Una musa chiamata Monica Vitti
di Filippo La Porta , di Filippo La PortaEleonora Marangoni scrive un libro di racconti al femminile ispirandosi ai personaggi interpretati dalla grande attrice. La narrativa si rassegni: nessun mito letterario di questi tempi può competere con la forza del cinema
E siccome lei di Eleonora Marangoni (Feltrinelli), un libro spiazzante di quarantasette storie ispirate a personaggi di Monica Vitti, suggerisce alcune considerazioni sulla letteratura. Forse dobbiamo rassegnarci: nella seconda metà del '900 la letteratura ha perso la sua carica mitopoietica, deve prenderla altrove.Nessun personaggio letterario, dagli anni '60, potrebbe seriamente competere con i divi del cinema.
Limitiamoci all'America Latina. Unico autore italiano citato nel libro di interviste di Roberto Bolaño è Vittorio Gassman. Alla domanda se lui abbia sofferto la fame e il freddo, risponde "modestamente sì", come Gassman nei Soliti ignoti. Poi in Brasile esce Una giornata Mastroianni di João Paulo Cuenca, romanzo picaresco dove due perdigiorno a Rio vivono all'insegna della "filosofia" dell'attore italiano, indolente e quietamente edonista. Vi vengono in mente pe…
Limitiamoci all'America Latina. Unico autore italiano citato nel libro di interviste di Roberto Bolaño è Vittorio Gassman. Alla domanda se lui abbia sofferto la fame e il freddo, risponde "modestamente sì", come Gassman nei Soliti ignoti. Poi in Brasile esce Una giornata Mastroianni di João Paulo Cuenca, romanzo picaresco dove due perdigiorno a Rio vivono all'insegna della "filosofia" dell'attore italiano, indolente e quietamente edonista. Vi vengono in mente pe…
E siccome lei di Eleonora Marangoni (Feltrinelli), un libro spiazzante di quarantasette storie ispirate a personaggi di Monica Vitti, suggerisce alcune considerazioni sulla letteratura. Forse dobbiamo rassegnarci: nella seconda metà del '900 la letteratura ha perso la sua carica mitopoietica, deve prenderla altrove.Nessun personaggio letterario, dagli anni '60, potrebbe seriamente competere con i divi del cinema.
Limitiamoci all'America Latina. Unico autore italiano citato nel libro di interviste di Roberto Bolaño è Vittorio Gassman. Alla domanda se lui abbia sofferto la fame e il freddo, risponde "modestamente sì", come Gassman nei Soliti ignoti. Poi in Brasile esce Una giornata Mastroianni di João Paulo Cuenca, romanzo picaresco dove due perdigiorno a Rio vivono all'insegna della "filosofia" dell'attore italiano, indolente e quietamente edonista. Vi vengono in mente personaggi, che so, di Calvino, capaci di confrontarsi nell'immaginario collettivo con i due attori, con il loro inesauribile magnetismo? Le star del cinema sono diventate le voci del nostro dizionario interiore, incarnano per chiunque visioni del mondo e stili di vita.
Elena Marangoni ha fatto una meticolosa indagine sui personaggi dei film interpretati da Monica Vitti, comici e drammatici (diretti da maestri quali Antonioni, Losey, Monicelli, Buñuel, Risi, e da solidissimi artigiani come Zampa, Salce, Corbucci...), li ha studiati amorevolmente, e ci ha costruito sopra altrettante storie (l'unica altra attrice italiana che avrebbe potuto ispirare un libro del genere è Stefania Sandrelli). Come scrive nella introduzione la voce stessa di Monica Vitti oscilla tra gli opposti: delicata e non smunta, sensuale e algida, ottimista e problematica. Rispecchia una personalità anch'essa felicemente contraddittoria, matura e fragile, divertente e malinconica.
Il libro dà l'impressione di essersi fatto da sé. L'autrice si limita a individuare un personaggio della Vitti, lo segue, quasi si fa accompagnare docilmente lungo il percorso della narrazione. Il che restituisce ai racconti quella freschezza e sventatezza che appartengono alla vita reale. Mi limito a pochi prelievi. Mimì Bluette nel quadro che la fa Soustiel ha uno sguardo dolce ma velato di malinconia: riceve il dipinto il giorno stesso in cui si toglie la vita. Di Modesty Blaise, abilissima doppiogiochista, il capo dei servizi britannici dirà che è l'unica spia di cui si fida.Un giorno che Teresa cammina lungo il Tevere "c'era il cielo rosa e azzurro e io portavo un vestito nuovo, bianco con delle stelle blu". Alcuni scambi si tingono di surrealtà: "Dove ha conosciuto Gino Benasiò? - A una festa in maschera a Fiumara Grande. Ha presente Fiumara Grande? - Veramente no, io sono di Gallarate". Mentre all'inizio di un racconto leggiamo che "Nel febbraio del Sessanta, per colpa degli alieni, Dolores perse tutti i suoi amanti". Forse il più bello è la storia d'amore tra Giuliana e il portinaio Abbruzzi, incorniciata da una coppia di pappagallini verdi: vissero se non proprio felici tutto sommato contenti... Mentre Flaminia e il netturbino Fausto si amano nel modesto albergo Luna, dove stappano due boccette di spumante del frigobar e a lei viene un singhiozzo che non passa più. Un intero destino condensato in poche battute.
