La regina delle classifiche ha poco più di "vent'anni per quattro", come direbbe lei, ha pubblicato una quarantina di romanzi - tradotti in venti Paesi, oltre dodici milioni di copie vendute - e ha la capacità rara di raccontare il riscatto sociale, e l'amore, certo, che non manca mai nei suoi libri. Sveva Casati Modignani, classe 1938, questa settimana è prima, nella top ten dei libri più venduti, con il suo nuovo bestseller, Il falco (Sperling & Kupfer). Un inno alla vita, che può ricominciare a sessant'anni, i nuovi quaranta, sempre nella sua definizione. Giulietta Brenna e Rocco Di Falco, il falco del titolo, si sono amati in gioventù. Poi, lui l'ha tradita e lei è sparita dalla sua vita. Quarant'anni dopo l'uomo, di umili origini, intanto diventato un imprenditore affermato, decide di riconquistarla, tra colpi di scena, segreti e speranza, e vuole anche restituire qualcosa al suo Paese con un progetto nel campo della sanità, a proposito di spirito del tempo. Spirito che lei, evidentemente, sa ancora e sempre incarnare, visto che ogni suo libro è un successo garantito. A dispetto delle mode passeggere.
I personaggi dell'autrice, se valgono, se studiano, se s'impegnano, ce la fanno sempre. Un messaggio importante, mentre le disuguaglianze a causa del Covid aumentano e il divario sociale tra chi ha tanto/troppo e chi fa fatica ad arrivare a fine mese è sempre più grande. Un tratto autobiografico della sua narrazione visto che, come ricorda, è nata "in una famiglia agiata, travolta da diverse traversie economiche", a Milano, dove vive, in zona via Padova, in quella che era la casa di sua nonna. Suo padre, amatissimo da lei, commerciante di vini, spinto dalle ambizioni di sua madre si era lanciato in una impresa più grande di lui, con conseguenti difficoltà economiche per tutti. Casati Modignani fin da bambina amava scrivere e leggere - Cechov, Proust - , ma sua madre avrebbe voluto che si facesse suora. Ma trovò un lavoro da segretaria, che detestava, per emanciparsi il prima possibile. Poi, il periodo da giornalista, alla Notte, infiltrata per un articolo anche in camera dei Beatles. E il successo, da scrittrice, prima in coppia con suo marito, scomparso sedici anni fa dopo una lunga malattia, e poi da sola.
Da questa vita, che a un certo punto ha preso la piega giusta, nasce la sua simpatia per quelli che si fanno da soli e la sua visione dell'amore: crederci sempre, il principe azzurro per Casati Modignani esiste, ma anche difendere sempre, a tutti i costi, la propria indipendenza. "Giulietta non ha lo scopo di diventare la nuova signora Di Falco, non le interessa il fatto che lui sia uno degli uomini più ricchi del mondo. Alcune donne cercano l'uomo ricco, ma la vera ricchezza è quella del cuore. E l'istituzione matrimonio era stata pensata in un'epoca nella quale la donna doveva passare dalla tutela del padre a quella del marito. Oggi le donne lavorano, sono indipendenti. Bisogna convivere quando ci sono bambini. Negli altri casi vanno benissimo due case separate" sostiene l'autrice, che non si risposerebbe neanche sotto tortura.
Un mix di lieto fine - quanto ne abbiamo bisogno adesso! - e di "realismo magico", perché le belle soprese sono sempre possibili nelle opere di questa romanziera, che si riflette anche nella sua fiducia nel futuro. "Non è mai troppo tardi per rimettersi in gioco, purché ne valga la pena" dichiara Casati Modignani. "Il mostro del carognavirus non ci toglierà mai la voglia di amare, di aprirci all'altro e di realizzare i nostri sogni".
I personaggi dell'autrice, se valgono, se studiano, se s'impegnano, ce la fanno sempre. Un messaggio importante, mentre le disuguaglianze a causa del Covid aumentano e il divario sociale tra chi ha tanto/troppo e chi fa fatica ad arrivare a fine mese è sempre più grande. Un tratto autobiografico della sua narrazione visto che, come ricorda, è nata "in una famiglia agiata, travolta da diverse traversie economiche", a Milano, dove vive, in zona via Padova, in quella che era la casa di sua nonna. Suo padre, amatissimo da lei, commerciante di vini, spinto dalle ambizioni di sua madre si era lanciato in una impresa più grande di lui, con conseguenti difficoltà economiche per tutti. Casati Modignani fin da bambina amava scrivere e leggere - Cechov, Proust - , ma sua madre avrebbe voluto che si facesse suora. Ma trovò un lavoro da segretaria, che detestava, per emanciparsi il prima possibile. Poi, il periodo da giornalista, alla Notte, infiltrata per un articolo anche in camera dei Beatles. E il successo, da scrittrice, prima in coppia con suo marito, scomparso sedici anni fa dopo una lunga malattia, e poi da sola.
Da questa vita, che a un certo punto ha preso la piega giusta, nasce la sua simpatia per quelli che si fanno da soli e la sua visione dell'amore: crederci sempre, il principe azzurro per Casati Modignani esiste, ma anche difendere sempre, a tutti i costi, la propria indipendenza. "Giulietta non ha lo scopo di diventare la nuova signora Di Falco, non le interessa il fatto che lui sia uno degli uomini più ricchi del mondo. Alcune donne cercano l'uomo ricco, ma la vera ricchezza è quella del cuore. E l'istituzione matrimonio era stata pensata in un'epoca nella quale la donna doveva passare dalla tutela del padre a quella del marito. Oggi le donne lavorano, sono indipendenti. Bisogna convivere quando ci sono bambini. Negli altri casi vanno benissimo due case separate" sostiene l'autrice, che non si risposerebbe neanche sotto tortura.
Un mix di lieto fine - quanto ne abbiamo bisogno adesso! - e di "realismo magico", perché le belle soprese sono sempre possibili nelle opere di questa romanziera, che si riflette anche nella sua fiducia nel futuro. "Non è mai troppo tardi per rimettersi in gioco, purché ne valga la pena" dichiara Casati Modignani. "Il mostro del carognavirus non ci toglierà mai la voglia di amare, di aprirci all'altro e di realizzare i nostri sogni".