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Geronimo Stilton alla libreria Colacchi a L'Aquila 

Geronimo Stilton fa tappa a L'Aquila

Intervista al topo giornalista più amato dai ragazzi che ha incontrato i suoi giovani lettori alla storica libreria Colacchi, esempio di rinascita e di speranza
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Dopo Scampia e Torino, Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai ragazzi, nel suo tour in giro per le librerie italiane - organizzato a vent'anni dall'uscita in Italia dei suoi primi libri per incontrare i giovani lettori e condividere con loro un momento divertente e istruttivo, per far volare alta la fantasia - questa settimana ha fatto tappa a L’Aquila.

Perché proprio L’Aquila?
«È un luogo eccezionale, con tanta storia di rinascita, forza e determinazione, che rappresenta bene lo spirito che volevo celebrare per questi vent’anni di avventure insieme. Si sente nell’aria della città: la speranza, i sogni crollati che riprendono a correre per le strade… E la libreria Colacchi, che mi ha ospitato, è il perfetto simbolo di tutto ciò: un luogo storico, fondata nel 1938 da quattro generazioni svolge un ruolo d’incontro con il territorio grazie a moltissimi eventi culturali, artistici, m…
Dopo Scampia e Torino, Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai ragazzi, nel suo tour in giro per le librerie italiane - organizzato a vent'anni dall'uscita in Italia dei suoi primi libri per incontrare i giovani lettori e condividere con loro un momento divertente e istruttivo, per far volare alta la fantasia - questa settimana ha fatto tappa a L’Aquila.

Perché proprio L’Aquila?
«È un luogo eccezionale, con tanta storia di rinascita, forza e determinazione, che rappresenta bene lo spirito che volevo celebrare per questi vent’anni di avventure insieme. Si sente nell’aria della città: la speranza, i sogni crollati che riprendono a correre per le strade… E la libreria Colacchi, che mi ha ospitato, è il perfetto simbolo di tutto ciò: un luogo storico, fondata nel 1938 da quattro generazioni svolge un ruolo d’incontro con il territorio grazie a moltissimi eventi culturali, artistici, musicali. Dopo il terremoto del 2009, da quasi un anno è finalmente tornata dov’era sempre stata, nel centro della città: dove mi ha accolto Giovanni, uno dei fratelli librai».

E i bambini come ti hanno accolto?
«Poffartopo! È stata un’accoglienza stratopica: erano presenti 27 bocconcini di grana, raramente ho visto una spontaneità simile! Forse perché era un momento senza “i grandi”, ma i miei giovani amici hanno scatenato la loro fantasia e i loro sogni: la timidezza l’abbiamo lasciata fuori dalla libreria… È stato bello vedere i loro occhi seguirmi nelle avventure che raccontavo, proprio come se le vivessero insieme a me!».

Quali sogni sono usciti fuori questa volta?
«Avevo con me una sorta di “scatola dei desideri” dalla quale estraevo qualche oggetto simbolico, d’ispirazione per scatenare la fantasia dei piccoli amici. È stato divertente vedere come saltassero nelle loro menti mille progetti per il futuro: c’erano aspiranti cuochi, astronauti, architetti e scrittori, ma anche chi da grande vorrebbe “far spuntare le foglie sugli alberi”! Insomma, vulcani di fantasia. E quando ho chiesto: “Ma avete capito quale segreto vi sto affidando?”, in coro mi hanno risposto: “Che la scatola dei desideri è dentro di noi”. I bambini, si sa, capiscono sempre molto oltre quel che noi siamo in grado di dire».

Dove ti porteranno le prossime tappe del tuo tour?
«Se la situazione lo consentirà, mi aspetta un novembre davvero… stratopico! Sarò a Milano e poi a Padova, insieme alla Croce Rossa Italiana. E a dicembre ci saranno altre sorprese».

Invece dove “ci porterai” nel tuo prossimo libro?
«Arriverà la cinquantesima lingua in cui sono tradotti i miei libri e sono sicuro che non ve lo aspettavate… è il latino! Mihi nomen ist Stiltonius è un divertente esercizio di stile per tutti gli amanti delle mie avventure, anche i più cresciuti… perché il latino è una lingua universale, che ci unisce tutti».