LONDRA. Non toccate la casa dei “Morti”. Cioè il racconto di James Joyce del 1914, l’ultimo e il più lungo di “Gente di Dublino”, uno dei capolavori dell’autore del monumentale “Ulisse”. Perché la casa in questione al numero 15 del quartiere Usher Island’s della capitale irlandese, anzi, per dirla con le parole dello stesso Joyce, “la tetra, desolata casa di Usher’s Island” dovrebbe diventare presto un ostello della gioventù con 52 letti. Eppure questa era la magione delle prozie di Joyce, il quale vi passava diverso tempo da bambino e per questo vi ambientò gran parte dei “Morti” di “Gente di Dublino”. Dettaglio trascurabile per il comune di Dublino, che ha appena approvato il progetto di due investitori privati, Fergus McCabe e Brian Stynes, che hanno acquistato l’immobile nel 2017 per circa 620mila euro per trasformarlo in un ostello, “un investimento che produrrà un’offerta turistica di alta qualità”, secondo le autorità locali.
Nei circoli letterari e intellettuali, non solo irlandesi, è scoppiata la rivolta. C’è da tempo una lettera contro questo “errore madornale” firmata da colossi illustri della letteratura come Ian McEwan, Salman Rushdie, John Banville, Julian Barnes e altri novanta scrittori. Colm Tóibín, uno dei massimi romanzieri contemporanei irlandesi, ha sottolineato al “Guardian” che “l’atmosfera della casa è unica e la suddivisione delle stanze nell’edificio è ancora oggi come quella di “Gente di Dublino”, mai toccata dai tempi di Joyce”. Insomma, l’ostello sarebbe uno scempio: “Distruggerebbe il valore unico degli interni della casa”, continua Tóibín, “che ancora corrisponde quasi perfettamente alla descrizione del libro”.
In realtà la casa non sarebbe in buone condizioni: secondo il “Guardian” che l’ha visitata di recente, necessiterebbe di una urgente ristrutturazione, in alcune parti è stata abitata da diversi squatter, tra l’altro in un contesto immobiliare estremamente complicato a Dublino, dove negli ultimi anni i prezzi delle case sono schizzati alle stelle, generando un’emergenza abitativa per molti giovani ma non solo e un numero sempre più alto di senzatetto in città. Per il comune di Dublino l’edificio dei Joyce al numero 15 di Usher’s Island, pur se di “interesse speciale”, è in condizioni precarie che giustificano la scelta dell’ostello “proprio affinché venga conservato e preservato a lungo”.
Ma persino il Ministero della Cultura irlandese ha criticato il progetto dell’ostello, in quanto “minerebbe e metterebbe a rischio un sito di patrimonio culturale universale come il n. 15 di Usher’s Island”. John McCourt, uno degli studiosi più celebri in Irlanda, ha scritto sull’“Irish Times” che “Dublino può costruire gli ostelli che vuole, ma se continuerà a distruggere il suo patrimonio culturale unico cancellerà ciò che resta del cuore della città, che sarà sempre meno apprezzata dai visitatori”.
Nei circoli letterari e intellettuali, non solo irlandesi, è scoppiata la rivolta. C’è da tempo una lettera contro questo “errore madornale” firmata da colossi illustri della letteratura come Ian McEwan, Salman Rushdie, John Banville, Julian Barnes e altri novanta scrittori. Colm Tóibín, uno dei massimi romanzieri contemporanei irlandesi, ha sottolineato al “Guardian” che “l’atmosfera della casa è unica e la suddivisione delle stanze nell’edificio è ancora oggi come quella di “Gente di Dublino”, mai toccata dai tempi di Joyce”. Insomma, l’ostello sarebbe uno scempio: “Distruggerebbe il valore unico degli interni della casa”, continua Tóibín, “che ancora corrisponde quasi perfettamente alla descrizione del libro”.
In realtà la casa non sarebbe in buone condizioni: secondo il “Guardian” che l’ha visitata di recente, necessiterebbe di una urgente ristrutturazione, in alcune parti è stata abitata da diversi squatter, tra l’altro in un contesto immobiliare estremamente complicato a Dublino, dove negli ultimi anni i prezzi delle case sono schizzati alle stelle, generando un’emergenza abitativa per molti giovani ma non solo e un numero sempre più alto di senzatetto in città. Per il comune di Dublino l’edificio dei Joyce al numero 15 di Usher’s Island, pur se di “interesse speciale”, è in condizioni precarie che giustificano la scelta dell’ostello “proprio affinché venga conservato e preservato a lungo”.
Ma persino il Ministero della Cultura irlandese ha criticato il progetto dell’ostello, in quanto “minerebbe e metterebbe a rischio un sito di patrimonio culturale universale come il n. 15 di Usher’s Island”. John McCourt, uno degli studiosi più celebri in Irlanda, ha scritto sull’“Irish Times” che “Dublino può costruire gli ostelli che vuole, ma se continuerà a distruggere il suo patrimonio culturale unico cancellerà ciò che resta del cuore della città, che sarà sempre meno apprezzata dai visitatori”.