Sospesi tra la natura e il divino
di Eugenio Scalfari , di Eugenio ScalfariIl nostro Io, le forze creatrici, gli altri viventi: indagare i rapporti tra queste realtà è ciò che ci rende umani. L’analisi tra fede e ragione del fondatore di Repubblica
Mi è venuto il desiderio, man mano che il tempo passa, di capire che cosa è l'Io. È una delle domande più concrete, non facili da comprendere fino in fondo. Questa è la domanda. E la risposta è tutt'altro che semplice. Che cos'è l'Io? Io sono Io? E allora tutto il resto è praticamente non comprensibile. Pensate per esempio al "Se stesso". È una duplicazione dell'Io o è una situazione totalmente diversa? Io credo che sia diversa.
Non vi dico la difficoltà di un'ulteriore domanda: Io dovrà paragonarsi con Dio? E in che modo? Dio esiste? C'è chi crede e chi non crede. Se l'ipotesi è negativa l'Io resta indenne rispetto al Se stesso, ma se si accetta l'esistenza di Dio, l'intera situazione si complica.
Questa serie di punti interrogativi che si confrontano l'uno con l'altro rendono il discorso intricato: l'Io &egra…
Non vi dico la difficoltà di un'ulteriore domanda: Io dovrà paragonarsi con Dio? E in che modo? Dio esiste? C'è chi crede e chi non crede. Se l'ipotesi è negativa l'Io resta indenne rispetto al Se stesso, ma se si accetta l'esistenza di Dio, l'intera situazione si complica.
Questa serie di punti interrogativi che si confrontano l'uno con l'altro rendono il discorso intricato: l'Io &egra…
Mi è venuto il desiderio, man mano che il tempo passa, di capire che cosa è l'Io. È una delle domande più concrete, non facili da comprendere fino in fondo. Questa è la domanda. E la risposta è tutt'altro che semplice. Che cos'è l'Io? Io sono Io? E allora tutto il resto è praticamente non comprensibile. Pensate per esempio al "Se stesso". È una duplicazione dell'Io o è una situazione totalmente diversa? Io credo che sia diversa.
Non vi dico la difficoltà di un'ulteriore domanda: Io dovrà paragonarsi con Dio? E in che modo? Dio esiste? C'è chi crede e chi non crede. Se l'ipotesi è negativa l'Io resta indenne rispetto al Se stesso, ma se si accetta l'esistenza di Dio, l'intera situazione si complica.
Questa serie di punti interrogativi che si confrontano l'uno con l'altro rendono il discorso intricato: l'Io è un Me stesso, ma Dio è colui che lo crea. Io e Dio. Se Io non ci fosse ci sarebbe Dio? Creato e affermato da chi? C'è un'evidente difficoltà a rispondere a queste domande, ma le risposte non mancano: senza Dio non ci sarebbe un Creatore: l'Io scopre Dio ma Dio crea l'Io. Vi sembra tranquillizzante questo andamento analitico?
È comunque un dato di fatto che il mondo in cui viviamo è denso di spunti di riflessione. Un cavallo o un leopardo o un falco o un pescespada non sono creature umane; esistenti sì, umane no. Quindi i problemi che a noi si pongono sono per loro del tutto ineffabili. Mi si dirà che il cavallo non ha un Dio ma ha tuttavia una spiccata personalità. Il cavallo prova un sentimento di competizione con un altro suo simile: infatti gareggia nelle corse. Noi seguiamo le corse dei cavalli, ma i cavalli non sentono né se stessi, né il proprio avversario. Anzi, se ci fosse un somaro che partecipa a quella corsa con tutta probabilità sarebbe in grado di "sentire" la gara proprio come il cavallo. Come vediamo il mondo è estremamente complesso e lo sarebbe ancora di più se continuassimo a ragionare seguendo la logica. Una delle qualità che abbiamo in quanto uomini.
La creazione di Dio, della quale abbiamo già parlato, dovrebbe secondo la logica provenire da Dio, ma qual è per noi umani la credibilità di Dio? Accettiamo Dio? Accettiamo che ci crei? Accettiamo che sia unico o che ci sia una pluralità di divinità? Dipende da come la pensano gli esseri umani. C'è chi attribuisce agli Dèi funzioni plurime e in questo modo li avvicina alla realtà umana: Giove figura essere il re degli Dèi, e nell'Olimpo non vive da solo ma con fratelli, sorelle e addirittura mogli. Tra i fratelli ci sono Nettuno, il Dio del mare e quello dell'Inferno Ade, e c'è il figlio Vulcano, Dio dei monti esplosivi. Ma poi c'è Dioniso che viene dall'esterno (cioè dal fuori del nostro mondo), c'è Apollo che si identifica con il Sole, Giunone moglie di Giove; e tante altre divinità, tra le quali spicca Venere. Poi ci sono gli eroi: Priamo re di Troia, Achille guerriero intangibile, per non parlare di Odisseo (Ulisse). E di sua moglie Penelope.
