sono contenta di conoscere qualcuno che amo e ammiro e che dedica tanto tempo della sua vita piena di impegni a dirmi cose buone".
 
Graves, a sua volta, racconta ad Ava i  tormentati rapporti con le sue giovani "muse": Margot Callas ("è unica al mondo, come scoprirai"), o la selvaggia e distruttiva Cindy Lee, ribattezzata Aemilia Laraçuen, che aveva pugnalato  il suo primo marito senza ucciderlo ("È stato facile, come affondare un coltello in una torta", si vantava). Graves le aveva insinuato che avrebbe lasciato la moglie, Beryl, ma Aemilia gli aveva mandato una lettera, "inzuppata di lacrime", per "comunicarmi", scrive ad Ava Gardner, "che adesso non può: non vuole spezzare la mia vita qui e sente che è troppo insicura e vaga perché la nostra unione permanente sia un successo, perché dice che sono un perfezionista e che a me piace una routine a cui non le sarebbe facile adeguarsi. Non mi fa male, perché ammette di rimanere indissolubilmente legata a me nell'anima".  Graves racconta ad Ava che "era una donna aggrovigliata in due fili completamente diversi, non tutta d'un pezzo, come tu ed io". E quando si separò da lei, "l'oscurità tornò all'oscurità", scrisse nel suo diario. A proposito della musa seguente, la diciassettenne Juli Simmons, raccontò all'attrice che lo faceva sentire più giovane che mai: "i miei capelli neri stanno ricrescendo e le rughe si ammorbidiscono. La causa? È l'amore", anche se, secondo il poeta, "il nostro amore è molto strano. Non ha mai perso la verginità. Naturalmente ci sono due tipi di verginità, fisica e spirituale. Lei le ha mantenute entrambe".
 
Ava si recò a Londra per assistere all'ultima lezione di Graves a Oxford. Poi fecero una festa in un ristorante cinese: "Ci siamo divertiti molto", le disse. In una serie di foto del 1969, a New York, si vede Graves baciare amorevolmente Ava Gardner, mentre lei si lascia cullare tra le sue braccia, o fa le smorfie come un adolescente davanti alla macchina fotografica. La corrispondenza tra loro si interruppe quando Graves perse la ragione. La sua seconda morte, inappellabile, giunse nel 1985 e colpì profondamente Ava Gardner, che, già in precarie condizioni di salute, lasciò il suo isolamento per partecipare al suo funerale a Londra. La videro in piedi, per molto tempo, esposta al vento e alla pioggia, finché qualcuno le si fece incontro con un ombrello.
®Josep Massot/EDICIONES EL PAÍS S.L
traduzione di Luis E. Moriones