Con il fumetto è arrivata l’ora di voltare pagina, definitivamente. Basta considerarlo una roba semplice, da ragazzi, buona al massimo per avvicinare alle buone letture. Oggi è un medium complesso e profondo, capace di raccontare i fatti d’attualità così come i sentimenti più intimi e delicati, forte anche di quella carica di sperimentazione che nel passato si trovava nella letteratura e nel cinema. Insomma, ormai è stato realizzato il progetto di rivalutazione delle strisce disegnate per il quale nacque, nel febbraio del 1965, il Salone dei Comics (che ebbe un numero zero a Bordighera e poi divenne manifestazione stabile a Lucca).
Erano anni molto complicati per il fumetto quelli, perché davvero godeva di pessima stampa. Oggi si celebra Diabolik ma negli anni Sessanta le sorelle Giussani dovevano difendersi continuamente da giudici amanti del sequestro ed educatori censori. Sergio Bonelli, editore di Tex, era stato costret…
Erano anni molto complicati per il fumetto quelli, perché davvero godeva di pessima stampa. Oggi si celebra Diabolik ma negli anni Sessanta le sorelle Giussani dovevano difendersi continuamente da giudici amanti del sequestro ed educatori censori. Sergio Bonelli, editore di Tex, era stato costret…
Con il fumetto è arrivata l’ora di voltare pagina, definitivamente. Basta considerarlo una roba semplice, da ragazzi, buona al massimo per avvicinare alle buone letture. Oggi è un medium complesso e profondo, capace di raccontare i fatti d’attualità così come i sentimenti più intimi e delicati, forte anche di quella carica di sperimentazione che nel passato si trovava nella letteratura e nel cinema. Insomma, ormai è stato realizzato il progetto di rivalutazione delle strisce disegnate per il quale nacque, nel febbraio del 1965, il Salone dei Comics (che ebbe un numero zero a Bordighera e poi divenne manifestazione stabile a Lucca).
Erano anni molto complicati per il fumetto quelli, perché davvero godeva di pessima stampa. Oggi si celebra Diabolik ma negli anni Sessanta le sorelle Giussani dovevano difendersi continuamente da giudici amanti del sequestro ed educatori censori. Sergio Bonelli, editore di Tex, era stato costretto a creare il Marchio di Garanzia per tranquillizzare chi vedeva nelle scazzottate di Tex e nelle scollature disegnate il male che avrebbe rovinato la nostra gioventù. Fortunatamente c’erano intellettuali che volevano riflettere seriamente sull’argomento. Per esempio Umberto Eco, che nel 1964 pubblicò Apocalittici e integrati con tante pagine sul fumetto. Eco in quel primo Salone era già nel Direttivo (che vedeva il fumettista Rino Albertarelli presidente, insieme ad altri come Romano Calisi, l’ideatore della manifestazione e il regista Alain Resnais). Il titolo della sua relazione era “La struttura iterativa dei comics”, e anticipava il tema che avrebbe discusso con Oreste del Buono e Elio Vittorini nel primo numero di Linus che sarebbe uscito un paio di mesi dopo. Si parlava della ripetizione di temi e situazioni come strumento narrativo e forza poetica. Una bella risposta a chi rifiutava nel fumetto non solo l’uso del disegno a fini di narrazione, ma anche la sua attitudine commerciale. Charlie Brown e Linus si ripetevano come i personaggi di tutte le strip che apparivano ogni giorno sui quotidiani. Ora quel tipo di fumetto è una fetta minima della produzione mondiale.
Tutto è cambiato, oggi. A Lucca per decenni si sono celebrati i personaggi, perché il mondo del fumetto viveva attraverso di loro. Gli autori erano quasi una rivelazione quando apparivano in carne ed ossa al Teatro del Giglio a riscuotere gli applausi. Ecco finalmente chi realizza i fumetti di Valentina. Ecco chi ha disegnato L’eternauta. Oggi tutto è cambiato. I nuovi protagonisti, i nuovi eroi del mondo del fumetto sono gli autori: questa è la rivoluzione del graphic novel. E se un tempo un fumettista doveva vivere altre vite in tempi e luoghi spesso lontani, oggi spesso con successo racconta sé stesso. Nello speciale lucchese di Robinson (aperto da un approfondimento di Nicola Lagioia) in edicola domani abbiamo scelto 23 romanzi a fumetti usciti negli ultimi mesi: di questi una decina sono autobiografici o comunque costruiti sulla base di proprie esperienze personali. E anche quando sono reportage (per Joe Sacco o Sio), la figura dell’autore, il suo segno, il suo modo di raccontare, è fondamentale. Finalmente bisogna dare ragione ai genitori delle generazioni passate quando dicevano di non saper leggere i fumetti.
Aveva ragione il sociologo McLuhan quando lo indicava come linguaggio freddo (a differenza del cinema sonoro) che il lettore doveva scaldare creando i suoni e i movimenti suggeriti dai disegni sulla carta. Oggi perfino un lettore accanito può trovarsi in difficoltà leggendo i tormenti psicologici costruiti attraverso le vignette da Chris Ware in Rusty Brown (ne scriverà domani Luca Valtorta) o le grandi tavole senza parole di Shaun Tan capaci di raccontare mondi in Piccole storie dal centro (l’intervista è di Gabriele Di Donfrancesco).
Anche di questo si parlerà nella nuova edizione del festival lucchese trasformato dall’emergenza Covid. “Lucca Changes” vedrà comunque la presenza di tanti artisti italiani, sia dal vivo (negli spazi lucchesi o nelle librerie e fumetterie sparse in tutta Italia) che in streaming o all’interno dei palinsesti Rai. Silvia Ziche vedrà tradotte in uno spettacolo teatrale (diretto da Francesco Niccolini) le avventure della sua Lucrezia giovedì 29 al Teatro del Giglio mentre Leo Ortolani e Roberto Recchioni affronteranno il tema Covid (soltanto online).