Il mio Io accetta questo tipo di religioni? La fede è un accettabile sentimento che prevede un potere anomalo ma creativo: la religione è un Aldilà. Organizzato? Direi di no. Non somiglia all'Olimpo, pervade il mondo intero.
Papa Francesco è, tra gli uomini di fede, quello con il pensiero più moderno e più complesso di tutti. Lo abbiamo esaminato molte volte e ne abbiamo tratto questa convinzione.
Poi c'è l'Arte. È l'uomo che ha creato l'Arte raffigurando la realtà del mondo esistente con colori, figure, località, epoche che alimentano il sentimento artistico e lo trasformano con il passare del tempo.
***
Quando ho cominciato a scrivere queste righe, riempiendole di ciò che penso del sentimento religioso, non ho trattato minimamente la politica. Occorre invece esaminarla: la politica infatti ci fa vivere nel mondo e ne amministra la realtà. Ci sono diversi aspetti della storia politica, le singole Nazioni, le alleanze e belligeranze tra i loro interessi, e anche la morale, sentimento quanto mai ineffabile: il bene e il male decisi con leggi, atti amministrativi, economie collettive. Stiamo vivendo un'epoca assai singolare: Mario Draghi è stato insignito della carica di primo ministro, capo del governo. La cosa singolare è stata la formazione d'un governo che comprende tutti i partiti esistenti in Italia (salvo uno, quello dei Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni). È molto tempo che l'Italia non ha un governo di questa natura onnicomprensiva. Draghi è anche dotato di una capacità molto rara e già da lui esercitata durante la presidenza della Banca centrale europea. Adesso la sua amministrazione ci fa sperare in miglioramenti nell'economia italiana, nel diritto pubblico, negli investimenti economici e naturalmente nelle alleanze con le forze interne e quelle internazionali.
In Italia i governi che si sono succeduti negli ultimi cinquant'anni hanno avuto risultati complessivamente mediocri, mentre Draghi è il migliore per eccellenza: gli ci vorrà un po' di tempo per ottenere dei buoni risultati e poi potrà ritirarsi nel suo privato. In realtà le capacità dell'attuale primo ministro sono tali che difficilmente se ne andrà a casa a riposare: un uomo come lui può diventare presidente della Repubblica e questo è il migliore risultato che possiamo attenderci dopo l'ottima esperienza di Sergio Mattarella. Personalmente non ho altro da aggiungere se non che viviamo in un'epoca quanto mai interessante. Ho ancora molte cose da raccontare sostenuto da molte amicizie che potrei definire storiche. Il mio Io, il sentimento del tempo, il Me stesso e l'altrui: vorrei raccontare la vita di Tolstoj e quella dei grandi scrittori dell’epoca, Napoleone in Russia è una delle vicende più affascinanti da studiare e da raccontare. Lo faremo spero al più presto.
Non vi dico la difficoltà di un'ulteriore domanda: Io dovrà paragonarsi con Dio? E in che modo? Dio esiste? C'è chi crede e chi non crede. Se l'ipotesi è negativa l'Io resta indenne rispetto al Se stesso, ma se si accetta l'esistenza di Dio, l'intera situazione si complica.
Questa serie di punti interrogativi che si confrontano l'uno con l'altro rendono il discorso intricato: l'Io è un Me stesso, ma Dio è colui che lo crea. Io e Dio. Se Io non ci fosse ci sarebbe Dio? Creato e affermato da chi? C'è un'evidente difficoltà a rispondere a queste domande, ma le risposte non mancano: senza Dio non ci sarebbe un Creatore: l'Io scopre Dio ma Dio crea l'Io. Vi sembra tranquillizzante questo andamento analitico?
