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La paura mangia l’anima

Amanda, la protagonista del nuovo romanzo di Simona Sparaco, vive al riparo dalla gioia. Fino a un doppio incontro fatale
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Con i numeri era stato amore a prima vista. Nelle prove scritte e nei tornei che organizzava la scuola, sembrava quasi che mi aspettassero, impazienti e ostinati, per essere sistemati al loro posto. Si fidavano di me, come io di loro". La protagonista dell'ultimo romanzo di Simona Sparaco, Dimmi che non può finire, è Amanda, una giovane donna che, convinta di conoscere la data di scadenza di ogni cosa che le capita, gioca sempre in difesa. Sin da quand'è piccola, Amanda si affida ai numeri che le vengono incontro e l'avvertono del giorno esatto in cui finiranno gioia e felicità.

Flashmob per la scrittrice: Simona Sparaco crede di andare a un firmacopie ma trova una sorpresa


Da quando il padre ha fatto bancarotta e se n'è andato via da casa, è stato sempre così. Amanda ormai lo sa e si prepara. E, prima ancora che il giorno fatidico giunga, è lei che mette un te…
Con i numeri era stato amore a prima vista. Nelle prove scritte e nei tornei che organizzava la scuola, sembrava quasi che mi aspettassero, impazienti e ostinati, per essere sistemati al loro posto. Si fidavano di me, come io di loro". La protagonista dell'ultimo romanzo di Simona Sparaco, Dimmi che non può finire, è Amanda, una giovane donna che, convinta di conoscere la data di scadenza di ogni cosa che le capita, gioca sempre in difesa. Sin da quand'è piccola, Amanda si affida ai numeri che le vengono incontro e l'avvertono del giorno esatto in cui finiranno gioia e felicità.

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Da quando il padre ha fatto bancarotta e se n'è andato via da casa, è stato sempre così. Amanda ormai lo sa e si prepara. E, prima ancora che il giorno fatidico giunga, è lei che mette un termine a tutto: avventure, amicizie, lavori, sogni, speranze. Per evitare di soffrire, è lei stessa che seppellisce i propri desideri e rinuncia. Lo ha fatto con l'Accademia delle Belle Arti, nonostante il dono naturale che ha per il disegno. Lo ha fatto con tutti gli uomini di cui stava per innamorarsi. Lo fa persino adesso che lavora in televisione, ha fatto amicizia con una soubrette, e sembra aver trovato un minimo di equilibrio. Amanda ha talmente tanta paura di essere licenziata che, nonostante le proteste di Vanda, la psicoterapeuta che la segue, è lei che se ne va e che, dopo aver letto un annuncio sul giornale, si fa poi assumere come baby-sitter: "Vanda me lo aveva detto: se ti fidi dei numeri, perderai sempre qualcosa. E io mi ero ostinata: non perdo nient'altro che un conto alla rovescia. Perché tutte le volte che nella vita avevo atteso e verificato le mie previsioni, mi ero convinta che nessun conto alla rovescia valesse lo sgomento che mi faceva provare".

Ad Amanda i bambini non piacciono. Ancora meno le piace la nonna di Samuele, il piccolo di sette anni di cui dovrebbe cominciare ad occuparsi. Ma è proprio per questo, in fondo, che accetta quel lavoro. Anche se la vita è più potente dei numeri e Amanda, affezionandosi al piccolo Samuele e innamorandosi di Davide, il padre del bambino, si trova inaspettatamente, e di nuovo, di fronte a un bivio. Che fare? Abbandonare Samuele e Davide prima della catastrofe oppure aspettarla insieme a loro? Rinunciare ancora una volta alla vita oppure, per la prima volta, rischiare?
Sparaco, che è già autrice di molti libri tra cui Nessuno sa di noi, pubblicato nel 2013 e finalista al Premio Strega, e Il silenzio delle nostre parole, che ha vinto nel 2019 il premio Dea-Planeta, torna in libreria con un altro bellissimo romanzo, in cui, attraverso la storia di Amanda, Samuele, Davide e Vanda, affronta il tema della paura che ognuno di noi prova quando la vita ci regala attimi di gioia, e subito dopo ce ne lascia intravedere la fine. Al centro di Dimmi che non può finire, in fondo, si trova la vulnerabilità della condizione umana, quella fragilità che ci costringe spesso a fare i conti con la perdita o il rifiuto, con il sentimento di essere invisibili o il bisogno di essere riconosciuti. "Bisogna avere molto coraggio per dimenticare il passato", dirà Davide ad Amanda, ammettendo di aver bisogno di lei. "E ci vuole anche il coraggio di non lasciarsi sfuggire quello che conta quando ti capita", aggiungerà messo con le spalle al muro dall'ironia corrosiva della donna che, per proteggersi, ha imparato a essere dura, a tratti quasi feroce. Ma come si fa a rischiare di lasciarsi andare ai sentimenti quando la sola esperienza che si è avuta è la sconfitta?

"Adoperarmi per non piacere agli altri - e soprattutto a me stessa - era stato un modo per mettermi al riparo da quello che da bambina avevo vissuto. L'abbandono di mio padre era stata la prova che non mi amava abbastanza: così avevo cominciato ad alzare muri attorno ai miei desideri, per evitare ulteriori delusioni".
Costruito con abilità e grazia, l'ultimo romanzo di Sparaco costringe il lettore a guardarsi allo specchio e a interrogarsi sulla capacità di affrontare le sfide che la vita ci lancia. Attraverso il personaggio di Amanda, siamo tutti chiamati a fare i conti con noi stessi, la nostra paura della perdita e quel coraggio necessario per rischiare, affrontare i nostri limiti e provare a tratti a superarli. Sebbene la vita non sia altro che "un conto alla rovescia", come dirà ad Amanda la sua psicoterapeuta. E talvolta, per non passare accanto alla propria esistenza, sia necessaria un'inversione della "forma-pensiero".

Il libro. Dimmi che non può finire di Simona Sparaco è edito da Einaudi Stile libero (pagg. 312, euro 18)