✕

Per sentirci sicuri vivremo tutti nelle città private

Il Covid-19 ci sta obbligando a sperimentare nuove forme di esistenza. L'artista e designer riflette sul futuro
2 minuti di lettura
Questa pandemia sembra essere un nuovo tipo di guerra, meno chiassosa, visivamente meno “spettacolare”... il futuro più o meno prossimo potrà chiarirci tale sensazione...
Sicuramente essa ha aperto fronti e battaglie nel mondo intero... quando le sue ostilità si esauriranno, come quasi tutte le guerre più accanite, Covid-19 lascerà, quasi sicuramente, un mondo cambiato.
Già se ne vedono i segni: fino ad alcuni mesi fa passavamo la maggior parte della vita nel pubblico. Ora la realtà si è rovesciata e stiamo scoprendo le “qualità” del vivere nel privato.

Il cambiamento più profondo e il più visibile è quello della città deserta, con qualche passante, con qualche veicolo, quasi vuoti quelli pubblici...

In certi momenti, quando manca il sole, la città diventerà, se non è già diventata, territorio per chi non rispetta la legge. Queste presenze au…
Questa pandemia sembra essere un nuovo tipo di guerra, meno chiassosa, visivamente meno “spettacolare”... il futuro più o meno prossimo potrà chiarirci tale sensazione...
Sicuramente essa ha aperto fronti e battaglie nel mondo intero... quando le sue ostilità si esauriranno, come quasi tutte le guerre più accanite, Covid-19 lascerà, quasi sicuramente, un mondo cambiato.
Già se ne vedono i segni: fino ad alcuni mesi fa passavamo la maggior parte della vita nel pubblico. Ora la realtà si è rovesciata e stiamo scoprendo le “qualità” del vivere nel privato.

Il cambiamento più profondo e il più visibile è quello della città deserta, con qualche passante, con qualche veicolo, quasi vuoti quelli pubblici...

In certi momenti, quando manca il sole, la città diventerà, se non è già diventata, territorio per chi non rispetta la legge. Queste presenze aumenteranno i timori della già spaventata popolazione. Infatti gli agglomerati urbani si stanno trasformando in una miriade di “repubbliche”, una per ogni grattacielo, torre, o grande edificio. Le varie amministrazioni di questi luoghi fanno già circolare dei regolamenti interni per una maggiore sicurezza: un solo ingresso controllato, sopprimendo quelli secondari, nessun personale esterno chiamato per riparare dei guasti potrà entrare, salvo quello dell’edificio, l’istituzione di nuclei di polizia privata per l’ordine interno e la difesa dall’esterno, nessun pacco potrà essere portato dagli addetti alle consegne direttamente al destinatario, ma solo quando quest’ultimo lo avrà riconosciuto virtualmente...
Penso che le imprese che forniscono guardie del corpo (possibilmente armate) vedranno i loro affari moltiplicarsi, lo stesso per chi offre personale che fa la spesa per noi. Le ditte di trasporto con elicotteri che porteranno le persone direttamente dagli aeroporti ai tetti piani degli edifici faranno fortuna. I negozi spariranno dalle strade per evitare gli assalti e le ruberie, per entrare all’interno più sicuro degli edifici, come già attuato da Le Corbusier nella Cité radieuse (sembra un racconto di Orwell)...
Forse ciò che ho descritto può far pensare a una visione pessimista, ma lentamente ci si abituerà alla qualità della vita “privata” in alternativa a quella pubblica, a volte inservibile e rischiosa.

La corsa del recente passato a lasciare gli agglomerati urbani per vivere nei luoghi della natura sarà considerata pericolosa e si assisterà a un ritorno in massa verso le “repubbliche” più sicure della città. Idem per le cosiddette città-giardino.
«Quelli che lasciano la strada vecchia per la nuova sanno quello che perdono, ma non sanno quello che trovano», è un proverbio estremamente reazionario! Ce n’è un altro più autentico e sperimentato che dice: «Non tutti i mali vengono per nuocere». In altre parole, il lato positivo del Covid-19 è che ha obbligato le popolazioni che dormono e che reagiscono male al cambiamento, a sperimentare nuove forme di esistenza. Forse il “collettivo” perderà di significato e funzione... forse si scopriranno dei nuovi valori e comportamenti della vita privata. Forse si scoprirà che nella grandezza del “pubblico” si poteva perdere l’esistenza dell’onestà, il rispetto del diverso, del singolo, della legge, degli altri, dei luoghi...

Da questa nuclearizzazione della vita anche la cara Signora della Democrazia potrà fare una cura per ringiovanirsi e dedicare le sue indispensabili energie non solo all’infinitamente grande, ma anche al singolo, al piccolo, al debole, al minoritario... così forse si potrà raggiungere una Signora più ricca, più generosa, più sensibile, più contemporanea, al servizio del singolare e della diversità del mondo.