Alla fine di questa carrellata la ritroviamo Monica Vitti? Evidentemente no. Ritroviamo Armanda, Assunta, Flaminia, Isolina, Maddalena, Miele, Mimì, Tosca, Valentina...Lei resta inafferrabile: si è dissolta nell'aria come l'Ariel shakespeariano, non a caso interpretato sul palcoscenico da attrici. Si sottrae perfino a queste storie, a tutti questi personaggi, che pure ne rappresentano un lato del carattere, pronta a moltiplicarsi in altri personaggi, in altre finzioni, tutte rifinite e palpitanti.Poiché in arte l'unico modo di dire la verità è fingerla bene.
Il libro
Eleonora Marangoni, E siccome lei, Feltrinelli, pagg. 256, euro 17
Limitiamoci all'America Latina. Unico autore italiano citato nel libro di interviste di Roberto Bolaño è Vittorio Gassman. Alla domanda se lui abbia sofferto la fame e il freddo, risponde "modestamente sì", come Gassman nei Soliti ignoti. Poi in Brasile esce Una giornata Mastroianni di João Paulo Cuenca, romanzo picaresco dove due perdigiorno a Rio vivono all'insegna della "filosofia" dell'attore italiano, indolente e quietamente edonista. Vi vengono in mente personaggi, che so, di Calvino, capaci di confrontarsi nell'immaginario collettivo con i due attori, con il loro inesauribile magnetismo? Le star del cinema sono diventate le voci del nostro dizionario interiore, incarnano per chiunque visioni del mondo e stili di vita.
Elena Marangoni ha fatto una meticolosa indagine sui personaggi dei film interpretati da Monica Vitti, comici e drammatici (diretti da maestri quali Antonioni, Losey, Monicelli, Buñuel, Risi, e da solidissimi artigiani come Zampa, Salce, Corbucci...), li ha studiati amorevolmente, e ci ha costruito sopra altrettante storie (l'unica altra attrice italiana che avrebbe potuto ispirare un libro del genere è Stefania Sandrelli). Come scrive nella introduzione la voce stessa di Monica Vitti oscilla tra gli opposti: delicata e non smunta, sensuale e algida, ottimista e problematica. Rispecchia una personalità anch'essa felicemente contraddittoria, matura e fragile, divertente e malinconica.
Il libro dà l'impressione di essersi fatto da sé. L'autrice si limita a individuare un personaggio della Vitti, lo segue, quasi si fa accompagnare docilmente lungo il percorso della narrazione. Il che restituisce ai racconti quella freschezza e sventatezza che appartengono alla vita reale. Mi limito a pochi prelievi. Mimì Bluette nel quadro che la fa Soustiel ha uno sguardo dolce ma velato di malinconia: riceve il dipinto il giorno stesso in cui si toglie la vita. Di Modesty Blaise, abilissima doppiogiochista, il capo dei servizi britannici dirà che è l'unica spia di cui si fida.Un giorno che Teresa cammina lungo il Tevere "c'era il cielo rosa e azzurro e io portavo un vestito nuovo, bianco con delle stelle blu". Alcuni scambi si tingono di surrealtà: "Dove ha conosciuto Gino Benasiò? - A una festa in maschera a Fiumara Grande. Ha presente Fiumara Grande? - Veramente no, io sono di Gallarate". Mentre all'inizio di un racconto leggiamo che "Nel febbraio del Sessanta, per colpa degli alieni, Dolores perse tutti i suoi amanti". Forse il più bello è la storia d'amore tra Giuliana e il portinaio Abbruzzi, incorniciata da una coppia di pappagallini verdi: vissero se non proprio felici tutto sommato contenti... Mentre Flaminia e il netturbino Fausto si amano nel modesto albergo Luna, dove stappano due boccette di spumante del frigobar e a lei viene un singhiozzo che non passa più. Un intero destino condensato in poche battute.
Alla fine di questa carrellata la ritroviamo Monica Vitti? Evidentemente no. Ritroviamo Armanda, Assunta, Flaminia, Isolina, Maddalena, Miele, Mimì, Tosca, Valentina...Lei resta inafferrabile: si è dissolta nell'aria come l'Ariel shakespeariano, non a caso interpretato sul palcoscenico da attrici. Si sottrae perfino a queste storie, a tutti questi personaggi, che pure ne rappresentano un lato del carattere, pronta a moltiplicarsi in altri personaggi, in altre finzioni, tutte rifinite e palpitanti.Poiché in arte l'unico modo di dire la verità è fingerla bene.
Il libro
Eleonora Marangoni, E siccome lei, Feltrinelli, pagg. 256, euro 17