Robinson

Hey John, quarant'anni senza Lennon. Sul nuovo Robinson

Nel 1980 moriva un Grande del Novecento. Lo ricordiamo con interviste, reportage, racconti d'autore. E con le sue più belle canzoni. Da sabato 28 novembre per tutta la settimana in edicola
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L’8 dicembre del 1980, mentre entrava insieme alla moglie Yoko Ono nel Dakota Bulding di New York, John Lennon fu ucciso da Mark David Chapman a colpi di pistola. Aveva quarant’anni. Prima con i Beatles, poi da solista, Lennon ha rivoluzionato la musica del Novecento: la morte tragica l’ha proiettato, se possibile, in una dimensione ancor più mitica di quella in cui, già in vita, l’aveva costretto il suo successo planetario. Alla sua eredità, musicale ma non solo, nel quarantennale della scomparsa dedichiamo Robinson in edicola il 28 novembre con Repubblica (e tutta la settimana a 0,50 centesimi). Un Robinson tutto speciale, dedicato a lui e all’avventura dei Fab Four, con le nostre firme e contributi unici.

A partire dalla sua ultima, lunga intervista, frutto di una serie di incontri nel 1980 con David Sheff, reporter di Playboy, in libreria per Einaudi dall’1 dicembre, di cui anticipiamo un ampio stralcio. Uno spaccato del Lennon post Beatles, che riflette sulla sua storia, si rifiuta di diventare un monumento (con frasi tristemente profetiche, come “il premio più importante è quando muori, un premio importantissimo perché sei morto in pubblico”) e racconta il suo rapporto con la musica e come incontrare Yoko ha cambiato la sua vita e le sue priorità. E poiché Lennon è stato un sismografo, e insieme un simbolo dei decenni che ha attraversato, regalando al mondo la sua musica ma anche un modo nuovo di fare politica attraverso la propria figura pubblica, i contributi che seguono raccontano proprio questo: gli anni Sessanta e gli anni Settanta e il cambiamento degli anni Ottanta che quei colpi di pistola sulla 72esima strada di Manhattan hanno tragicamente annunciato.

Così Gabriele Romagnoli torna nella suite dell’hotel Hilton di Amsterdam, dove John e Yoko tennero il loro storico bed-in; Enrico Franceschini, che allora era un giovanissimo cronista e viveva a New York, ricorda quando si precipitò sul luogo del delitto, mentre Anna Lombardi, inviata di Repubblica nella Grande Mela, è andata in questi giorni a bussare alla porta dello storico palazzo che la coppia Lennon-Ono aveva trasformato nel suo quartier generale (e dove Yoko, oggi 87enne, ancora vive). Che cosa ha rappresentato davvero Yoko, odiata da molti fan perché accusato di aver provocato la rottura dei Beatles, non poteva raccontarlo nessuno meglio di Natalia Aspesi, mentre è Giancarlo De Cataldo a tracciare il profilo dell’assassino che portava in tasca Il giovane Holden, ossia Mark David Chapman.

Intervistata da Antonello Guerrera, è la sorella di Lennon, Julia Baird, che ha continuato a vivere a Liverpool, a rievocare la loro difficile infanzia, il rapporto con la famiglia, le prime canzoni. Tra gli altri contributi, vi ricordiamo ancora l’analisi Federico Rampini e di Salman Rushdie (lo scrittore è a colloquio con Antonio Monda) sulla dimensione politica di John e la sua lotta pacifista, la panoramica sulla loro musica di Ernesto Assante e Gino Castaldo, e la “scelta d’autore” di dieci canzoni dal repertorio di Lennon e dei Beatles che abbiamo chiesto di commentare ad altrettanti scrittori.  Su Robinson troverete poi anche il nostro nuovo torneo letterario. Dopo aver eletto il "Romanzo Popolare 2019", vi invitiamo ora a scoprire con noi qual è il più bel libro delle feste. Da Agatha Christie a Gianni Rodari.