Le cattedrali naturali che dividono l’America
di Mario Platero , di Mario PlateroNon succede che una mostra, specialmente una mostra di fotografie d'arte, riesca ad avere un impatto politico sulle elezioni americane. Ci fu una collettiva organizzata da Paul Kasmin nel 2016, ma si aprì dopo la vittoria di Donald Trump ed erano opere su tela o su carta prodotte durante la campagna elettorale. A Fort Collins, in Colorado, c'è una mostra "politica" di fotografie d'arte, ma il tema celebra il Diciannovesimo Emendamento della Costituzione, contro la discriminazione al voto sulla base del sesso. Ci sono ovviamente le "foto news", nel 1994 il MoMa organizzò una grande retrospettiva di fotografie di politici fra il 1843 al 1993. La differenza - e la forza - della mostra "Hoodooland" di Priscilla Rattazzi, è di aver esposto alla Stanley-Wise Gallery opere di impegno politico due mesi prima delle ultime elezioni presidenziali.
Rattazzi, un'affermata fotografa italiana a New York, attaccava Donald Tru…
Non succede che una mostra, specialmente una mostra di fotografie d'arte, riesca ad avere un impatto politico sulle elezioni americane. Ci fu una collettiva organizzata da Paul Kasmin nel 2016, ma si aprì dopo la vittoria di Donald Trump ed erano opere su tela o su carta prodotte durante la campagna elettorale. A Fort Collins, in Colorado, c'è una mostra "politica" di fotografie d'arte, ma il tema celebra il Diciannovesimo Emendamento della Costituzione, contro la discriminazione al voto sulla base del sesso. Ci sono ovviamente le "foto news", nel 1994 il MoMa organizzò una grande retrospettiva di fotografie di politici fra il 1843 al 1993. La differenza - e la forza - della mostra "Hoodooland" di Priscilla Rattazzi, è di aver esposto alla Stanley-Wise Gallery opere di impegno politico due mesi prima delle ultime elezioni presidenziali.
Rattazzi, un'affermata fotografa italiana a New York, attaccava Donald Trump intervenendo su un tema centrale nel dibattito elettorale americano, quello dell'ambiente, trattando un soggetto molto particolare: il destino del Grand Staircase-Escalante National Monument, uno straordinario parco naturale nello Utah meridionale. Nel 1996 Bill Clinton dichiarò questo parco monumento nazionale per proteggerlo da sfruttamenti industriali. Il 4 dicembre del 2017 Donald Trump, fra lo scandalo generale, ridusse la dimensione del parco del 47 per cento. Fra ricorsi, cause, proteste, la partita resta aperta. Per questo la mostra è diventata durante la campagna elettorale uno degli strumenti di mobilitazione del voto nello scontro Trump-Biden.
Un giornale locale nello Utah ad esempio, The Spectrum of St George, ha dedicato alla mostra l'intera prima pagina. Il New York Times, qualche giorno prima delle elezioni ha fatto un titolo di prima pagina, e in copertina della sezione arte pubblica alcune foto in mostra con un articolo che denuncia i soprusi di Trump e ricostruisce il percorso artistico di Rattazzi: "In cuor mio sapevo quanto importante fosse coniugare il mio lavoro con la denuncia di un'assurdità. Ammetto che non mi aspettavo una risposta mediatica cosi forte", dice.
Le fotografie di dimensioni diverse affrontano la sfida ambientale raccontando la storia di un Canyon senza nome, a meridione del Grand Staircase-Escalante National Monument che misura nel suo insieme 7.284 chilometri quadrati, una dimensione appena più piccola della Lombardia. In questo Canyon, che si può raggiungere solo a piedi dopo molte ore di marcia, si scoprono sculture naturali di una bellezza struggente, gli hoodoos: alcune sono a forma di fungo, altre sembrano cattedrali, altre ancora assomigliano alla pelle raggrinzita di una tartaruga. Si sono formate dopo centinaia di migliaia di anni di piallatura di polvere e vento sulla roccia e sulle vallate desertiche. Il paesaggio è di una bellezza naturale inconsueta, come un messaggio in arrivo da un altro pianeta. I ritratti d'insieme danno l'idea di uno spazio senza orizzonti.