È comunque un dato di fatto che il mondo in cui viviamo è denso di spunti di riflessione. Un cavallo o un leopardo o un falco o un pescespada non sono creature umane; esistenti sì, umane no. Quindi i problemi che a noi si pongono sono per loro del tutto ineffabili. Mi si dirà che il cavallo non ha un Dio ma ha tuttavia una spiccata personalità. Il cavallo prova un sentimento di competizione con un altro suo simile: infatti gareggia nelle corse. Noi seguiamo le corse dei cavalli, ma i cavalli non sentono né se stessi, né il proprio avversario. Anzi, se ci fosse un somaro che partecipa a quella corsa con tutta probabilità sarebbe in grado di "sentire" la gara proprio come il cavallo. Come vediamo il mondo è estremamente complesso e lo sarebbe ancora di più se continuassimo a ragionare seguendo la logica. Una delle qualità che abbiamo in quanto uomini.
La creazione di Dio, della quale abbiamo già parlato, dovrebbe secondo la logica provenire da Dio, ma qual è per noi umani la credibilità di Dio? Accettiamo Dio? Accettiamo che ci crei? Accettiamo che sia unico o che ci sia una pluralità di divinità? Dipende da come la pensano gli esseri umani. C'è chi attribuisce agli Dèi funzioni plurime e in questo modo li avvicina alla realtà umana: Giove figura essere il re degli Dèi, e nell'Olimpo non vive da solo ma con fratelli, sorelle e addirittura mogli. Tra i fratelli ci sono Nettuno, il Dio del mare e quello dell'Inferno Ade, e c'è il figlio Vulcano, Dio dei monti esplosivi. Ma poi c'è Dioniso che viene dall'esterno (cioè dal fuori del nostro mondo), c'è Apollo che si identifica con il Sole, Giunone moglie di Giove; e tante altre divinità, tra le quali spicca Venere. Poi ci sono gli eroi: Priamo re di Troia, Achille guerriero intangibile, per non parlare di Odisseo (Ulisse). E di sua moglie Penelope.
Il mio Io accetta questo tipo di religioni? La fede è un accettabile sentimento che prevede un potere anomalo ma creativo: la religione è un Aldilà. Organizzato? Direi di no. Non somiglia all'Olimpo, pervade il mondo intero.
Papa Francesco è, tra gli uomini di fede, quello con il pensiero più moderno e più complesso di tutti. Lo abbiamo esaminato molte volte e ne abbiamo tratto questa convinzione.
Poi c'è l'Arte. È l'uomo che ha creato l'Arte raffigurando la realtà del mondo esistente con colori, figure, località, epoche che alimentano il sentimento artistico e lo trasformano con il passare del tempo.
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Quando ho cominciato a scrivere queste righe, riempiendole di ciò che penso del sentimento religioso, non ho trattato minimamente la politica. Occorre invece esaminarla: la politica infatti ci fa vivere nel mondo e ne amministra la realtà. Ci sono diversi aspetti della storia politica, le singole Nazioni, le alleanze e belligeranze tra i loro interessi, e anche la morale, sentimento quanto mai ineffabile: il bene e il male decisi con leggi, atti amministrativi, economie collettive. Stiamo vivendo un'epoca assai singolare: Mario Draghi è stato insignito della carica di primo ministro, capo del governo. La cosa singolare è stata la formazione d'un governo che comprende tutti i partiti esistenti in Italia (salvo uno, quello dei Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni). È molto tempo che l'Italia non ha un governo di questa natura onnicomprensiva. Draghi è anche dotato di una capacità molto rara e già da lui esercitata durante la presidenza della Banca centrale europea. Adesso la sua amministrazione ci fa sperare in miglioramenti nell'economia italiana, nel diritto pubblico, negli investimenti economici e naturalmente nelle alleanze con le forze interne e quelle internazionali.
In Italia i governi che si sono succeduti negli ultimi cinquant'anni hanno avuto risultati complessivamente mediocri, mentre Draghi è il migliore per eccellenza: gli ci vorrà un po' di tempo per ottenere dei buoni risultati e poi potrà ritirarsi nel suo privato. In realtà le capacità dell'attuale primo ministro sono tali che difficilmente se ne andrà a casa a riposare: un uomo come lui può diventare presidente della Repubblica e questo è il migliore risultato che possiamo attenderci dopo l'ottima esperienza di Sergio Mattarella. Personalmente non ho altro da aggiungere se non che viviamo in un'epoca quanto mai interessante. Ho ancora molte cose da raccontare sostenuto da molte amicizie che potrei definire storiche. Il mio Io, il sentimento del tempo, il Me stesso e l'altrui: vorrei raccontare la vita di Tolstoj e quella dei grandi scrittori dell’epoca, Napoleone in Russia è una delle vicende più affascinanti da studiare e da raccontare. Lo faremo spero al più presto.