Il 31 Sio sarà protagonista di un evento da guinness dei primati realizzando 30 strisce in 30 minuti, mentre Zerocalcare parlerà dell’efferatezza della vita quotidiana, dell’evoluzione dell’amicizia e dei misteri che durano decenni. Nel tardo pomeriggio Davide Toffolo disegnerà sotto ipnosi indotta dal prof. Camillo Loriedo. Nell’ultima giornata Seth sarà online dal Canada per parlare del suo ultimo romanzo a fumetti costato 20 anni di lavoro: Clyde Fans. Ma ovviamente sono solo alcuni spunti di una edizione molto particolare, da vivere guardando il futuro con positività: anche Charlie Brown sarebbe d’accordo.
Erano anni molto complicati per il fumetto quelli, perché davvero godeva di pessima stampa. Oggi si celebra Diabolik ma negli anni Sessanta le sorelle Giussani dovevano difendersi continuamente da giudici amanti del sequestro ed educatori censori. Sergio Bonelli, editore di Tex, era stato costretto a creare il Marchio di Garanzia per tranquillizzare chi vedeva nelle scazzottate di Tex e nelle scollature disegnate il male che avrebbe rovinato la nostra gioventù. Fortunatamente c’erano intellettuali che volevano riflettere seriamente sull’argomento. Per esempio Umberto Eco, che nel 1964 pubblicò Apocalittici e integrati con tante pagine sul fumetto. Eco in quel primo Salone era già nel Direttivo (che vedeva il fumettista Rino Albertarelli presidente, insieme ad altri come Romano Calisi, l’ideatore della manifestazione e il regista Alain Resnais). Il titolo della sua relazione era “La struttura iterativa dei comics”, e anticipava il tema che avrebbe discusso con Oreste del Buono e Elio Vittorini nel primo numero di Linus che sarebbe uscito un paio di mesi dopo. Si parlava della ripetizione di temi e situazioni come strumento narrativo e forza poetica. Una bella risposta a chi rifiutava nel fumetto non solo l’uso del disegno a fini di narrazione, ma anche la sua attitudine commerciale. Charlie Brown e Linus si ripetevano come i personaggi di tutte le strip che apparivano ogni giorno sui quotidiani. Ora quel tipo di fumetto è una fetta minima della produzione mondiale.
Tutto è cambiato, oggi. A Lucca per decenni si sono celebrati i personaggi, perché il mondo del fumetto viveva attraverso di loro. Gli autori erano quasi una rivelazione quando apparivano in carne ed ossa al Teatro del Giglio a riscuotere gli applausi. Ecco finalmente chi realizza i fumetti di Valentina. Ecco chi ha disegnato L’eternauta. Oggi tutto è cambiato. I nuovi protagonisti, i nuovi eroi del mondo del fumetto sono gli autori: questa è la rivoluzione del graphic novel. E se un tempo un fumettista doveva vivere altre vite in tempi e luoghi spesso lontani, oggi spesso con successo racconta sé stesso. Nello speciale lucchese di Robinson (aperto da un approfondimento di Nicola Lagioia) in edicola domani abbiamo scelto 23 romanzi a fumetti usciti negli ultimi mesi: di questi una decina sono autobiografici o comunque costruiti sulla base di proprie esperienze personali. E anche quando sono reportage (per Joe Sacco o Sio), la figura dell’autore, il suo segno, il suo modo di raccontare, è fondamentale. Finalmente bisogna dare ragione ai genitori delle generazioni passate quando dicevano di non saper leggere i fumetti.
Aveva ragione il sociologo McLuhan quando lo indicava come linguaggio freddo (a differenza del cinema sonoro) che il lettore doveva scaldare creando i suoni e i movimenti suggeriti dai disegni sulla carta. Oggi perfino un lettore accanito può trovarsi in difficoltà leggendo i tormenti psicologici costruiti attraverso le vignette da Chris Ware in Rusty Brown (ne scriverà domani Luca Valtorta) o le grandi tavole senza parole di Shaun Tan capaci di raccontare mondi in Piccole storie dal centro (l’intervista è di Gabriele Di Donfrancesco).
Anche di questo si parlerà nella nuova edizione del festival lucchese trasformato dall’emergenza Covid. “Lucca Changes” vedrà comunque la presenza di tanti artisti italiani, sia dal vivo (negli spazi lucchesi o nelle librerie e fumetterie sparse in tutta Italia) che in streaming o all’interno dei palinsesti Rai. Silvia Ziche vedrà tradotte in uno spettacolo teatrale (diretto da Francesco Niccolini) le avventure della sua Lucrezia giovedì 29 al Teatro del Giglio mentre Leo Ortolani e Roberto Recchioni affronteranno il tema Covid (soltanto online).
Il 31 Sio sarà protagonista di un evento da guinness dei primati realizzando 30 strisce in 30 minuti, mentre Zerocalcare parlerà dell’efferatezza della vita quotidiana, dell’evoluzione dell’amicizia e dei misteri che durano decenni. Nel tardo pomeriggio Davide Toffolo disegnerà sotto ipnosi indotta dal prof. Camillo Loriedo. Nell’ultima giornata Seth sarà online dal Canada per parlare del suo ultimo romanzo a fumetti costato 20 anni di lavoro: Clyde Fans. Ma ovviamente sono solo alcuni spunti di una edizione molto particolare, da vivere guardando il futuro con positività: anche Charlie Brown sarebbe d’accordo.