Scarthin Books a Matlock, nel Regno Unito (da libro "Do you read me?", Gestalten)
Giro del mondo tra le librerie indipendenti che resistono
Annarita Briganti
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di ANNARITA BRIGANTI
"Do you read me?" è la prima guida internazionale ai migliori bookshop sparsi sul pianeta. Rigorosamente lontani dalle grandi catene
Aggiornato alle 3 minuti di lettura
Nel deserto, su una barca, in un castello, in una casa (a New York), con animali - polli, topi e cincillà, a Minneapolis - , con o senza caffetteria, con o senza bar per bevande alcoliche, a offerta libera, per aspiranti maghi, moltissime per appassionati di architettura arte design, per amanti dei romanzi rosa, con un nome tipo Dyslexia Libros ad Antigua Guatemala, in Guatemala, anche se non vendono libri per dislessici, o Desperate Literature di Madrid, dove si trovano pure storie a lieto fine, fino alle super vip, da Shakespeare and Company a Parigi alla newyorchese Strand, a El Ateneo Grand Splendid di Buenos Aires e a Morioka Shoten a Tokyo, che vende solo un libro alla volta. Il giro del mondo in una sessantina di librerie indipendenti grazie a un volume destinato a diventare di culto, nel suo genere: Do You Read Me?, pubblicato anche in inglese dalla casa editrice tedesca Gestalten. Una guida che ci sarà particolarmente utile quando l'emergenza sanitaria sar&a…
Nel deserto, su una barca, in un castello, in una casa (a New York), con animali - polli, topi e cincillà, a Minneapolis - , con o senza caffetteria, con o senza bar per bevande alcoliche, a offerta libera, per aspiranti maghi, moltissime per appassionati di architettura arte design, per amanti dei romanzi rosa, con un nome tipo Dyslexia Libros ad Antigua Guatemala, in Guatemala, anche se non vendono libri per dislessici, o Desperate Literature di Madrid, dove si trovano pure storie a lieto fine, fino alle super vip, da Shakespeare and Company a Parigi alla newyorchese Strand, a El Ateneo Grand Splendid di Buenos Aires e a Morioka Shoten a Tokyo, che vende solo un libro alla volta. Il giro del mondo in una sessantina di librerie indipendenti grazie a un volume destinato a diventare di culto, nel suo genere: Do You Read Me?, pubblicato anche in inglese dalla casa editrice tedesca Gestalten. Una guida che ci sarà particolarmente utile quando l'emergenza sanitaria sarà finita e potremo ricominciare a viaggiare.
Iniziamo il nostro tour dei bookstore con la libreria che dà il titolo all'opera: Do You Read Me?!, nella Berlino che è anche la città dell'editore. Mark Kiessling e Jessica Reitz l'hanno fondata nel pieno di una delle tante crisi del settore e hanno deciso di puntare, considerati folli da tutti, sui magazine internazionali rigorosamente di carta, che non trovavano a Berlino, e sugli editori indipendenti, sempre cartacei. "Non facciamo differenza tra libri, riviste affermate e pubblicazioni indipendenti. L'unica cosa che c'interessa è che funzionino. Ci sono molti cambiamenti all'orizzonte, ma un medium analogico come il testo scritto ci permette di vedere il mondo con occhi diversi, e ognuno di noi può farlo per conto proprio, con una sensazione di pace. Da questo punto di vista librerie, biblioteche, musei ti permettono semplicemente di perderti, il che ha ancora più valore nei nostri tempi, sempre più veloci" dicono i due.
Desperate Literature a Madrid
Dopo la Germania, poiché con il pensiero si può fare tutto, andiamo da Dyslexia Libros. Il proprietario, John Rexer, ha un debole per i buoni libri, per le porte antiche, che colleziona, e per il mezcal, che propone nel bar, con musica dal vivo, annesso alla libreria. "Il mondo sarà salvato dalle piccole librerie. Da me si trovano classici di qualità, fiction, non fiction, letteratura internazionale e soprattutto molte persone interessanti. La mia libreria le attrae come carta moschicida" racconta il libraio, che si è procurato i primi volumi da vendere grazie a un incidente: "In un giorno di pioggia ad Antigua la mia cagnolina era stata investita da una macchina. L'ho portata in una clinica veterinaria e ho trovato dei libri in vendita per raccogliere soldi per gli animali che vivevano in strada. Così, per circa cento dollari, ho comprato i miei primi trecento libri, comprese prime edizioni, e ho potuto aprire Dyslexia Libros. La domanda più frequente che mi fanno? Se è una libreria per dislessici. È un nome che incuriosisce" dichiara Rexer.
Come non entrare anche, per ora virtualmente, nella madrilena Desperate Literature? "Ci sono libri per quando sei annoiato. Ci sono libri per quando sei tranquillo. Ci sono libri per quando sei triste. Ci sono libri per quando sei felice. E ci sono libri per quando sei disperato" come direbbe Roberto Bolan?o, citato su una parete di questa piccola, frequentatissima libreria, fondata da Terry Craven e Charlotte Delattre - ex Shakespeare and Company - , da Corey Eastwood e da Craig Walzer, che gestisce anche Atlantis Books a Santorini. Libri belli, recensiti sugli scaffali dai clienti più fedeli, connubio drink-libri - per un periodo avevi diritto a un whisky per ogni volume acquistato - e una comunità in carne e ossa che li sostiene.
Carturesti Carusel, Bucarest
Prefazione di Juergen Boos: "Le librerie ci offrono spazi di riflessione e nuovi incontri dando un contributo concreto alla difesa della diversità culturale" afferma il direttore della Fiera di Francoforte, ex libraio - , Do You Read Me? contiene anche altre testimonianze sul tema - una ex libraia, ora scrittrice, ricorda che doveva vietare agli adulti di lasciarle i figli mentre loro facevano la spesa, ma gli adulti la usavano ugualmente come bambinaia - e troviamo pure tre librerie italiane, una veneziana, la Libreria Acqua Alta, e due milanesi, la Libreria del Mare e 10 Corso Como, simbolo dei fili rossi di questo viaggio tra gli scaffali: la specializzazione, lo sguardo internazionale, la bellezza dei posti - basta antri bui e polverosi, pur essendo recensita anche una libreria che vende al buio e illumina ogni copia con dei faretti - e l'attenzione ai "clienti", che non sono clienti, non cercano un prodotto, ma sono lettori, vogliono maneggiare una materia viva come le parole. Libreria Acqua alta, Venezia
Da Shakespeare and Company, se sei uno scrittore, puoi dormire sui divani-letto che appaiono tra gli scaffali, lasciando magari qualche pagina scritta da te, dopo una cioccolata calda nel bar accanto e acquisti nella bancarella allestita davanti all'ingresso della libreria, che ospita pure dei reading all'aperto. Da The Jazzhole, a Lagos, in Nigeria, puoi comprare libri, certo, e anche dischi in vinile, puoi mangiare, puoi sentire un concerto jazz. Un modo pre Covid di stare insieme attraverso la Cultura, l'Arte e i piaceri della vita che, virus permettendo, andrebbe recuperato al più presto, pure per sostenere un settore - quello delle librerie indipendenti - particolarmente colpito dalla crisi, ma che non scomparirà mai. "Le piccole librerie hanno ancora un potenziale infinito. Dipende da te mantenerle al passo con i tempi" sostengono i librai di Madrid.