Quelli di primo piano mostrano le formazioni naturali quasi in movimento, appunto a fungo (Yermo Canyon I) a colonna (Star Wars, Hoodoo, Wahweap) e in spirito ecumenico, che contraddistingue la sacralità del luogo c'è una formazione che potrebbe essere a moschea o cattedrale (Guardian Ghost I, Wahweap). Insieme affermano il loro dominio solitario dello spazio circostante. Il Grand Staircase-Escalante National Monument nel suo insieme è una meraviglia geologica vecchia di milioni di anni. Oltre alle sculture naturali ci sono, non lontano dal fiume Escalante, enormi petroglifi antropomorfici. Ci sono tesori di storia naturale, fossili di dinosauri di 75 milioni di anni fa, scoperti nel 2000 vicino al confine con l'Arizona. Nel 2013 è stato addirittura rinvenuto un esemplare unico al mondo, un fossile di Lythronax argestes, una nuova specie sconosciuta, un progenitore del Tirannosauro, più vecchio di 13 milioni di anni.
Il monumento si traduce in un abbraccio storico naturale a tutto campo che Priscilla Rattazzi scoprì durante un viaggio di una decina d'anni fa che le lasciò una fortissima impressione emotiva: "Indimenticabile - racconta - Quel viaggio è stato uno dei più belli della mia vita. Potersi immergere in una natura selvaggia, immutata, preservata nella sua evoluzione per decine di milioni di anni trasmette una sorta di comunione universale".
Non tutti sono d'accordo. La trasformazione della regione in monumento nazionale non è mai piaciuta ad alcuni gruppi di interesse economico, uno di questi, già ai tempi del proclama di Clinton aveva pianificato lo sfruttamento di una miniera di carbone, un altro la trivellazione per l'estrazione di petrolio in profondità. Questo avrebbe comportato la costruzione di strade, di abitazioni, di centri di smistamento, avrebbe portato l'inquinamento di decine di camion, di impianti, del traffico aereo. È stato per questo, e per oltraggiare i democratici e gli ambientalisti, che Donald Trump ha raccolto le proteste e ha ridotto appunto di oltre il 47 per cento la dimensione del parco.
Per Rattazzi la notizia fu uno shock: "Mi si è aperto uno squarcio al cuore. Non credevo fino ad allora che Trump potesse essere capace di un simile crimine ambientale. Ho deciso che era necessario popolarizzare quel che succedeva mostrando cosa fossero gli hoodoos e questa regione".
Ha ritrovato la sua guida di dieci anni prima, Yermo Welsh e con materiale e attrezzi in a spalla ha marciato per ore fino a raggiungere in una delle zone più impervie, più belle, più simboliche, il Canyon senza nome. La guida, una sorta di leggenda locale le ha detto che ormai c'era anche un nome, il suo, Yermo Canyon. È lì che Rattazzi ha fotografato i funghi, le cattedrali, o le rocce a forma di pelle di tartaruga (Tenaya, White Pocket) che pubblichiamo in questa pagina. Yermo Canyon I è una delle più belle, densa di movimento. Se la vedi nella penombra si intravedono alberi di vascelli in un mare in tempesta. "La decisione di tramandare intatta alle generazioni future questa straordinaria regione, ti dà fiducia nel genere umano: ci sono le grettezze, il razzismo, l'egoismo - e quanto ne abbiamo visto negli ultimi quattro anni - ma la designazione a monumento prova che come esseri umani siamo capaci di gesti disinteressati: la natura e la storia del nostro pianeta non possono essere distrutti".
Ora Biden ha vinto. Rattazzi sa che il nuovo Presidente farà di tutto per tornare alla decisione di Clinton. Ma il percorso non è automatico: le cause e contro-cause arriveranno fino alla Corte Suprema e come sappiamo la maggioranza è determinata da tre nomine di Donald Trump. Sarebbe bellissimo se anche quei tre potessero visitare la mostra, gli confermerebbe quanto saggia e sacra sia la separazione dei poteri in America: cosa che gli consentirebbe di votare per la Natura.